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Concessione

123 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

In giurisprudenza la concessione è il provvedimento amministrativo con cui la pubblica amministrazione conferisce ex novo situazioni giuridiche soggettive attive al beneficiario, ampliandone la sfera giuridica. La concessione presenta elementi di affinità con l'autorizzazione (entrambi sono provvedimenti ampliativi della sfera soggettiva). Se ne differenzia in quanto non solo rimuove limite di una posizione soggettiva preesistente, ma attribuisce o trasferisce posizioni o facoltà nuove al privato. [wl_navigator]

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Bookmaker Estero vs Fisco: Tassazione Scommesse Online 2009
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Operatore Estero contro l'Amministrazione Fiscale riguardo la tassazione scommesse online per l'anno 2009. L'Operatore contestava un avviso di accertamento per l'imposta unica sui giochi e lotterie. La Corte ha stabilito che, per gli anni precedenti al 2011, l'imposta unica è dovuta direttamente dai bookmakers, siano essi nazionali o esteri e con o senza concessione, e non dai centri di raccolta. Questa decisione conferma la legittimità della pretesa fiscale nei confronti dell'Operatore Estero, ribadendo l'assenza di discriminazioni tra operatori.
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Proprietà beni demaniali: i magazzini tornano allo Stato dopo la concessione
Un Ente Locale ha chiesto a un'Amministrazione il rilascio di magazzini su un molo, sostenendo la Proprietà beni demaniali sulla base di una sentenza del 1896. L'Amministrazione ha contestato, affermando che il suolo era demaniale e la concessione scaduta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Locale. Ha stabilito che la vecchia sentenza riconosceva la proprietà solo dei fabbricati, non del suolo demaniale. Con la scadenza della concessione, i magazzini sono tornati allo Stato per accessione.
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Sanzioni Imposta Unica Scommesse: Cassazione annulla per incertezza
L'Azienda di Scommesse ha contestato un accertamento per l'imposta unica sulle scommesse relativa al 2010. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'imposta per il bookmaker estero, anche senza concessione. Tuttavia, ha accolto il ricorso limitatamente alle sanzioni. La Suprema Corte ha riconosciuto una obiettiva incertezza normativa per l'anno 2010 sulla soggettività passiva dell'imposta. Questo ha portato all'annullamento delle sanzioni, ma non del tributo principale. La sentenza chiarisce i limiti di applicazione delle sanzioni imposta unica scommesse in presenza di ambiguità legislative.
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Concessione idrica abusiva: il silenzio assenso non sana l’illecito
Un'Associazione utilizzava acqua per scopi industriali senza la dovuta autorizzazione, incorrendo in una sanzione amministrativa per **concessione idrica abusiva**. L'Associazione aveva presentato una richiesta di sanatoria (regolarizzazione), ma questa è stata ritenuta invalida perché indirizzata all'ente sbagliato e priva della documentazione necessaria. La Cassazione ha rigettato il primo motivo di ricorso dell'Associazione, chiarendo che il giudice ordinario ha il potere di valutare la legittimità degli atti amministrativi quando questi sono il presupposto di una sanzione, confermando l'irregolarità della richiesta di sanatoria e la legittimità della sanzione.
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Canoni Concessori Reti Comunicazione Elettronica: La Cassazione Decide
Un'Azienda di telecomunicazioni ha contestato i `canoni concessori reti comunicazione elettronica` richiesti da un Comune per l'installazione di infrastrutture su suolo pubblico. L'Azienda riteneva i canoni illegittimi e chiedeva il rinnovo della concessione. Dopo un iter nei tribunali amministrativi, la questione è giunta in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso dell'Azienda inammissibile. Ha stabilito che le contestazioni non riguardavano un difetto assoluto di giurisdizione, ma piuttosto presunte violazioni di legge, non esaminabili in questa sede. L'Azienda è stata condannata alle spese.
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Bookmaker Estero vs Fisco: L’Imposta Unica sulle Scommesse si Applica
Un bookmaker estero ha contestato un accertamento fiscale per l'imposta unica sulle scommesse relativa all'anno 2010. La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto il suo appello, ritenendo legittima l'imposizione. Il bookmaker ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che l'imposta non dovesse applicarsi a operatori esteri senza concessione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ribadito che l'imposta unica sulle scommesse si applica anche ai bookmaker esteri privi di concessione che operano in Italia, specialmente per le annualità antecedenti al 2011, dove la responsabilità ricade sul bookmaker stesso.
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Presupposti applicazione TOSAP: niente tassa per le strisce blu
Un Comune ha notificato un avviso di accertamento a una società incaricata della gestione delle strisce blu, richiedendo il pagamento del tributo per l'occupazione delle aree destinate alla sosta a pagamento. L'ente locale sosteneva che la società occupasse abusivamente il suolo demaniale. La società di gestione ha impugnato la richiesta, dimostrando di operare come semplice appaltatrice del servizio per conto dell'amministrazione comunale, senza sottrarre gli spazi all'uso pubblico né agire come vera concessionaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune per difetto di autosufficienza. L'amministrazione non ha prodotto i contratti e le convenzioni per provare l'esistenza dei presupposti applicazione TOSAP, confermando l'esenzione del gestore.
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Concessione Scaduta: Giudice Ordinario o Amministrativo?
Un'Azienda Petrolifera ha impugnato la scadenza di una concessione per un impianto di distribuzione carburanti su un'area comunale. Il Comune voleva riacquisire il bene. L'Azienda ha sollevato un regolamento preventivo di giurisdizione per stabilire se la controversia rientrasse nella competenza del giudice ordinario o amministrativo. La Corte di Cassazione ha stabilito che, una volta scaduta la concessione, la Pubblica Amministrazione non esercita più poteri autoritativi. Pertanto, la controversia per la restituzione del bene rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, non di quello amministrativo. Questo chiarisce i confini della giurisdizione concessione scaduta.
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Rimborso negato: la Cassazione sull’Interpretazione del Contratto
Un Consorzio, concessionario per opere pubbliche, ha chiesto alla Regione il rimborso di somme pagate a un terzo per indennità di esproprio, basandosi su una clausola contrattuale. La Regione si è opposta, sostenendo che si trattava di danni causati dal Consorzio. Dopo decisioni contrastanti nei gradi precedenti, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Consorzio. Ha stabilito che il giudice può interpretare l'intero contratto, anche articoli non specificamente invocati dalle parti, senza incorrere in ultrapetizione. La sentenza chiarisce i limiti dell'**interpretazione del contratto** da parte del giudice, confermando che la sua valutazione degli elementi contrattuali è indipendente dalle prospettazioni delle parti, purché rimanga nei limiti della domanda.
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Bookmaker Estero vs. Fisco: Imposta Unica Scommesse Confermata, Sanzioni Annullate
Un bookmaker estero ha contestato un accertamento fiscale per l'imposta unica scommesse relativa al 2010. L'operatore sosteneva di non essere soggetto a tale imposta e che le sanzioni fossero illegittime. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del bookmaker estero per l'imposta unica scommesse, ribadendo che la normativa italiana si applica a tutti gli operatori che raccolgono scommesse sul territorio nazionale, anche senza concessione. Tuttavia, ha annullato le sanzioni, riconoscendo un'obiettiva incertezza normativa sulla soggettività passiva del bookmaker estero per il periodo in questione.
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Giudicato Esterno Tributario: Rimborso Negato, poi Confermato
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una Società Concessionaria che chiedeva il rimborso di imposte (IRPEG/IRAP) per l'anno 2001, relative all'ammortamento finanziario di maggiori costi sostenuti per la costruzione di un'autostrada. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato il rimborso. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Società, affermando l'applicabilità del principio del Giudicato Esterno Tributario. Questo significa che una decisione definitiva su un rapporto giuridico d'imposta, anche se riferita a un diverso periodo fiscale, estende i suoi effetti ad altre annualità se riguarda elementi costitutivi della fattispecie con durata pluriennale. La sentenza ha quindi riconosciuto il diritto al rimborso, condannando l'Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese.
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Imposta unica scommesse: bookmaker estero paga, ricevitoria no
L'Agenzia delle Dogane ricorreva contro una sentenza che aveva escluso la responsabilità di un bookmaker estero per l'Imposta unica sulle scommesse relativa all'anno 2010. La Corte Costituzionale aveva dichiarato incostituzionale la norma che assoggettava le ricevitorie senza concessione per gli anni precedenti al 2011. La Cassazione, richiamando precedenti pronunce, ha stabilito che i bookmaker esteri, anche senza concessione, sono soggetti passivi dell'Imposta unica sulle scommesse per il periodo in questione. La sentenza impugnata è stata cassata, riconoscendo la responsabilità del bookmaker.
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Soggettività passiva bookmaker: imposta dovuta, sanzioni annullate
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un Operatore di scommesse estero, contestato dall'Amministrazione Fiscale per l'omesso versamento dell'imposta unica sulle scommesse raccolte in Italia nel 2010. L'Operatore ha eccepito la propria non soggettività passiva bookmaker e l'illegittimità delle sanzioni. La Suprema Corte ha confermato la sua responsabilità fiscale, ribadendo che l'imposta è dovuta anche da operatori senza concessione. Tuttavia, ha annullato le sanzioni, riconoscendo l'obiettiva incertezza normativa esistente prima della legge interpretativa del 2010 sulla soggettività passiva. L'Operatore deve pagare l'imposta, ma non le relative penalità.
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Omesso versamento lotto: il Peculato del concessionario è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per peculato del titolare di una rivendita di tabacchi. L'uomo non aveva versato i proventi del gioco del lotto al concessionario dei Monopoli di Stato. La sentenza ha ribadito che il denaro incassato dal gestore, in quanto incaricato di pubblico servizio per via del rapporto di concessione con l'Erario, è di pertinenza pubblica fin dal momento della riscossione. Pertanto, l'omesso versamento configura il peculato del concessionario, poiché l'attività di raccolta del lotto è un servizio pubblico gestito su base concessoria.
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Scommesse illegali: la Cassazione conferma la condanna per attività abusiva
Due donne, amministratrice e socia di una società, sono state condannate per esercizio abusivo di scommesse. Hanno allestito un centro scommesse in una cartoleria, raccogliendo denaro e gestendo scommesse sportive online per conto di un operatore maltese senza le necessarie autorizzazioni italiane. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i loro ricorsi. Ha confermato che l'attività era illecita, non essendo l'operatore maltese escluso dalle gare per motivi discriminatori. La difesa non ha dimostrato l'ignoranza inevitabile della legge né la particolare tenuità del fatto, data l'organizzazione dell'attività e la manomissione dei software. La condanna e il pagamento delle spese processuali sono stati confermati.
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Circolo privato e raccolta abusiva di scommesse: arriva la condanna
Il gestore di un circolo privato ha subito una condanna per il reato di raccolta abusiva di scommesse. Le forze dell'ordine hanno rinvenuto all'interno del locale tre computer accesi e connessi a una piattaforma estera non autorizzata in Italia, collegati a una stampante termica per l'emissione dei titoli di gioco. I militari hanno sequestrato anche diverse ricevute di giocate già effettuate. L'imputato ha presentato ricorso per Cassazione sostenendo l'assenza di clienti durante l'ispezione e la semplice messa a disposizione di postazioni internet per i soci. La Suprema Corte ha confermato la condanna a otto mesi di reclusione con sospensione condizionale, ritenendo pienamente integrata l'attività illecita di intermediazione.
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Raccolta Scommesse Abusiva: La Cassazione Conferma la Condanna
Un Lavoratore è stato condannato per **raccolta scommesse abusiva**. Egli gestiva un centro scommesse per conto di un operatore estero senza le necessarie concessioni e licenze italiane. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ribadendo che l'attività di intermediazione per la raccolta di scommesse sportive richiede sia una concessione statale che una licenza di pubblica sicurezza. La difesa del Lavoratore ha sostenuto la discriminazione dell'operatore estero e l'applicabilità di regimi di regolarizzazione, ma la Corte ha respinto queste argomentazioni. Ha chiarito che l'ignoranza della legge non è scusabile per chi svolge professionalmente un'attività commerciale e che le normative di regolarizzazione non estinguono i reati pregressi. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Risarcimento danni da ritardato accreditamento: decide il TAR
Una clinica privata ha chiesto alla Regione l'accreditamento per erogare servizi sanitari nel 1998, ottenendolo solo nel 2006. La società ha citato la Regione davanti al giudice ordinario per ottenere il risarcimento danni da ritardato accreditamento, chiedendo oltre ventitré milioni di euro per violazione di correttezza e buona fede. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che l'accreditamento sanitario ha natura concessoria e comporta valutazioni discrezionali della pubblica amministrazione. Di conseguenza, la competenza a decidere sulla richiesta risarcitoria spetta esclusivamente al giudice amministrativo e non a quello ordinario.
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Raccolta abusiva di scommesse: vietati i conti fittizi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti della titolare di un esercizio commerciale per il reato di raccolta abusiva di scommesse. L'esercente gestiva un centro collegato a un allibratore estero privo di concessione statale e di licenza di pubblica sicurezza. La donna consentiva giocate online a terzi, inclusi minorenni, utilizzando conti fittizi o intestati a sé stessa per mascherare i veri scommettitori e incassando direttamente il denaro in contanti. I giudici hanno chiarito che l'intermediazione materiale e l'intestazione fittizia integrano autonomamente l'illecito penale, rendendo irrilevanti i presunti vizi del sistema concessorio europeo o le comunicazioni formali inviate alla Questura. Il ricorso della difesa è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese.
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Cuneo fiscale IRAP: appalto di rifiuti e diritto al beneficio
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di igiene ambientale le deduzioni per il cuneo fiscale IRAP per l'anno 2011. Secondo l'amministrazione finanziaria, l'azienda operava in regime di concessione con remunerazione a tariffa, elemento che precluderebbe lo sgravio fiscale. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, respingendo le censure del Fisco. L'impresa ha dimostrato di aver gestito la raccolta rifiuti mediante un regolare appalto pubblico aggiudicato tramite gara. Il Comune remunerava il servizio e sosteneva il rischio economico del recupero dei costi sui residenti. Non sussistevano quindi le condizioni ostative della concessione traslativa e della tariffa diretta. La Suprema Corte ha confermato il pieno diritto alle detrazioni d'imposta e ha condannato l'Erario al rimborso delle spese legali.
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