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Concordato

418 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Concordato è il nome dato ai trattati bilaterali che la Santa Sede stipula con altri stati per regolare la situazione giuridica della Chiesa cattolica in un determinato Paese. Gli accordi prevedono reciproche concessioni per evitare possibili contrasti tra diritto civile e diritto canonico e riguardano ambiti sia religiosi che temporali. Agli Stati viene talvolta concesso un potere di veto sulla nomina di vescovi o la restrizione di alcune libertà di culto, mentre alla Chiesa possono essere riconosciuti privilegi economici (sussidi diretti o sostegno alle opere di culto) o particolari diritti per i fedeli laici o per il clero (quali la possibilità di obiezione di coscienza rispetto a leggi che impongano comportamenti contrari alla morale cattolica). Dopo il Concilio Vaticano II (1962-1965), e in particolare la sua approvazione di una Dichiarazione sulla Libertà Religiosa (Dignitatis Humanae), questo tipo di accordo giuridico formale ha visto evolvere il suo spirito e i suoi contenuti. Storicamente la Santa Sede ha stipulato concordati con tutti gli stati che lo hanno concesso, anche con quelli più ostili verso i cattolici o la religione in generale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

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Provvedimenti

Ricorso Penale Inammissibile: Quando il Concordato Blocca l’Appello
Un Lavoratore è stato condannato in primo grado per vari reati. La Corte d'Appello, tramite un concordato (accordo sulla pena), ha aumentato la condanna applicando la continuazione con un precedente reato. Il Lavoratore ha presentato un ricorso per Cassazione, sostenendo che avrebbe dovuto essere prosciolto e lamentando vizi nella determinazione della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, ribadendo che le sentenze emesse a seguito di concordato possono essere impugnate solo per specifici vizi procedurali, non per questioni di merito o motivi rinunciati. Il Lavoratore ha perso e dovrà pagare le spese processuali.
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Ricorso inammissibile: L’appello per ricettazione non supera i limiti
Un Cittadino, già condannato per ricettazione, ha presentato un ricorso inammissibile alla Corte di Cassazione. L'impugnazione contestava la motivazione della precedente sentenza d'appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che le contestazioni sulla determinazione della pena o sulla motivazione non sono valide per questo tipo di ricorso, a meno che non riguardino l'illegalità della sanzione. Di conseguenza, il Cittadino deve pagare le spese processuali e una multa di 3000 euro alla Cassa delle ammende.
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Espulsione dallo Stato: Pena Ridotta, Misura Annullata dalla Cassazione
Un Lavoratore straniero è stato condannato e gli è stata ordinata l'espulsione dallo Stato. La Corte d'Appello ha ridotto la sua pena a un anno e otto mesi di reclusione, ma ha confermato l'ordine di espulsione. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. Ha stabilito che l'espulsione dallo Stato è possibile solo per condanne superiori a due anni di reclusione. Poiché la pena finale era inferiore a questa soglia, la misura di sicurezza dell'espulsione non poteva essere applicata.
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Ricorso Inammissibile: Quando la Cassazione non riesamina il patteggiamento
Un individuo, condannato per rapina aggravata a seguito di un concordato (patteggiamento), ha presentato ricorso in Cassazione. La difesa sosteneva che la condanna violasse il principio di offensività, ritenendo l'azione "impossibile". La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che non si possono contestare motivi già rinunciati o vizi della pena che non la rendano illegale, se non rientrano nei limiti edittali. La decisione ha confermato la condanna e imposto il pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende. Questo caso evidenzia i limiti del ricorso inammissibile dopo un patteggiamento.
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Inammissibilità ricorso penale: quando il patteggiamento blocca l’appello
Un individuo ha presentato un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Questo è avvenuto perché il ricorso contestava aspetti già oggetto di un "concordato" (un accordo di patteggiamento). La giurisprudenza consolidata stabilisce che un ricorso in Cassazione contro una sentenza emessa dopo un concordato è ammissibile solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso, non per rimettere in discussione la responsabilità già accettata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità del Ricorso Penale: L’Accordo Prevale sulle Attenuanti
Un imputato ha presentato un ricorso contro una sentenza d'appello, contestando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. L'imputato sosteneva un difetto di motivazione da parte del giudice. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. La sentenza d'appello era stata infatti definita tramite un concordato, un accordo sulla pena che già includeva la misura finale. Pertanto, la contestazione sulle attenuanti era infondata. L'imputato deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso penale: quando un vizio è troppo tardivo
Un imputato ha presentato un ricorso contro una sentenza d'appello che aveva accolto la sua richiesta di concordato. Il ricorso contestava la nullità di un decreto di irreperibilità emesso in una fase processuale precedente. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Ha ritenuto che il motivo sollevato non fosse pertinente alla modalità definitoria scelta (il concordato) e fosse stato presentato troppo tardi, riguardando una fase processuale antecedente. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Lesione Grave: Inammissibilità ricorso penale per questioni di pena
Un imputato, condannato per lesione personale grave, ha visto la sua pena ridotta in appello grazie al riconoscimento di circostanze attenuanti. Ha poi proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Il ricorso non contestava vizi procedurali specifici del concordato, ma questioni relative al bilanciamento delle circostanze e alla determinazione della pena, non ammissibili in questa fase. Inoltre, il ritardo nella delibera della sentenza non ha causato nullità. L'imputato dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Ricorso Personale in Cassazione: Inammissibile la Difesa Fai-da-Te
Un imputato ha presentato un ricorso per cassazione personalmente, impugnando una sentenza d'appello che aveva ridotto la sua pena a seguito di un concordato. Il ricorso contestava la mancata dichiarazione di non punibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito un principio fondamentale: il ricorso personale in Cassazione non è valido. Deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, come previsto dalle modifiche legislative del 2017. L'autenticazione da parte di un legale non sana questo difetto. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Accordo per Lavoro di Pubblica Utilità: Intesa informale, ricorso inammissibile
Un Lavoratore, condannato per un reato stradale, ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva di aver raggiunto un Accordo per Lavoro di Pubblica Utilità con la Procura Generale, non considerato dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che lo scambio di email tra le parti non costituiva una formalizzazione dell'accordo. La Procura aveva inoltre chiesto la conferma della condanna, evidenziando la revoca di un precedente lavoro di pubblica utilità da parte del Lavoratore, che impediva una nuova sostituzione della pena.
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Rinvio della causa per concordato e stop alle liti giudiziarie
Una società in liquidazione giudiziale ha chiesto la sospensione del giudizio pendente in Cassazione. La società ha motivato l'istanza con l'esistenza di una proposta di concordato avanzata da un terzo assuntore. Qualora il concordato venga approvato, la società rinnuncerà al ricorso principale. La Corte di Cassazione ha riscontrato la piena ragionevolezza della richiesta e ha disposto il rinvio della causa per concordato a nuovo ruolo, nell'attesa dell'evoluzione della procedura concorsuale.
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Concordato e Responsabilità Socio Unico: Azienda salva, socio no
Una banca ha chiesto il pagamento di un credito a una società controllante, basandosi sulla sua passata qualifica di socio unico della società debitrice. Quest'ultima, insieme al suo gruppo, aveva concluso un concordato nell'ambito di un'amministrazione straordinaria. La società controllante sosteneva che l'effetto liberatorio del concordato si estendesse anche a lei. La Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo che la responsabilità socio unico è una forma di garanzia imposta dalla legge ('fideiussione ex lege'), di natura occasionale e diversa da quella strutturale di altri soci. Pertanto, il socio unico non beneficia dell'effetto esdebitatorio del concordato e resta obbligato a pagare i debiti sorti durante il periodo di unipersonalità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che aveva precedentemente stipulato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. Il ricorrente contestava la qualificazione giuridica del fatto e l'applicazione della recidiva, ma la Suprema Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare tali questioni nel giudizio di legittimità. Poiché il negozio processuale è stato liberamente stipulato e recepito dal giudice, esso non può essere modificato unilateralmente, determinando così l'inammissibilità del gravame e la condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Competenza territoriale e sede fittizia nel concordato
La Corte di Cassazione ha confermato l'incompetenza del tribunale adito in favore di quello della sede storica, definendo i limiti della competenza territoriale nel concordato preventivo. Il trasferimento della sede legale, avvenuto in fase di crisi conclamata, è stato giudicato fittizio poiché il centro degli interessi è rimasto nel luogo originario. La decisione chiarisce che il giudice può rilevare l'incompetenza solo dopo la completa disclosure del piano e della proposta, rigettando l'eccezione di tardività sollevata dalla società ricorrente.
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Inammissibilità ricorso per cassazione e genericità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso per cassazione presentato da un soggetto condannato per reati inerenti agli stupefacenti. Il ricorrente aveva impugnato una sentenza emessa a seguito di concordato in appello, lamentando un vizio di motivazione e una errata qualificazione dei fatti. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano eccessivamente generici e privi di specificità, non indicando le ragioni concrete per cui il giudice di merito avrebbe dovuto disattendere una richiesta formulata dalla stessa difesa. La decisione ha comportato la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Confisca e concordato: i limiti del ricorso legale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro la **confisca** di somme di denaro derivanti dal reato di spaccio di stupefacenti. Il ricorrente aveva precedentemente optato per il concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ottenendo un trattamento sanzionatorio condiviso. La Suprema Corte ha chiarito che le statuizioni derivanti da tale procedura negoziale non sono sindacabili in sede di legittimità, a meno che non si configuri un'ipotesi di illegalità della pena. Inoltre, la doglianza sulla misura patrimoniale non era stata sollevata nei motivi d'appello, precludendone l'esame in Cassazione.
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Inammissibilità ricorso per Cassazione: i requisiti
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso per Cassazione presentato da un imputato contro una sentenza emessa in seguito a concordato in appello. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi proposti, i quali risultavano privi di una puntuale enunciazione delle ragioni di diritto e di riferimenti specifici alla motivazione del provvedimento impugnato. Oltre al rigetto del ricorso, la Corte ha disposto la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Concordato in appello: validità della procura speciale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la validità di un concordato in appello sottoscritto dal proprio difensore. Il ricorrente sosteneva la mancanza di volontarietà nell'accordo, ma i giudici hanno rilevato che la procura speciale conferita al legale includeva espressamente la facoltà di patteggiare la pena. La doglianza è stata ritenuta generica e manifestamente infondata, confermando che il mandato difensivo legittima pienamente l'operato del legale in sede di concordato in appello.
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Inammissibilità del ricorso in Cassazione penale
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un soggetto condannato per rapina e violazione della normativa sugli stupefacenti. I giudici hanno rilevato che le doglianze proposte riguardavano principalmente una rivalutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità. Inoltre, la Corte ha evidenziato come i motivi relativi al mancato riconoscimento delle attenuanti e al rigetto del concordato in appello fossero generici e privi di un reale confronto con le motivazioni espresse nella sentenza di secondo grado. L'inammissibilità del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Separazione dei processi: effetti sull’appello
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della separazione dei processi e della sua influenza sulla valutazione di ammissibilità dell'appello. Un imputato aveva presentato ricorso sostenendo che il rigetto di una richiesta di concordato da parte di un primo collegio implicasse necessariamente l'ammissibilità dell'impugnazione. La Suprema Corte ha invece stabilito che la separazione dei processi genera un nuovo procedimento autonomo. In questo contesto, il nuovo giudice non è vincolato dalle valutazioni processuali del procedimento originario, potendo dichiarare l'inammissibilità dell'appello in piena autonomia decisionale.
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