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Art. 131-Bis Cod. Pen. — Anno 2024

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401 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Art. 131-Bis Cod. Pen.

Provvedimenti

Ricorso inammissibile per guida in stato di ebbrezza
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 17/04/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ritenuto i motivi di appello non validi perché meramente ripetitivi di argomentazioni già respinte, non attinenti al giudizio di legittimità o sollevati per la prima volta in Cassazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava la non punibilità per particolare tenuità del fatto e la sostituzione della pena, data la gravità della condotta e il dolo specifico dell'imputato, che aveva coinvolto gli anziani genitori della vittima. Il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato.
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Ricorso inammissibile: offesa a pubblico ufficiale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per reati commessi contro agenti della polizia ferroviaria. L'imputato aveva contestato la legittimità dell'intervento degli agenti e richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, confermando che l'azione della polizia era legittima e che le valutazioni del giudice di merito sulla gravità del fatto e sulla personalità dell'imputato erano logiche e non sindacabili in sede di legittimità. Il ricorso inammissibile ha reso definitiva la condanna.
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Evasione e giustificazioni: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per evasione. L'imputato, autorizzato a recarsi al lavoro, è stato trovato lontano dal percorso consentito con la famiglia, adducendo un incidente stradale come scusa. La Corte ha ritenuto le sue giustificazioni manifestamente infondate e non provate. I suoi precedenti penali hanno inoltre impedito l'applicazione di cause di non punibilità e attenuanti, confermando la condanna.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato per il reato di evasione. I motivi sono stati ritenuti generici e fattuali. La Corte ha confermato la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa dei precedenti penali e della durata dell'allontanamento.
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Ricorso inammissibile: quando è riproduttivo dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di argomentazioni già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. Il caso riguardava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a un imputato per il reato di evasione. La decisione sottolinea che il ricorso per cassazione deve sollevare nuove questioni di diritto e non limitarsi a riproporre le stesse censure.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e l’art. 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione. Il motivo, incentrato sul mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), è stato giudicato una mera ripetizione di argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, comportando per il ricorrente la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio. I motivi sono stati giudicati generici e riproduttivi di doglianze già esaminate. In particolare, la richiesta di applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto non era stata presentata nel precedente grado di giudizio, violando una norma procedurale.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e Art. 388 c.p.
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di condanna per il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. I motivi, incentrati sulla particolare tenuità del fatto e sulle circostanze generiche, erano già stati correttamente valutati e disattesi in appello, rendendo l'impugnazione un mero tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una semplice ripetizione di argomentazioni già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. La decisione sottolinea che la riproposizione di censure già disattese in secondo grado porta alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di condanna per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici, meramente ripetitivi delle argomentazioni già respinte in appello e privi di critiche specifiche alla sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Inammissibilità ricorso: condanna alle spese e sanzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi sono stati giudicati meramente ripetitivi di doglianze già esaminate e manifestamente infondati. Tale decisione ha comportato per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, sottolineando la colpa nel proporre un'impugnazione priva di validi presupposti.
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Ricorso inammissibile: la genericità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il ricorso è stato respinto perché i motivi addotti erano generici e si limitavano a riproporre questioni già valutate e respinte nel grado precedente, senza affrontare con argomenti specifici la sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: limiti dell’appello in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di condanna della Corte d'Appello. La decisione si basa sul fatto che i motivi presentati in Cassazione non erano stati proposti nel precedente grado di giudizio, dove la difesa si era limitata a chiedere l'assoluzione per particolare tenuità del fatto e la riduzione della pena. La Corte ha ritenuto le nuove censure inammissibili e ha confermato la condanna, aggiungendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è questione di fatto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni finalizzate all'ottenimento del gratuito patrocinio. La decisione si fonda sul principio che il ricorso per cassazione non può limitarsi a riproporre questioni di fatto già valutate nei gradi di merito. Il ricorrente, presentando un ricorso inammissibile, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato minore in materia di stupefacenti (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990). Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché basato su asserzioni generiche e non su una critica specifica alla motivazione della sentenza d'appello. La Corte ha confermato la correttezza della decisione dei giudici di merito nell'escludere l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Giudice del rinvio: poteri dopo annullamento Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce i poteri del giudice del rinvio a seguito di annullamento parziale. In un caso di ricettazione di merce contraffatta, è stato stabilito che il giudice del rinvio ha piena autonomia nel valutare i fatti non coperti dai principi di diritto enunciati dalla Cassazione. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata, confermando che il giudice del rinvio poteva legittimamente negare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto basandosi su una nuova e autonoma valutazione della gravità della condotta, diversa da quella precedentemente annullata.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è frode
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo che, dopo essere stato espulso, era rientrato illegalmente in Italia usando il cognome della moglie per eludere i controlli. La Corte ha stabilito che l'uso di un simile sotterfugio fraudolento rende il reato grave, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, in quanto le modalità della condotta dimostrano una significativa colpevolezza.
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Particolare tenuità del fatto: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato, che richiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione conferma che la presenza di precedenti penali e la gravità delle modalità di esecuzione del reato sono elementi ostativi al riconoscimento di tale beneficio.
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Ricorso inammissibile per opere protette: analisi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato, precedentemente assolto per la particolare tenuità del fatto in un caso di violazione del diritto d'autore. La Corte ha ritenuto che la presenza di supporti duplicati insieme alla fotocopia della copertina originale costituisse una prova sufficiente dell'illecito, rendendo il ricorso privo di fondamento poiché la difesa non aveva contestato tale circostanza.
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