LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Concordato — Anno 2023

Pagina 5 di 16

302 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver beneficiato del **Concordato in appello** per reati legati agli stupefacenti, ha tentato di contestare la propria responsabilità penale. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. preclude la possibilità di rimettere in discussione l'accertamento della colpevolezza già cristallizzato nel giudizio di primo grado e non contestato durante l'accordo.
Continua »
Prededuzione compensi liquidatore: guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un liquidatore giudiziale a ottenere il pagamento dei propri compensi in prededuzione nel fallimento successivo a un concordato preventivo. La curatela fallimentare aveva contestato il credito ipotizzando negligenze nella gestione dei beni e nell'omessa segnalazione dello stato di insolvenza. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che i compiti di vigilanza spettano al commissario giudiziale e non al liquidatore. Poiché l'attività del liquidatore è stata funzionale alla conservazione del patrimonio nell'interesse della massa dei creditori, il suo credito gode della prededuzione ex art. 111 l.fall., indipendentemente dalla risoluzione formale del precedente concordato.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p. Il ricorrente aveva contestato la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p., ma la Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena, comportando la rinuncia ai motivi di gravame, preclude l'impugnazione ordinaria. L'unico rimedio esperibile contro tali sentenze è il ricorso straordinario per errore di fatto. La decisione conferma che il ruolo del giudice nel concordato in appello è limitato alla verifica della correttezza giuridica e della congruità della sanzione pattuita.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello, contestava l'illegalità della pena e l'omessa motivazione sul proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena comporta una rinuncia ai motivi di gravame che limita la cognizione del giudice e produce effetti preclusivi su tutto il procedimento, impedendo nuove contestazioni in sede di legittimità.
Continua »
Concordato in appello e limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'omessa valutazione delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. dopo aver stipulato un concordato in appello. La Suprema Corte ha stabilito che il concordato in appello produce effetti preclusivi che limitano la cognizione del giudice di secondo grado e si estendono al giudizio di legittimità, rendendo non più proponibili questioni oggetto di rinuncia implicita o esplicita legata all'accordo sulla pena.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'omessa motivazione circa le cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. in una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia ai motivi di gravame, precludendo ulteriori contestazioni anche in sede di legittimità.
Continua »
Operazioni inesistenti: guida alla frode fiscale
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale di diversi soggetti coinvolti in un articolato sistema di frode fiscale basato su operazioni inesistenti. Attraverso contratti di manutenzione fittizi e giri di fatturazione circolari tra società collegate, gli imputati avevano generato costi indeducibili e crediti IVA indebiti. La sentenza chiarisce che il ruolo di amministratore di facciata non esonera da responsabilità, specialmente quando vi è consapevolezza del disegno criminoso. Inoltre, viene ribadito che per il reato di emissione di fatture false, la prescrizione decorre dall'ultimo documento emesso nel medesimo periodo d'imposta.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. I ricorrenti lamentavano una carenza di motivazione sulla qualificazione giuridica del fatto, ma la Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. implica una rinuncia ai motivi non concordati. Tale rinuncia genera un effetto preclusivo che impedisce di sollevare nuovamente tali questioni nel giudizio di legittimità, rendendo il ricorso non consentito.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello, intendeva contestare la qualificazione giuridica del fatto. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. comporta una rinuncia implicita ai motivi di impugnazione, determinando un effetto preclusivo che impedisce di ridiscutere il merito della vicenda in sede di legittimità.
Continua »
Remissione di querela e furto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di tre soggetti condannati per tentato omicidio e furto. Nonostante il concordato in appello, i giudici hanno rilevato l'illegalità della pena accessoria dell'interdizione perpetua, poiché la condanna finale era inferiore ai cinque anni. Fondamentale è stata la dichiarazione di estinzione del reato di furto per intervenuta remissione di querela, resa possibile dalle nuove norme sulla procedibilità introdotte dalla Riforma Cartabia.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da tre imputati contro una sentenza emessa dalla Corte d'Appello. Il fulcro della decisione risiede nell'applicazione del **concordato in appello**, uno strumento che prevede l'accordo sulla pena tra accusa e difesa. Secondo i giudici, tale accordo implica una rinuncia implicita o esplicita ai motivi di impugnazione, producendo effetti preclusivi che impediscono di sollevare nuove contestazioni nel successivo giudizio di legittimità. La Corte ha dunque confermato che la definizione concordata del procedimento limita la cognizione del giudice superiore, rendendo vano ogni tentativo di ricorso successivo.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da diversi imputati che, dopo aver beneficiato del **concordato in appello** ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., hanno tentato di contestare in sede di legittimità la propria responsabilità penale. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena produce un effetto preclusivo totale, rendendo impossibile impugnare questioni di merito o vizi di motivazione precedentemente rinunciati per ottenere lo sconto di pena.
Continua »
Concordato in appello: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. I ricorrenti avevano contestato l'omessa motivazione sulla responsabilità penale e sulle circostanze attenuanti. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che l'adesione al concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. comporta la rinuncia ai motivi di merito. Il ricorso per Cassazione in questi casi è limitato esclusivamente a vizi sulla formazione della volontà, sul consenso delle parti o sull'illegalità della pena inflitta.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che contestava l'omessa motivazione su un'aggravante a seguito di una sentenza di concordato in appello. La Suprema Corte ha ribadito che, una volta perfezionato l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., il diritto di impugnazione è limitato esclusivamente a vizi sulla formazione della volontà, al mancato consenso del Pubblico Ministero o all'illegalità della pena. Poiché il ricorrente aveva sollevato questioni di merito estranee a tali perimetri, il ricorso è stato rigettato con conseguente condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Il ricorrente lamentava la mancata valutazione delle cause di proscioglimento immediato, ma la Suprema Corte ha chiarito che l'adesione al concordato in appello limita i motivi di impugnazione esclusivamente alla formazione della volontà, al consenso delle parti o alla difformità della decisione rispetto all'accordo, escludendo doglianze su punti già rinunciati.
Continua »
Concordato in appello: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'impugnabilità della sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Un imputato, condannato per rapina aggravata, aveva proposto ricorso lamentando vizi di motivazione e l'errata applicazione di aggravanti dopo aver concordato la pena in secondo grado. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il concordato in appello limita drasticamente i motivi di ricorso esperibili. Sono ammissibili solo le doglianze relative alla formazione della volontà, al consenso del pubblico ministero o alla difformità della sentenza rispetto all'accordo, mentre restano precluse le contestazioni sul merito della responsabilità o sulla misura della pena, salvo il caso di pena illegale.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la motivazione di una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Suprema Corte ha chiarito che il concordato in appello, ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., comporta la rinuncia ai motivi di impugnazione, limitando la cognizione del giudice e precludendo il successivo ricorso per cassazione su tali punti.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati che, dopo aver stipulato un concordato in appello, tentavano di contestare la propria responsabilità penale. Il collegio ha ribadito che l'accordo sulla pena costituisce un negozio processuale irrevocabile che preclude ogni contestazione sul merito, salvo i casi di pena illegale. Inoltre, le istanze relative alle nuove pene sostitutive previste dalla Riforma Cartabia devono essere presentate al giudice dell'esecuzione e non in sede di legittimità.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello per il reato di ricettazione, ha tentato di impugnare la sentenza eccependo la prescrizione del reato stesso. La Suprema Corte ha chiarito che l'essenza del concordato risiede nella rinuncia ai motivi di impugnazione in cambio di una rideterminazione della pena. Tale rinuncia produce un effetto preclusivo che impedisce di risollevare questioni, anche rilevabili d'ufficio, in sede di legittimità, rendendo il ricorso privo di fondamento giuridico.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello per reati legati a stupefacenti e armi, ha presentato ricorso in sede di legittimità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia ai motivi di gravame. Non è possibile contestare in Cassazione questioni già rinunciate, a meno che non riguardino l'illegalità della pena o vizi nella formazione della volontà. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »