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Art. 131-Bis Cod. Pen. — Anno 2024

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401 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Art. 131-Bis Cod. Pen.

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: genericità e onere di spesa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. Il ricorso inammissibile è motivato dalla genericità e dalla natura meramente ripetitiva dei motivi, che non si confrontano con la sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: i motivi devono essere specifici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1103/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato. I motivi sono stati giudicati generici e assertivi, una mera riproposizione di argomenti già esaminati e respinti dalla Corte d'Appello. In particolare, la Corte ha sottolineato che le circostanze di fatto a fondamento dello stato di necessità non erano state provate e che non è possibile chiedere alla Cassazione una nuova valutazione dei fatti, neanche in relazione all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa della continuatività dell'attività illecita e di un precedente penale specifico, elementi che ostacolano un giudizio di minore offensività.
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Art. 131-bis: quando non si applica per evasione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis del codice penale, è stata respinta. La Corte ha ritenuto che la condotta dell'imputato, recatosi presso l'abitazione di un pluripregiudicato e rientrato solo per l'arrivo delle forze dell'ordine, costituisse una circostanza ostativa alla valutazione di minore offensività del fatto, giustificando così la decisione dei giudici di merito.
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Motivi inediti in Cassazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per furto. La decisione si fonda sul fatto che l'imputata ha sollevato motivi inediti, come la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, per la prima volta in sede di legittimità. La Corte ribadisce che non è possibile introdurre nuove questioni di merito in Cassazione né chiedere una rivalutazione delle prove già esaminate dai giudici di grado inferiore.
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Inammissibilità ricorso 131-bis: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per bancarotta semplice documentale. L'imputato chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma il suo ricorso è stato ritenuto generico. La Corte ha stabilito che l'appello non affrontava adeguatamente la motivazione della Corte d'Appello, la quale aveva negato il beneficio a causa dell'abitualità del comportamento dell'imputato, evidenziata da precedenti reati fiscali e societari. La decisione sottolinea la necessità di formulare ricorsi specifici e pertinenti. Di conseguenza, si è avuta la conferma della condanna con l'aggiunta delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Occupazione abusiva: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per l'occupazione abusiva di un alloggio popolare. La Corte ha ritenuto irrilevante un'errata indicazione del numero di interno dell'immobile e ha negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), evidenziando che la stabilità e la durata prolungata dell'occupazione configurano un'abitualità della condotta che osta alla concessione del beneficio.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e infondati
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). La decisione si fonda sulla genericità e manifesta infondatezza dei motivi presentati, che non rispettavano i requisiti di specificità richiesti in sede di legittimità. La Corte ha confermato la correttezza della decisione di merito nel negare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Giudicato parziale prescrizione: Cassazione chiarisce
Un automobilista, condannato per resistenza e oltraggio, ricorre in Cassazione chiedendo la declaratoria di prescrizione per un reato connesso. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che il giudicato parziale prescrizione non opera se il motivo d'appello relativo a un capo d'imputazione è inammissibile, consolidando la condanna e precludendo la successiva declaratoria di estinzione del reato.
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Falso ideologico e truffa: la decisione della Cass.
Un dipendente pubblico è stato condannato per truffa e falso ideologico per aver attestato falsamente ispezioni mai avvenute, ottenendo rimborsi non dovuti. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, sottolineando che la gravità del falso ideologico non si misura solo sul danno economico, ma anche sulla lesione della funzione pubblica di controllo, escludendo così l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e tardivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano mere ripetizioni generiche di argomentazioni già respinte. Inoltre, la richiesta di applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è stata giudicata inammissibile perché non sollevata nel precedente grado di appello, ribadendo l'importanza del principio di specificità dei motivi di impugnazione.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la revoca della sospensione condizionale. La Corte chiarisce che la revoca del beneficio ha natura dichiarativa e opera di diritto ("ope legis") quando emerge che era stato concesso nonostante la presenza di cause ostative, come due precedenti sospensioni. Pertanto, la revoca può essere disposta anche dal giudice d'appello. Inoltre, la Corte ribadisce l'inammissibilità della richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. se non sollevata nei precedenti gradi di giudizio.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo che il danno non trascurabile arrecato alla persona offesa, privata per lungo tempo del proprio veicolo, impedisse il riconoscimento del beneficio.
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Reato di danneggiamento: quando è continuato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato di danneggiamento. La Corte ha stabilito che compiere due azioni distinte, come scrivere con una bomboletta spray e poi lanciare biglie metalliche, costituisce un reato continuato e non un'unica azione. Inoltre, ha confermato che l'abitualità del comportamento, data da precedenti reati della stessa indole, impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
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Causa di non punibilità: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che la condotta di un individuo, che si era allontanato da casa violando le prescrizioni imposte, dimostrava una tale insensibilità alle regole da escludere la scarsa offensività del fatto, confermando così la decisione della corte territoriale e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione a causa di ripetuti ritardi nel rientro agli arresti domiciliari. I motivi del ricorso sono stati giudicati una mera riproposizione di censure già respinte in appello. La Corte ha confermato che la serialità e la gravità complessiva dei fatti impediscono l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
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Inammissibilità ricorso: motivi generici e tardivi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di due ricorsi per la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Nel primo caso, il motivo era stato introdotto tardivamente e in modo generico. Nel secondo, il ricorso era meramente oppositivo a una decisione ben motivata che escludeva la tenuità a causa della non occasionalità della condotta. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Procura speciale: necessaria per le pene sostitutive
Un imputato, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha visto respingere il ricorso per ottenere pene sostitutive perché il suo difensore era privo di una procura speciale. La Corte di Cassazione ha confermato che tale richiesta è un atto personalissimo che richiede il consenso esplicito dell'imputato. Tuttavia, ha annullato la sentenza con rinvio perché i giudici d'appello non avevano valutato la richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.).
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Furto di energia elettrica: chi può sporgere querela?
Un soggetto è stato condannato per furto di energia elettrica tramite un allaccio abusivo al contatore dei vicini. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, chiarendo che la persona che utilizza l'energia, anche se non è l'intestataria del contratto, è persona offesa e può validamente sporgere querela. La Corte ha inoltre confermato che la testimonianza della vittima, se adeguatamente verificata, può essere sufficiente per la condanna.
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Molestie telefoniche: Cassazione sulla prova d’identità
Un individuo è stato condannato per il reato di molestie telefoniche, commesso tramite chiamate da un'utenza intestata ai genitori. In sede di ricorso, l'imputato ha contestato l'identificazione e l'elemento soggettivo del reato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che una precedente dichiarazione dell'imputato sull'uso di quel numero, resa in un altro procedimento, costituisce prova valida. Inoltre, ha chiarito che il reato si perfeziona con l'azione invasiva della chiamata, indipendentemente dalle contromisure adottate dalla vittima (come bloccare il numero). Infine, ha escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la natura reiterata delle condotte.
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