LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Concessione

Pagina 2 di 7

123 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cuneo fiscale IRAP: appalto di rifiuti senza concessione
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società di gestione dei rifiuti la fruizione delle deduzioni per il cuneo fiscale IRAP. Il Fisco sosteneva che l'impresa operasse in regime di concessione e con tariffa a carico degli utenti, elementi che escluderebbero le agevolazioni. I giudici di merito hanno accolto le ragioni della società contribuente, evidenziando che il servizio derivava da un regolare appalto pubblico remunerato direttamente dal Comune. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso dell'ente impositore e condannandolo alle spese di lite.
Continua »
Scommesse estere senza licenza: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal gestore di un centro scommesse contro la condanna per raccolta di scommesse non autorizzata. L'imputato operava quale intermediario per conto di un allibratore estero senza la prescritta licenza di pubblica sicurezza e senza concessione dei Monopoli di Stato. La difesa non ha dimostrato l'esistenza delle autorizzazioni né una eventuale esclusione illegittima dell'operatore estero dalle gare pubbliche. I giudici di legittimità hanno ribadito che l'intermediazione senza titolo abilitativo integra reato, confermando la responsabilità penale e condannando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Raccolta scommesse non autorizzata: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale per raccolta scommesse non autorizzata a carico di un intermediario operante per un allibratore estero. L'imputata raccoglieva giocate sportive senza la necessaria licenza di pubblica sicurezza e priva della concessione rilasciata dall'ente statale competente. Nel ricorso si lamentava anche la mancata comunicazione preventiva delle conclusioni scritte della pubblica accusa durante il processo di secondo grado. I giudici supremi hanno respinto ogni contestazione, dichiarando il ricorso inammissibile: l'omessa trasmissione non lede il diritto di difesa se non viene eccepita tempestivamente e l'assenza di titoli autorizzativi integra pienamente la violazione penale.
Continua »
Imposta unica sulle scommesse: bookmaker estero paga in Italia
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha emesso un avviso di accertamento per il mancato versamento del tributo sui giochi del 2010 contro un allibratore estero privo di concessione italiana. I giudici di secondo grado hanno annullato l'atto impositivo richiamando una pronuncia costituzionale a tutela delle ricevitorie collegate. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente statale. Il principio stabilisce che l'imposta unica sulle scommesse grava direttamente sull'operatore estero anche per gli anni precedenti al 2011. La sentenza costituzionale proteggeva unicamente le ricevitorie intermedie e non i bookmaker internazionali privi di titolo abilitativo.
Continua »
Soggetto passivo IVA: Comune batte il Fisco sulla concessione
L'Agenzia delle Entrate ha rettificato la dichiarazione di un Comune, sostenendo la perdita della qualifica di soggetto passivo IVA per il servizio di erogazione del gas metano, poiché affidato in concessione a terzi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che la concessione di un servizio pubblico dietro corrispettivo costituisce un'attività economica a prestazioni corrispettive. Di conseguenza, il Comune agisce in regime privatistico e mantiene la veste di soggetto passivo IVA sui canoni percepiti, conservando il diritto alla detrazione dell'imposta. L'esclusione dall'IVA per gli enti pubblici si applica infatti solo se l'attività è svolta direttamente dall'ente e nell'esercizio di poteri autoritativi.
Continua »
Principio di tassatività delle sanzioni: annullata multa a radio
Un'emittente radiofonica, titolare di una concessione governativa, riceveva una sanzione pecuniaria dal Ministero per aver mantenuto attivo un impianto di trasmissione nonostante la sospensione dell'autorizzazione. Il Ministero applicava la multa prevista per la mancata presentazione della denuncia di inizio attività. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'emittente, annullando l'ordinanza ingiunzione. I giudici hanno stabilito che, in base al principio di tassatività delle sanzioni, non si può applicare una multa pensata per chi inizia l'attività senza comunicazione a chi, invece, opera già con una regolare concessione ed esegue modifiche non autorizzate. Per quest'ultimo caso, la legge prevede solo la disattivazione dell'impianto e non la sanzione pecuniaria. L'emittente radiofonica ha quindi vinto la causa.
Continua »
Soggetto passivo IMU: paga il gestore e non i commercianti
Il Comune ha emesso un avviso di accertamento per il pagamento dell'imposta municipale su un mercato coperto comunale. Il Consorzio, concessionario dell'intera area demaniale, ha contestato l'atto sostenendo che i veri debitori fossero i singoli commercianti titolari dei posteggi di vendita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Consorzio. I giudici hanno stabilito che il concessionario di un'area demaniale è il vero soggetto passivo IMU, anche se il rapporto ha natura obbligatoria e non reale. Le singole autorizzazioni ai commercianti non escludono la responsabilità fiscale del concessionario principale, che resta l'unico debitore verso il Comune.
Continua »
Deduzione IRAP costo del lavoro: sì ai rimborsi nei trasporti
Un'impresa di trasporto pubblico ha chiesto il rimborso delle maggiori somme versate a titolo di IRAP, rivendicando il diritto alla deduzione per il costo del lavoro (cuneo fiscale). L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, sostenendo che l'impresa operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono l'agevolazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che per negare la deduzione IRAP costo del lavoro non basta il semplice riferimento formale a una tariffa. I giudici devono verificare se l'impresa operi effettivamente sotto una concessione (con trasferimento del rischio economico) e se la tariffa applicata sia realmente remunerativa, cioè capace di generare profitto e compensare i costi fiscali. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Raccolta abusiva di scommesse: no alla tutela UE senza sanatoria
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore contro la revoca della misura interdittiva nei confronti di un gestore di scommesse affiliato a un operatore estero. Il Tribunale aveva escluso il reato ritenendo l'operatore discriminato dalle gare statali. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che la mancata adesione alla procedura di regolarizzazione prevista dalla Legge di Stabilità del 2015 rende irrilevante qualsiasi precedente discriminazione. Chi sceglie di non regolarizzarsi non può invocare la tutela europea per evitare la condanna per raccolta abusiva di scommesse. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
Continua »
Canone occupazione suolo pubblico: pubblicità cancella lo sconto
Un Condominio ha installato un ponteggio su suolo pubblico ottenendo una tariffa agevolata. Successivamente, ha utilizzato la struttura per esporre un telo pubblicitario. Il Comune ha quindi richiesto il pagamento della tariffa ordinaria per l'intero spazio e per tutta la durata dei lavori. Il Condominio ha fatto ricorso, sostenendo che la pubblicità copriva solo una parte del ponteggio e per un tempo ridotto, e invocando il lungo tempo trascorso prima della richiesta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'uso commerciale fa decadere l'agevolazione sul canone occupazione suolo pubblico per l'intera area e per tutta la durata della concessione. Il silenzio o l'inerzia del Comune non equivalgono a una rinuncia al credito.
Continua »
Concessione di servizi pubblici: decide il giudice civile o il TAR
Una società concessionaria autostradale ha impugnato davanti al TAR il provvedimento con cui il Ministero concedente ha approvato solo parzialmente un progetto di adeguamento tecnologico, riducendo unilateralmente i costi rimborsabili. La società ha quindi proposto un regolamento preventivo per chiarire quale giudice fosse competente. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la controversia spetta al Giudice ordinario. Trattandosi della fase esecutiva di una concessione di servizi pubblici, il rapporto tra le parti è paritetico e non coinvolge poteri autoritativi della Pubblica Amministrazione, ma semplici obblighi contrattuali.
Continua »
Scommesse abusive: condannato il titolare, salvo il dipendente
L'Amministratore di una sala giochi è stato condannato per il reato di scommesse abusive, avendo raccolto giocate su eventi reali e virtuali senza la necessaria concessione statale e la licenza di pubblica sicurezza. La Guardia di Finanza ha scoperto che un dipendente utilizzava un computer connesso a un provider estero non autorizzato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'imputato, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che le dichiarazioni del dipendente, semplice esecutore materiale ignaro dell'assenza di licenze, sono pienamente utilizzabili. Inoltre, la Suprema Corte ha escluso la depenalizzazione dell'attività e ha negato l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della durata dell'illecito e dell'entità dei profitti accumulati.
Continua »
TOSAP parcheggi a pagamento: gestore esente, il Comune perde
Un Comune ha richiesto il pagamento della TOSAP parcheggi a pagamento a una società cooperativa che gestiva le aree di sosta con strisce blu. La società si è opposta, sostenendo di gestire solo il servizio di riscossione e i parcometri, senza occupare fisicamente il suolo pubblico. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società. I giudici hanno chiarito che il presupposto della tassa non sussiste se il privato svolge un mero servizio di gestione per conto dell'ente pubblico, senza sottrarre l'area all'uso collettivo. Di conseguenza, l'occupazione temporanea resta in capo ai singoli automobilisti che parcheggiano, escludendo la società dal pagamento dell'imposta. Il ricorso del Comune è stato quindi respinto.
Continua »
Raccolta abusiva di scommesse: condanna annullata in Cassazione
Il gestore di una ricevitoria veniva condannato per il reato di raccolta abusiva di scommesse per conto di un operatore estero privo di concessione statale. L'imputato aveva richiesto la licenza di pubblica sicurezza, negatagli a causa della mancanza di concessione in capo alla società straniera, illegittimamente esclusa dai bandi di gara nazionali in violazione del diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione rileva che la normativa interna sul gioco d'azzardo deve essere disapplicata se contrasta con i principi europei di libertà di stabilimento e prestazione di servizi. Tuttavia, poiché il reato si è estinto per il decorso del tempo durante il processo, la Suprema Corte annulla senza rinvio la sentenza di condanna per intervenuta prescrizione.
Continua »
Risarcimento danni locazione commerciale negato per imprudenza
Un Gestore ottiene in concessione un immobile comunale per avviare una gelateria. Chiede la consegna anticipata del bene, scoprendo che l'allaccio elettrico è precario e condiviso con un vicino. Nonostante ciò, installa macchinari industriali che subiscono danni per continui blackout. Il Gestore fa causa al Comune chiedendo il risarcimento danni locazione commerciale per la mancata predisposizione di una cabina elettrica autonoma. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici stabiliscono che il danno poteva essere evitato usando l'ordinaria diligenza: il Gestore, consapevole della precarietà dell'impianto elettrico dovuta alla consegna anticipata, non avrebbe dovuto attivare attrezzature delicate senza le dovute garanzie di stabilità energetica. Il Comune vince la causa e il Gestore deve pagare le spese legali.
Continua »
Responsabilità della Pubblica Amministrazione: limiti ai danni
Una società privata ha richiesto il risarcimento dei danni subiti a causa dei lavori eseguiti da una cooperativa terza, a cui un Comune aveva affidato in concessione la realizzazione di alcune opere pubbliche. La Corte d'Appello ha escluso la responsabilità del Comune, rilevando l'assenza di poteri di controllo diretto o di vigilanza sull'esecuzione materiale dei lavori. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando che non sussiste alcuna **responsabilità della Pubblica Amministrazione** per i danni causati dall'attività materiale del concessionario, qualora l'ente pubblico sia privo di poteri di controllo diretto e di ingerenza nell'esecuzione delle opere. La società è stata condannata a pagare le spese di giudizio.
Continua »
Proroga della concessione idroelettrica: no al rinnovo automatico
Una società energetica ha chiesto la rimodulazione degli incentivi per un impianto, invocando la disciplina spalma-incentivi per ottenere la proroga della concessione idroelettrica per ulteriori sette anni. L'ente regionale ha negato l'estensione, sostenendo che la rimodulazione tariffaria non incida sulla durata del titolo concessorio. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha respinto il ricorso della società. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato tale decisione, rigettando il ricorso. La Corte ha chiarito che le norme sugli incentivi regolano solo i profili economici e non comportano alcuna proroga della concessione idroelettrica, la cui durata rimane soggetta alle regole originarie e ai principi europei di concorrenza e temporaneità delle concessioni pubbliche.
Continua »
ICI su aree demaniali: paga il concessionario, non il Comune
Un Comune ha emesso un avviso di accertamento per il pagamento dell'ICI nei confronti di una società privata che gestiva un'area pubblica in concessione per trent'anni. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto, ritenendo che il rapporto fosse assimilabile a una locazione e che l'imposta spettasse al Comune proprietario. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Comune, stabilendo che in tema di ICI su aree demaniali il soggetto passivo d'imposta è sempre il concessionario, a prescindere dagli effetti reali o obbligatori del contratto. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza, rinviando la causa al giudice di merito per verificare se l'immobile in questione sia effettivamente un bene demaniale.
Continua »
Tassa sui rifiuti per parcheggi: il concessionario perde la causa
La Corte di Cassazione ha confermato che il concessionario di un'area comunale adibita a parcheggio è tenuto al pagamento della tassa sui rifiuti. Il presupposto impositivo della TARSU (oggi TARI) si fonda sul semplice fatto oggettivo della detenzione o occupazione dell'area, a prescindere dal titolo giuridico. Per ottenere l'esenzione dalla tassa sui rifiuti per parcheggi, il contribuente ha l'onere di provare non solo la stabile destinazione dell'area a parcheggio, ma anche l'effettiva inidoneità della stessa a produrre rifiuti. Non basta quindi la mera destinazione d'uso. Nel caso specifico, la società concessionaria non ha fornito tale prova. Di conseguenza, la Suprema Corte ha respinto il ricorso della società, confermando l'obbligo di pagamento e condannandola alle spese di giudizio.
Continua »
Principio di tassatività delle sanzioni: annullata la multa
Un'emittente radiofonica riceveva una sanzione pecuniaria dal Ministero dello Sviluppo Economico per aver modificato un impianto di trasmissione in modo difforme dalla concessione originaria. L'amministrazione applicava la sanzione prevista per chi viola la dichiarazione di inizio attività. La Corte d'Appello annullava la multa, decisione confermata dalla Corte di Cassazione. I giudici hanno stabilito che, per il principio di tassatività delle sanzioni, non si può applicare una multa pensata per chi opera tramite dichiarazione di inizio attività a chi possiede già una concessione storica. Per quest'ultimo caso, la legge prevede solo la disattivazione dell'impianto e non una sanzione in denaro. Il ricorso del Ministero è stato quindi rigettato.
Continua »