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Astensione

143 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atto con cui il giudice rinuncia spontaneamente a trattare un caso per ragioni di opportunità o legami con le parti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricusazione del giudice: accuse senza prove e sanzione finale
Un avvocato, difensore di sé stesso e di un familiare, ha presentato istanza di ricusazione del giudice contro due magistrati di Cassazione. Il legale sosteneva presunte inimicizie, orientamenti politici e la precedente formulazione di una proposta interlocutoria sfavorevole. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza. I giudici hanno chiarito che non è ammessa la ricusazione preventiva verso magistrati non assegnati al collegio, né la proposta preliminare costituisce pregiudizio decisionale. Le accuse generiche e prive di riscontri fattuali violano i presupposti di legge. Di conseguenza, la Corte ha condannato i ricorrenti a una sanzione pecuniaria e ha trasmesso gli atti al Consiglio dell'Ordine per valutare violazioni deontologiche.
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Ricusazione del giudice: legittima tutela o abuso processuale
La Corte di Cassazione ha respinto l'istanza di ricusazione del giudice presentata da un avvocato e dai suoi assistiti. Il difensore contestava la presunta parzialità di due magistrati sulla base di generiche teorie associative, precedenti decisioni sfavorevoli e la proposta preliminare di definizione del ricorso. I giudici supremi hanno chiarito che non è possibile ricusare preventivamente magistrati non assegnati al collegio. Inoltre, la proposta di trattazione camerale non costituisce anticipazione del giudizio. L'istanza è stata dichiarata inammissibile per totale carenza di prove e motivi specifici. La Corte ha condannato i ricorrenti a una sanzione economica e ha disposto la trasmissione degli atti al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati.
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Rinvio per irregolarità Collegio: Giustizia sospesa per vizi procedurali
L'Azienda aveva chiesto la revocazione di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione riguardante un accertamento fiscale per II.DD. e IVA. Tuttavia, la Corte ha riscontrato gravi irregolarità nella composizione del proprio Collegio giudicante, dovute a plurime astensioni e impedimenti dei giudici. Per garantire la corretta formazione del Collegio e il rispetto delle norme procedurali, la Corte ha deciso il rinvio per irregolarità Collegio, posticipando la trattazione della causa a una nuova udienza con un panel correttamente costituito.
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Astensione del giudice: udienza rinviata in Cassazione
Una cittadina ha impugnato una precedente pronuncia di legittimità nei confronti di una società cooperativa agricola in liquidazione. La controversia è giunta dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione per la trattazione del ricorso. Durante l'adunanza in camera di consiglio, alcuni magistrati del collegio giudicante hanno presentato formale richiesta di astensione per motivi di opportunità e imparzialità. La Corte ha sospeso la decisione e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. Questo provvedimento permette al Presidente di Sezione di valutare l'istanza di astensione del giudice prima di procedere all'esame dell'ammissibilità e del merito dell'impugnazione.
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Astensione del giudice: garanzia di imparzialità in Cassazione
Una società commerciale ha proposto ricorso in Cassazione contro l'Amministrazione Finanziaria per contestare una sentenza tributaria. Durante la trattazione in sede di legittimità, il magistrato relatore ha rilevato di aver già fatto parte del collegio giudicante della Commissione Tributaria Provinciale che aveva deciso la medesima causa nel primo grado di giudizio. Riconoscendo l'evidente incompatibilità di ruoli, il magistrato ha dichiarato la propria astensione del giudice per garantire l'imparzialità del processo. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, bloccato la decisione e disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, trasmettendo il fascicolo al Presidente di sezione per la riassegnazione del ricorso a un nuovo magistrato relatore.
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Rimessione del processo: stop della Cassazione ai sospetti generici
Un magistrato imputato in un procedimento penale ha chiesto la rimessione del processo per spostare la causa dal Tribunale di Messina a un'altra sede. L'imputata ha denunciato un presunto clima di ostilità e presunti condizionamenti dovuti a correnti della magistratura, criticando le decisioni sfavorevoli dei giudici locali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta. I giudici hanno chiarito che la rimessione del processo richiede un pericolo concreto e oggettivo che coinvolga l'intero ufficio giudiziario locale. Non bastano contestazioni personali contro singoli magistrati o risentimenti verso provvedimenti sgraditi. Per eventuali dubbi sui singoli giudici esistono gli strumenti dell'astensione e della ricusazione. Il processo prosegue nella sede naturale e la richiedente deve pagare le spese e una sanzione di tremila euro.
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Omesso versamento IVA: la crisi d’impresa non salva dalla condanna
L'amministratore di una società subisce una condanna penale per mancato versamento di ritenute previdenziali e omesso versamento IVA. L'imprenditore ricorre per Cassazione lamentando la mancata considerazione della grave crisi di liquidità dell'impresa, qualificata come causa di forza maggiore. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso, confermando la condanna penale a oltre cinque mesi di reclusione e imponendo un'ammenda pecuniaria. I giudici rilevano che la crisi finanziaria si protraeva da anni ed era quindi ampiamente prevedibile ed evitabile. L'imputato non ha provato di aver attuato misure idonee e tempestive, né di aver sacrificato il proprio patrimonio personale per assolvere i debiti verso l'Erario prima della scadenza tributaria.
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Denunce ai magistrati e rimessione del processo: la decisione
Un cittadino imputato in un procedimento penale ha richiesto la rimessione del processo presso un altro tribunale. L'imputato sosteneva che l'intero presidio giudiziario locale fosse parziale nei suoi confronti a causa delle numerose denunce da lui presentate negli anni contro diversi magistrati della zona. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'istanza inammissibile. I giudici hanno chiarito che le tensioni personali tra un imputato e i magistrati non costituiscono una grave situazione ambientale esterna. Per tutelare l'imparzialità del singolo giudicante esistono gli strumenti dell'astensione e della ricusazione. Di conseguenza, la Corte ha confermato la competenza del tribunale originario e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Incompatibilità del giudice dell’esecuzione: sentenza valida
Un condannato ha promosso un incidente di esecuzione per bloccare l'efficacia della propria sentenza penale, lamentando la violazione dei diritti di difesa durante il processo. Il magistrato ha dichiarato inammissibile l'istanza. Il condannato ha impugnato il provvedimento dinanzi alla Corte di Cassazione, contestando l'incompatibilità del giudice dell'esecuzione perché coincidente con la stessa persona fisica che aveva già emesso la condanna nel giudizio di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno chiarito che la precedente pronuncia di merito non genera alcuna incompatibilità del giudice dell'esecuzione né determina la nullità del provvedimento. L'eventuale mancata astensione per ragioni di convenienza rileva solo sul piano disciplinare interno e non invalida la decisione esecutiva. Il condannato ha subito la condanna alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricusazione del giudice: denunciare il magistrato non lo esclude
L'Imputato in un procedimento per presunti reati tributari ha sporto diverse denunce penali contro il magistrato giudicante, originando un fascicolo a proprio carico per il reato di calunnia. Subito dopo, ha promosso l'istanza di ricusazione del giudice sostenendo un presunto conflitto di interessi derivante dal suo stesso esposto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. I giudici hanno chiarito che nessuna parte processuale può precostituire ad arte un motivo di ricusazione del giudice tramite denunce unilaterali, poiché tale condotta violerebbe la garanzia costituzionale del giudice naturale precostituito per legge. Chi accusa il magistrato non acquisisce il diritto di allontanarlo dal dibattimento. Il ricorrente ha subito la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice e associazione: i limiti dell’istanza
L'Imputato ha presentato istanza di ricusazione del giudice verso due componenti del collegio, sostenendo la loro parzialità poiché iscritti alla medesima associazione di magistrati costituitasi parte civile nel processo. La difesa sosteneva che l'eventuale vittoria economica dell'ente e la comunanza di intenti ideologici avrebbero avvantaggiato i singoli magistrati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la ricusazione del giudice richiede un interesse personale, diretto e concreto nella causa. La semplice iscrizione a un'associazione sindacale di categoria non crea un beneficio economico né un pregiudizio morale tale da cancellare la presunzione di terzietà dell'organo giudicante.
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Rimessione del Processo: Pregiudizio vs. Astensione, la Cassazione decide
Una giudice ha chiesto la rimessione del processo penale a suo carico, sostenendo l'esistenza di un clima di pregiudizio generale da parte dei magistrati locali. La Corte di Cassazione ha però dichiarato la richiesta inammissibile. Ha stabilito che le situazioni di presunto pregiudizio che riguardano l'imparzialità del giudice devono essere gestite tramite la procedura di astensione, non attraverso la rimessione del processo, che ha presupposti diversi e più gravi. La giudice è stata condannata a pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
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Ricusazione del giudice: gestire i testi non è parzialità
L'Imputato presentava istanza di ricusazione del giudice dopo che il magistrato aveva avvisato la difesa della possibile revoca dei propri testimoni assenti per superfluità della prova. La Corte di appello dichiarava l'istanza inammissibile de plano (senza udienza). L'Imputato ricorreva quindi in Cassazione lamentando l'indebita anticipazione del giudizio e vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le scelte di gestione processuale e il controllo sulle prove non integrano alcuna parzialità sul merito dell'accusa. La ricusazione del giudice è inammissibile quando censura meri poteri di direzione del dibattimento.
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Ricusazione del giudice: tra astensione incerta e ricorso tardivo
L'Imputata ha presentato un'istanza di ricusazione del giudice lamentando una presunta inimicizia grave. La Corte d'Appello ha dichiarato l'atto inammissibile perché depositato oltre i termini di legge e privo di elementi oggettivi. L'Imputata ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La difesa ha sostenuto che il magistrato avesse dichiarato di astenersi, fatto che avrebbe reso la ricusazione come non proposta. La Corte di Cassazione ha respinto la tesi difensiva. I giudici hanno chiarito che l'astensione blocca la ricusazione soltanto se viene accertato il suo effettivo accoglimento, elemento non dimostrato nel caso di specie. L'istanza era tardiva e fondata unicamente su scelte processuali del magistrato. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando l'Imputata al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricusazione del giudice: fatti distinti escludono la parzialità
La Parte Civile ha presentato istanza di ricusazione del giudice penale perché lo stesso magistrato aveva precedentemente assolto un parente degli imputati per un episodio simile di blocco del passaggio stradale avvenuto anni prima. La Corte di Appello ha dichiarato inammissibile l'istanza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sancendo che la ricusazione del giudice richiede la rigorosa coincidenza sia del fatto storico sia della persona giudicata. Episodi cronologicamente distinti con imputati differenti non minano la terzietà del magistrato. Le gravi ragioni di convenienza giustificano l'astensione spontanea ma non consentono la ricusazione da parte dei privati. La ricorrente ha subito la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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Astensione del giudice: no al ricorso contro il rifiuto
L'Imputato ha presentato una formale richiesta di astensione del giudice nei confronti del collegio penale giudicante. Il tribunale ha respinto la sollecitazione, disponendo l'allegazione dell'atto al fascicolo per mancanza di presupposti normativi. Contro questo provvedimento, l'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando difetto di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I giudici di legittimità hanno chiarito che il provvedimento con cui il magistrato non si astiene e inserisce la segnalazione agli atti ha natura meramente ordinatoria e non è impugnabile autonomamente. La parte processuale non può contestare direttamente la mancata astensione, dovendo invece attivare gli specifici rimedi di legge, quali la ricusazione o la richiesta di rimessione del processo ad altra sede giudiziaria. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione di 4.000 euro.
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Rimessione del processo: respinto il trasferimento del tribunale
Un imputato ha presentato istanza per ottenere la rimessione del processo a un altro tribunale per incompatibilità ambientale. L'uomo sosteneva che molti magistrati della sede giudiziaria risultavano persone offese in una serie di denunce per calunnia a suo carico. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici supremi hanno chiarito che i contrasti personali con singoli magistrati non configurano un turbamento generale dell'intero ufficio giudiziario. Le eventuali situazioni di parzialità individuale trovano tutela negli strumenti specifici dell'astensione e della ricusazione. L'imputato deve pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro.
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Prescrizione del reato: condanna annullata per doppio conteggio
Un cittadino subisce una condanna in primo grado per i reati di lesioni personali e minaccia commessi nel 2012. Il giudice di merito emette la sentenza nel novembre 2020, respingendo l'eccezione difensiva sul decorso del tempo. La difesa propone ricorso per Cassazione evidenziando l'avvenuta prescrizione del reato prima della decisione impugnata. Il giudice territoriale aveva erroneamente duplicato i periodi di stop del procedimento, sommando la sospensione per sciopero degli avvocati e quella per emergenza sanitaria nazionale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e chiarisce che i due periodi si sovrapponevano e non andavano sommati. I Supremi Giudici annullano la condanna senza rinvio per intervenuta estinzione delle accuse.
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Responsabilità dell’amministratore: risarcimento per prelievi
Una società socia al 50% ha promosso un'azione di responsabilità dell'amministratore nei confronti del gestore di una S.r.l., contestando prelievi illeciti e bilanci falsi. Il Tribunale ha revocato l'amministratore e lo ha condannato a risarcire oltre 460.000 euro, decisione confermata in appello. L'ex amministratore ha proposto ricorso in Cassazione lamentando, tra l'altro, la mancata astensione del giudice di primo grado e l'omessa valutazione di fatti decisivi. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la mancata astensione non comporta nullità della sentenza se non vi è stata formale ricusazione, e che la Cassazione non può riesaminare il merito dei fatti già accertati in modo conforme nei due gradi precedenti.
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Testimonianza dei prossimi congiunti: la Cassazione annulla
Un uomo viene condannato per lesioni personali. Durante il processo, un parente dell'imputato depone come testimone a sua difesa, ma il giudice d'appello dichiara nulla la deposizione poiché il testimone non era stato avvertito della facoltà di astenersi. La Corte di Cassazione annulla questa decisione. I giudici chiariscono che l'omesso avvertimento sulla testimonianza dei prossimi congiunti genera una nullità relativa. Questo tipo di vizio non può essere rilevato d'ufficio dal giudice se le parti non lo hanno eccepito tempestivamente. Di conseguenza, la testimonianza del parente deve essere pienamente valutata. La sentenza viene annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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