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Concordato — Anno 2023

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302 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un'imputata che contestava il mancato proscioglimento dopo aver sottoscritto un concordato in appello. La decisione ribadisce che l'accordo sulla pena limita drasticamente le possibilità di impugnazione, escludendo la possibilità di lamentare vizi di motivazione su punti rinunciati o sulla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. La pena finale, sebbene inferiore al minimo edittale grazie alle attenuanti e al rito abbreviato, non è stata considerata illegittima.
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Stato di insolvenza: effetti dell’omologa concordato
Una società cooperativa in liquidazione coatta amministrativa ha impugnato la declaratoria dello stato di insolvenza emessa dal Tribunale. Durante il giudizio di Cassazione, è intervenuta l'omologazione di un concordato che ha riportato la società in bonis. La Suprema Corte ha chiarito che l'omologa non determina automaticamente la cessazione della materia del contendere, poiché lo stato di insolvenza produce effetti persistenti su azioni revocatorie e profili penali. Tuttavia, avendo il ricorrente dichiarato il venir meno del proprio interesse alla decisione, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse sopravvenuta.
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Concordato sanzionatorio: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato sanzionatorio. Il ricorrente aveva contestato la qualificazione giuridica del fatto e la mancanza di motivazione sulla pena. La Suprema Corte ha stabilito che la contestazione sulla pena è incompatibile con il consenso prestato nell'accordo e che il vizio di qualificazione era stato dedotto in modo generico e astratto.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. I giudici hanno ribadito che l'accordo sulla pena limita la cognizione del giudice di secondo grado e produce effetti preclusivi che si estendono al giudizio di legittimità. Le censure relative all'eccessività della sanzione o a vizi motivazionali su questioni rinunciate non sono ammissibili, poiché contrastano con la natura negoziale dell'accordo ratificato dalle parti.
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Concordato in appello: limiti della motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava l'omessa motivazione circa l'assenza di cause di non punibilità in una sentenza di concordato in appello. Secondo i giudici, quando si perfeziona un accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599 bis c.p.p., il giudice di secondo grado non è tenuto a motivare il mancato proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La natura stessa del concordato in appello implica infatti una rinuncia ai motivi di impugnazione originari, limitando il perimetro decisionale della Corte alla congruità dell'accordo raggiunto tra accusa e difesa.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due soggetti condannati per furto pluriaggravato. La decisione si fonda su due pilastri procedurali: l'invalidità del ricorso sottoscritto personalmente dall'imputato e l'efficacia preclusiva del concordato in appello. Nel primo caso, la Corte ribadisce che il ricorso in legittimità richiede tassativamente la firma di un difensore cassazionista. Nel secondo caso, viene chiarito che l'adesione al concordato in appello comporta la rinuncia implicita a contestare la qualificazione giuridica del fatto e l'entità della pena, rendendo nullo ogni successivo tentativo di impugnazione su tali punti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due soggetti condannati per furto aggravato. Gli imputati avevano precedentemente richiesto e ottenuto il Concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., limitando l'impugnazione al solo trattamento sanzionatorio. La Suprema Corte ha chiarito che, in presenza di tale accordo, il giudice non è tenuto a motivare l'assenza di cause di proscioglimento d'ufficio, poiché il perimetro della decisione è circoscritto dai motivi dell'accordo stesso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati condannati per furto in abitazione aggravato. I ricorrenti avevano precedentemente sottoscritto un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ottenendo una riduzione della pena. Successivamente, hanno impugnato la sentenza contestando i criteri di commisurazione della sanzione. La Suprema Corte ha stabilito che, una volta perfezionato il concordato in appello, non è possibile contestare unilateralmente la misura della pena concordata, a meno che questa non risulti palesemente illegale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per esercizio arbitrario delle proprie ragioni e lesioni aggravate. Il ricorrente aveva precedentemente aderito a un concordato in appello, ma ha successivamente impugnato la sentenza contestando il diniego della prevalenza delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha ribadito che, in presenza di un accordo sulla pena ex art. 599-bis c.p.p., non è possibile sollevare doglianze relative alla determinazione della sanzione o a motivi rinunciati, a meno che la pena non risulti illegale. Il principio cardine è che il concordato in appello vincola le parti alle scelte effettuate in sede di accordo.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione è stata presa con procedura semplificata poiché l'impugnazione riguardava un provvedimento basato sull'accordo tra le parti ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., reso dopo la riforma del 2017. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'entità della pena dopo aver beneficiato del concordato in appello. Secondo i giudici, una volta che le parti hanno liberamente pattuito la sanzione ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. e il giudice l'ha ratificata ritenendola congrua, non è più possibile rimettere in discussione il quantum della pena in sede di legittimità. La decisione ribadisce la natura negoziale e definitiva dell'accordo raggiunto tra accusa e difesa.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione sottolinea che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. limita la cognizione del giudice e produce effetti preclusivi simili alla rinuncia all'impugnazione. Inoltre, il ricorso è stato ritenuto nullo poiché privo della firma di un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver richiesto e ottenuto il concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di contestare la propria responsabilità penale in sede di legittimità. La Corte ha chiarito che il concordato in appello limita la cognizione del giudice e produce effetti preclusivi simili alla rinuncia all'impugnazione, rendendo impossibile rimettere in discussione l'accertamento della colpevolezza.
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Concordato in appello: notifica sentenza assente.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'omessa notifica della sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Suprema Corte ha chiarito che, nel caso di imputato assente, la notifica del provvedimento decisorio non è dovuta, rendendo il motivo di ricorso manifestamente infondato. L'applicazione del concordato in appello limita ulteriormente i margini di impugnazione, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: guida alla rinuncia dei motivi
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da due soggetti condannati per traffico di stupefacenti. La decisione ruota attorno all'istituto del concordato in appello, previsto dall'art. 599-bis c.p.p. Gli imputati avevano concordato la pena rinunciando ai motivi di merito, ma successivamente hanno tentato di impugnare la sentenza sostenendo la mancata valutazione di tali motivi. La Suprema Corte ha chiarito che, una volta ratificato l'accordo sulla pena, la rinuncia ai motivi di appello diventa irrevocabile e non può essere oggetto di ulteriore contestazione in sede di legittimità.
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Reformatio in pejus: stop alla confisca in appello
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti che, in sede di appello, ha subito la confisca di una somma di denaro non prevista in primo grado. Nonostante l'attivazione di un concordato sulla pena, la difesa ha eccepito la violazione del divieto di reformatio in pejus. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando che il giudice di secondo grado non può disporre d'ufficio una confisca facoltativa se l'appello è stato proposto solo dall'imputato e la misura non era presente nella sentenza originaria. La decisione impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente alla parte patrimoniale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da alcuni imputati che avevano precedentemente optato per il concordato in appello. Gli ermellini hanno ribadito che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. limita drasticamente il perimetro delle impugnazioni proponibili. In particolare, non è possibile contestare in sede di legittimità la qualificazione giuridica del fatto, l'applicazione della recidiva o il diniego delle attenuanti generiche se tali elementi facevano parte dell'accordo condiviso con il giudice di merito. Il ricorso rimane esperibile solo in caso di determinazione della pena palesemente contraria alla legge.
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Concordato in appello: pena non impugnabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Il ricorrente lamentava un vizio di motivazione sulla quantificazione della pena, ma la Corte ha ribadito che l'accordo sulla sanzione, una volta ratificato dal giudice, non può essere contestato unilateralmente. Il concordato in appello costituisce un negozio processuale vincolante che preclude successive impugnature sul merito della pena concordata, salvo i casi di illegalità della stessa.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver aderito al concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di contestare la sussistenza del reato di rapina. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia implicita a far valere vizi di motivazione o questioni di merito. Il ricorso è ammesso solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del Pubblico Ministero o in caso di pena illegale. Poiché il ricorrente ha riproposto questioni di fatto precluse dall'accordo, è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver aderito al concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p., contestava la qualificazione giuridica dei fatti. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia implicita a dedurre vizi relativi ai punti concordati, rendendo il ricorso per cassazione esperibile solo per l'illegalità della pena o per errore di fatto. Il principio del Concordato in appello mira infatti a stabilizzare l'esito processuale in cambio di uno sconto sanzionatorio.
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