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Astensione

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143 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Istanza di ricusazione tardiva: la Cassazione punisce il ritardo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato contro il rigetto della sua istanza di ricusazione verso due giudici del collegio giudicante. La difesa sosteneva che i magistrati fossero incompatibili per aver già giudicato un coimputato in un altro processo correlato. La Suprema Corte ha confermato che l'istanza di ricusazione era tardiva, poiché il termine di tre giorni decorreva dal deposito della precedente sentenza conoscibile e non dal successivo rigetto della richiesta di astensione dei giudici. Inoltre, l'incompatibilità accertata per un coimputato non si estende automaticamente agli altri, e aver già giudicato l'esistenza di un'associazione mafiosa non pregiudica l'imparzialità del giudice verso soggetti diversi. L'Imputato è stato condannato alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Istanza di ricusazione: quando il ritardo costa caro all’imputato
L'Imputato ha presentato un'istanza di ricusazione contro due giudici del suo collegio giudicante, sostenendo che fossero incompatibili per aver già giudicato un coimputato in un altro processo. La Corte di Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta perché tardiva, in quanto i motivi di incompatibilità erano noti fin dal deposito di una precedente sentenza di oltre un anno prima. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che l'istanza di ricusazione deve essere presentata entro tre giorni dal momento in cui si conoscono i fatti. Inoltre, l'incompatibilità di un giudice verso un coimputato non si estende automaticamente agli altri accusati. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'Imputato è stato condannato a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: inammissibile il ricorso dell’imputato
L'Imputato ha presentato una dichiarazione di ricusazione del giudice nei confronti di due magistrati della Corte di Cassazione. L'istanza si inseriva in un procedimento per la rimessione del processo relativo a minacce aggravate contro uno Scrittore. L'Imputato contestava la vicinanza culturale di un magistrato allo Scrittore e il legame di coniugio dell'altro magistrato con un collega stimato dallo stesso Scrittore. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il procedimento di rimessione è del tutto autonomo rispetto al merito del processo penale, limitandosi a verificare i presupposti di legge per lo spostamento della sede processuale. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: nessun obbligo di astensione dei giudici
Un cittadino propone ricorso per Cassazione lamentando che i giudici d'appello non si siano astenuti dal giudizio, nonostante avessero precedentemente rigettato la sua richiesta di concordato in appello. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il rigetto del concordato in appello non fa sorgere alcun obbligo di astensione per il collegio giudicante. Tale decisione costituisce infatti una valutazione preliminare che non pregiudica l'imparzialità del giudice, il quale conserva il dovere di valutare autonomamente e con specifica motivazione tutti i motivi di impugnazione presentati dalla difesa. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Astensione e ricusazione del giudice: rigettato il ricorso
Un detenuto in regime di carcere duro ha impugnato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, lamentando che uno dei giudici del collegio non si fosse astenuto nonostante avesse già trattato questioni collegate in precedenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le regole su astensione e ricusazione del giudice operano su piani distinti. La violazione dell'obbligo di astensione per gravi ragioni di convenienza non consente alle parti di ricusare il magistrato, né determina la nullità del provvedimento. La legge limita la ricusazione a casi tassativi per evitare un uso strumentale e dilatorio dello strumento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Dichiarazione di ricusazione: il giudice esita ma il tempo corre
L'Imputato ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro la Presidente del Collegio giudicante, ritenendola non imparziale per averlo già giudicato in un altro processo. In precedenza, la difesa aveva invitato il Giudice ad astenersi, ma quest'ultimo aveva riservato la decisione. La Corte d'appello ha dichiarato inammissibile la richiesta perché tardiva. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la dichiarazione di ricusazione deve essere presentata entro tre giorni da quando si conosce la causa di incompatibilità. Il semplice invito informale ad astenersi, sul quale il giudice si riservi di decidere, non sospende questo termine tassativo. Di conseguenza, il ricorso dell'Imputato è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese processuali.
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Ricusazione del giudice: senza istanza la sentenza non si annulla
Il Lavoratore, licenziato per assenza ingiustificata, ha impugnato la sentenza di appello chiedendone la revocazione. Dichiarato inammissibile il ricorso, si è rivolto alla Cassazione lamentando la mancata astensione del giudice relatore, che aveva già fatto parte del collegio nel precedente grado di giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'obbligo di astensione non può essere fatto valere come motivo di nullità della sentenza in sede di impugnazione se la parte non ha preventivamente attivato la procedura di ricusazione del giudice nei termini di legge. La mancata ricusazione del giudice sana infatti l'eventuale incompatibilità del magistrato.
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Ricusazione del giudice: no all’estensione all’intera sezione
La Ricorrente ha proposto istanza di ricusazione contro l'intera sezione penale del Tribunale, poiché il primo giudice designato (poi astenutosi) era coniuge separato del Pubblico Ministero. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la ricusazione del giudice è un istituto strettamente personale. Non è possibile estendere automaticamente il sospetto di parzialità all'intera sezione di appartenenza del magistrato, a meno che non si dimostrino motivi specifici per ogni singolo componente. La richiesta di ricusazione del giudice deve quindi basarsi su elementi concreti riferiti a ciascuna persona fisica e non a un intero ufficio. Di conseguenza, la Ricorrente ha perso la causa ed è stata condannata a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: no se ha già condannato i complici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di ricusazione del giudice presentata da un imputato. L'imputato sosteneva che i giudici fossero prevenuti, avendo già condannato altri soggetti per l'appartenenza alla stessa associazione mafiosa in un precedente processo. La Corte ha stabilito che la richiesta era tardiva, poiché il termine di tre giorni decorreva dalla pubblicazione della prima sentenza, non da eventi successivi. Inoltre, ha chiarito che aver giudicato l'esistenza di un'associazione criminale in un processo contro altri non crea automaticamente un pregiudizio e non è motivo sufficiente per la ricusazione del giudice in un procedimento contro un diverso imputato.
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Ricusazione tardiva del giudice: richiesta respinta in maxi-processo
La Cassazione ha confermato la decisione che respingeva la richiesta di ricusazione di due giudici, presentata da due imputati in un maxi-processo per mafia. Gli imputati sostenevano che i magistrati non fossero imparziali, avendo già giudicato in un altro processo la stessa associazione criminale. La Corte ha dichiarato la richiesta inammissibile per un vizio formale: la ricusazione tardiva del giudice. Gli imputati, infatti, non hanno provato di aver presentato l'istanza entro i brevi termini di legge, che decorrono dal momento in cui si viene a conoscenza della causa di incompatibilità. La sentenza sottolinea che l'onere di dimostrare la tempestività della richiesta spetta interamente alla parte che la propone.
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Dichiarazione di ricusazione tardiva: giudice non imparziale?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato che aveva chiesto la sostituzione di due giudici del suo processo, ritenendoli non imparziali. La ragione era che i magistrati si erano già espressi su un reato simile in un altro procedimento. Tuttavia, la richiesta è stata respinta. La Corte ha stabilito che si trattava di una dichiarazione di ricusazione tardiva, perché l'imputato era a conoscenza dei motivi di incompatibilità da tempo, ma ha agito oltre i termini di legge. La richiesta è stata quindi dichiarata inammissibile, confermando che i tempi processuali devono essere rispettati rigorosamente.
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Ricusazione del giudice tardiva: l’imputato perde l’appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che aveva chiesto la ricusazione del giudice fuori tempo massimo. La causa di incompatibilità dei giudici, che avevano già giudicato sullo stesso reato associativo in un altro procedimento, era nota all'imputato da una specifica udienza. La richiesta di ricusazione è stata però presentata tredici giorni dopo, superando il termine di tre giorni previsto dalla legge. La sentenza stabilisce che il termine per la ricusazione del giudice decorre dal momento in cui la parte ha conoscenza legale del motivo di incompatibilità, non da una sua successiva valutazione soggettiva. La tardività della richiesta ne ha causato l'inevitabile rigetto.
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Ricusazione del giudice: richiesta tardiva, ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una richiesta di ricusazione del giudice presentata da un imputato. La richiesta era basata sul fatto che i giudici si erano già espressi sul medesimo reato associativo in un altro processo. La Corte ha stabilito che l'istanza era tardiva, poiché l'imputato era a conoscenza della causa di incompatibilità da tempo. Il principio di diritto sancito è che il termine di tre giorni per presentare la dichiarazione di ricusazione del giudice decorre dal momento in cui la parte ha effettiva conoscenza della causa che la giustifica, e non da momenti successivi. In questo caso, la conoscenza risaliva alla comunicazione del rigetto di una precedente istanza di astensione dei giudici stessi.
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Dichiarazione di ricusazione tardiva: il giudice non si cambia
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una dichiarazione di ricusazione presentata da un imputato contro due giudici. La richiesta mirava a sostituirli perché avevano già giudicato un caso collegato. La Corte ha stabilito che la richiesta era tardiva. Il termine di tre giorni per presentare la dichiarazione di ricusazione, infatti, non decorre da quando un altro imputato ottiene la ricusazione, ma dal momento in cui la causa di incompatibilità diventa nota. In questo caso, la conoscenza si è avuta quando è stato comunicato il rigetto della richiesta di astensione dei giudici stessi. L'imputato ha quindi perso il diritto di ricusare i giudici perché ha agito troppo tardi.
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Dichiarazione di ricusazione tardiva: il diritto scade, il giudice resta
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una dichiarazione di ricusazione presentata da un imputato contro due giudici. L'imputato sosteneva che i giudici non fossero imparziali, avendo già giudicato un caso simile. Tuttavia, la sua richiesta è stata respinta perché tardiva. La Corte ha stabilito che il termine per presentare la richiesta decorre dal momento in cui la parte viene a conoscenza della causa di incompatibilità. In questo caso, la conoscenza era avvenuta quando era stata comunicata in udienza la decisione sul rigetto della richiesta di astensione dei giudici stessi. L'imputato ha quindi perso il diritto di chiedere la sostituzione dei giudici e il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Ricusazione del Giudice: Richiesta Giusta, Tempismo Sbagliato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato che aveva chiesto la ricusazione del giudice per un presunto difetto di imparzialità. La richiesta, però, era stata depositata dopo la fine dell'udienza in cui era emerso il motivo della ricusazione. La Corte ha confermato la decisione dei giudici precedenti, dichiarando la richiesta inammissibile. Il principio di diritto stabilito è che la dichiarazione di ricusazione del giudice deve essere fatta verbalmente in udienza, prima della sua conclusione. Presentarla per iscritto dopo, anche se nello stesso giorno, è un errore procedurale che ne causa il rigetto senza entrare nel merito della questione.
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Incompatibilità del giudice: appello tardivo, condanna alle spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava la presunta incompatibilità del giudice d'appello. La sentenza stabilisce un principio chiaro: l'eventuale incompatibilità del giudice non rende automaticamente nullo il processo. La parte che ritiene il giudice non imparziale ha l'onere di presentare una tempestiva istanza di ricusazione. Se non lo fa, non può sollevare la questione in un momento successivo. Il ricorso, giudicato generico e infondato, ha comportato per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del Giudice: Inutile Chiederla Dopo la Sentenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di ricusazione del giudice presentata da un'imputata. La richiesta era stata depositata dopo che il giudice aveva già letto in aula il dispositivo di condanna. Secondo la Corte, la funzione decisionale del giudice si conclude con la lettura del dispositivo. Pertanto, qualsiasi istanza di ricusazione presentata successivamente è tardiva e, di conseguenza, inammissibile. La sentenza chiarisce che non è possibile contestare l'imparzialità del giudice quando il processo è, di fatto, già terminato. La Corte ha anche specificato che le 'gravi ragioni di convenienza', che possono giustificare l'astensione volontaria di un giudice, non si trasformano automaticamente in motivi validi per una ricusazione imposta da una parte.
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Giudici si astengono: ricorso inammissibile per carenza di interesse
Un imputato presenta ricorso in Cassazione contro il rigetto della sua richiesta di ricusare due giudici. Successivamente, però, gli stessi magistrati decidono di astenersi volontariamente dal processo. Questo evento soddisfa l'obiettivo iniziale dell'imputato, che quindi rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara l'impugnazione inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Poiché la rinuncia è stata causata da un fatto non imputabile all'imputato (l'astensione dei giudici), la Corte decide di non condannarlo al pagamento delle spese processuali. La sentenza chiarisce un importante principio procedurale.
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Ricusazione del Giudice tardiva: commento in aula costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni imputati per minaccia che avevano chiesto la ricusazione del giudice. La richiesta era nata da un commento del magistrato durante un'udienza, percepito come segno di parzialità. Tuttavia, la dichiarazione di ricusazione è stata presentata in un'udienza successiva e quindi fuori tempo massimo. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: se la causa di ricusazione sorge in udienza, la parte deve manifestare la sua volontà di ricusare il giudice prima della fine di quella stessa udienza. La tardività della richiesta ha reso impossibile esaminarla nel merito, con conseguente condanna degli imputati al pagamento delle spese.
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