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Concessione

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123 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concessione di sola costruzione: limiti affidamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società edile riguardante una concessione di sola costruzione per la realizzazione di un istituto scolastico. La controversia verteva sulla richiesta di risarcimento danni derivanti dalla sospensione dei lavori, basata sul presunto affidamento dell'impresa circa l'approvazione di una perizia di variante. La Suprema Corte ha confermato che, in regime di concessione di sola costruzione, il concessionario assume poteri organizzativi e direttivi propri dell'ente pubblico, inclusa la gestione delle fasi progettuali. Di conseguenza, l'impresa non può invocare un legittimo affidamento su comunicazioni interne dell'amministrazione riguardanti lo stato delle approvazioni, poiché essa stessa è parte attiva del processo decisionale e organizzativo.
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Ammortamento: regole per beni di terzi
Una società di gestione del servizio idrico ha contestato tre avvisi di accertamento relativi al disconoscimento della deducibilità di quote di ammortamento. La controversia riguardava spese per manutenzioni straordinarie su beni di terzi, ammortizzate in cinque anni. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che l'ammortamento dovesse coincidere con la durata residua della concessione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che l'ammortamento deve essere parametrato al periodo minore tra l'utilità futura delle spese e la durata della concessione, rifiutando l'applicazione automatica della scadenza contrattuale come unico criterio.
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TARI Parcheggi: la concessione non basta
Una società che gestiva un servizio di parcheggio a pagamento per conto di un Comune si è opposta al pagamento della TARI. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32216/2023, ha stabilito che la semplice titolarità di una concessione per la gestione di un'area non è sufficiente a far scattare l'obbligo di pagare la TARI parcheggi. È necessario, invece, un esame approfondito del contratto di concessione per verificare se alla società sia stata effettivamente trasferita la 'detenzione' dell'area, ovvero un potere di fatto esclusivo sulla stessa. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente e rinviato il caso ai giudici di merito per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Cuneo fiscale IRAP: quando si applica l’esclusione?
Una società di trasporti si è vista negare il rimborso IRAP relativo al cuneo fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, chiarendo che l'esclusione dal beneficio fiscale si applica solo se coesistono due condizioni: l'operatività in regime di 'concessione', con trasferimento del rischio operativo, e l'applicazione di una 'tariffa remunerativa', capace cioè di generare profitto e di coprire già i costi fiscali. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Deduzione IRAP: appalto di servizi non è concessione
Una società di trasporti si è vista negare il rimborso IRAP relativo alla deduzione del cuneo fiscale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che l'esclusione dalla deduzione IRAP si applica solo in presenza cumulativa di due requisiti: una vera 'concessione' con trasferimento del rischio operativo all'impresa e una 'tariffa remunerativa' pagata dagli utenti. Poiché la società operava in base a un contratto di servizio con un corrispettivo pagato dall'ente pubblico, senza assunzione di rischio né tariffa, ha diritto all'agevolazione.
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Opere inamovibili: quando diventano dello Stato?
Una società concessionaria di un'area demaniale marittima vi costruiva una scogliera per proteggere il proprio porto turistico. Alla scadenza della concessione, la società chiedeva la restituzione dei massi o un indennizzo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la scogliera, in quanto opera inamovibile la cui rimozione ne comporterebbe la distruzione, viene acquisita per legge (ipso iure) dalla proprietà dello Stato senza alcun compenso per il concessionario, in applicazione dell'art. 49 del codice della navigazione.
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TOSAP Concessione: Chi paga? La Cassazione chiarisce
Un ente locale ha richiesto il pagamento della TOSAP a un consorzio, titolare di una concessione per la gestione di un parcheggio pubblico, nonostante la gestione fosse stata sub-affidata a una cooperativa. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato che in caso di TOSAP concessione, l'unico soggetto obbligato al pagamento è il titolare dell'atto di concessione, risultando irrilevante l'identità dell'occupante materiale dell'area. La Corte ha respinto tutti i motivi di ricorso del consorzio, inclusa la richiesta di esenzione e di disapplicazione delle sanzioni.
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Prescrizione crediti concessione: la decisione del Tribunale
Un ente di diritto pubblico si è opposto a una cartella di pagamento relativa a contributi per una concessione di frequenze radio, sostenendo la prescrizione del credito. Il Tribunale di Roma ha rigettato l'opposizione, confermando la legittimità della richiesta di pagamento. La decisione chiarisce che il credito derivante da concessione non è soggetto alla prescrizione breve quinquennale e che le continue comunicazioni tra le parti hanno efficacemente interrotto i termini di prescrizione, rendendo il debito ancora esigibile.
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Locazione e concessione: obblighi distinti per l’inquilino
La Corte d'Appello ha confermato la risoluzione di un contratto di locazione per morosità, rigettando la tesi del conduttore secondo cui, avendo preso in carico la concessione demaniale sul suolo, non dovesse più pagare il canone di locazione. La sentenza chiarisce la netta distinzione tra il rapporto di locazione con il proprietario del diritto di superficie e il rapporto di concessione con l'ente pubblico. L'appello è stato giudicato temerario, con conseguente condanna al risarcimento del danno.
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Decreto di occupazione: quando trasferisce la proprietà?
Una società concessionaria autostradale ha rivendicato la proprietà di un'area occupata da privati, basandosi su un decreto di occupazione del 1974. Gli occupanti sostenevano che il decreto non avesse trasferito la proprietà. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, stabilendo che il decreto di occupazione, emesso a seguito di un accordo sull'indennità, ha un effetto traslativo definitivo della proprietà, equiparabile a un decreto di esproprio formale.
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Esenzione COSAP per cassonetti: la Cassazione decide
Una società di gestione dei rifiuti ha contestato avvisi di pagamento per il canone di occupazione suolo pubblico (COSAP) relativo ai cassonetti, invocando un'esenzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'esenzione COSAP è strettamente legata alla condizione della devoluzione gratuita dei beni al comune alla fine del rapporto, requisito che non è stato soddisfatto in questo caso. La Corte ha ribadito che il canone è dovuto indipendentemente dalla natura del rapporto, sia esso appalto o concessione.
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Concessione pubblica: i limiti di responsabilità
Una società titolare di una concessione pubblica per la raccolta di scommesse ottiene una condanna a suo favore per i danni subiti a causa del gioco illegale e della concorrenza sleale. Le amministrazioni statali ricorrono in Cassazione, sostenendo che la clausola di esclusiva non le obbligava a risarcire i danni causati da terzi. La Suprema Corte, data la rilevanza della questione sui limiti di responsabilità dello Stato nella concessione pubblica, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Cuneo Fiscale: la differenza tra appalto e concessione
Una società di mobilità, partecipata da un ente comunale, si è vista negare la riduzione del cuneo fiscale. L'Agenzia Fiscale sosteneva operasse in regime di concessione, escluso dal beneficio. La Corte di Cassazione ha cassato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che per negare l'agevolazione non basta la qualifica formale, ma è necessario accertare l'effettivo trasferimento del rischio d'impresa dal soggetto pubblico a quello privato, elemento che distingue la concessione dall'appalto. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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TOSAP cavalcavia: Cassazione chiarisce il pagamento
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che una società concessionaria autostradale è tenuta al pagamento della TOSAP (Tassa Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche) per l'occupazione del soprassuolo comunale con un cavalcavia autostradale. La Corte ha chiarito che la concessione statale per la gestione della rete autostradale non esonera dal tributo locale, poiché l'occupazione di un bene del demanio comunale costituisce il presupposto impositivo autonomo. La società concessionaria, agendo come soggetto privato, non può beneficiare delle esenzioni previste per lo Stato.
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Giurisdizione giudice ordinario: il caso dei trasporti
Una società di trasporti ha citato in giudizio un Comune per ottenere l'adeguamento dei compensi dovuti per un servizio pubblico in concessione. I tribunali di primo e secondo grado avevano negato la propria competenza, indicando quella del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando la giurisdizione del giudice ordinario. La motivazione risiede nel fatto che la richiesta della società si basava sull'applicazione di parametri normativi predeterminati, configurando un diritto soggettivo al pagamento, senza che l'ente pubblico esercitasse alcun potere discrezionale.
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Indennità opere concessionario: serve l’ok preventivo
In una lunga controversia tra un consorzio pubblico e una società concessionaria per la gestione di un acquedotto, la Corte di Cassazione ha esaminato la richiesta di indennità per opere realizzate dal concessionario. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'indennità opere concessionario è dovuta solo se l'autorizzazione del concedente è espressa e precedente all'esecuzione dei lavori. Inoltre, ha negato il compenso per servizi accessori in assenza di un'apposita convenzione e ha sottolineato l'importanza di una prova documentale rigorosa per quantificare il valore delle opere.
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Rinuncia migliorie: valida se la concessione prosegue
Una società cooperativa, concessionaria di un'area comunale, aveva effettuato delle migliorie rinunciando al relativo indennizzo a condizione che la concessione fosse rinnovata. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nonostante la mancanza di un rinnovo formale, la prosecuzione di fatto del rapporto per diversi anni ha concretizzato la condizione, rendendo valida la rinuncia migliorie. La Corte ha inoltre precisato che le sentenze del giudice amministrativo sulla legittimità degli atti comunali non costituivano un giudicato vincolante sul diritto al compenso in sede civile.
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Deduzione IRAP cuneo fiscale: Appalto vs Concessione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una società di trasporti alla deduzione IRAP cuneo fiscale, rigettando il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. La Corte ha stabilito che il rapporto tra la società e l'ente pubblico era un appalto di servizi e non una concessione. Questa distinzione è decisiva perché, in un appalto, l'impresa riceve un corrispettivo fisso dall'ente, senza assumere il rischio operativo legato alle tariffe pagate dagli utenti. Di conseguenza, non sussistono i presupposti per escludere il beneficio fiscale.
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Esenzione TOSAP: quando è dovuta per parcheggi?
Una società che gestiva un complesso sportivo pubblico in concessione ha contestato il pagamento della TOSAP per un'area parcheggio annessa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esenzione TOSAP non si applica quando l'occupazione del suolo pubblico, seppur legata a un servizio, è finalizzata a un'attività d'impresa con scopo di lucro, sottraendo l'area all'uso collettivo.
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Esenzione TOSAP: quando è dovuta per i parcheggi?
Una società che gestisce un complesso sportivo ha contestato un avviso di accertamento per la TOSAP relativa a un'area di parcheggio, sostenendo di avere diritto a un'esenzione TOSAP in virtù di un accordo di concessione con l'ente locale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la tassa è dovuta quando un'area pubblica viene utilizzata per un'attività economica privata con scopo di lucro, anche se nell'ambito di una concessione, e che le specifiche condizioni per le esenzioni non erano state soddisfatte.
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