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Art. 131-Bis Cod. Pen. — Anno 2024

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401 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Art. 131-Bis Cod. Pen.

Provvedimenti

Precedenti penali 131 bis: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla presenza di numerosi precedenti penali (5 condanne), considerati ostativi alla concessione del beneficio previsto dall'art. 131 bis c.p., e sulla natura ripetitiva del motivo di ricorso.
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Comportamento abituale: no a tenuità del fatto
La Corte di Cassazione, con ordinanza 22073/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, ribadendo che il comportamento abituale dell'imputato, desunto dalla commissione di più illeciti della stessa indole, costituisce una presunzione legale che osta in modo tassativo all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis del codice penale.
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Inammissibilità ricorso abuso edilizio: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso per abuso edilizio presentato da un committente condannato per violazioni antisismiche. Il ricorso, basato sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), è stato ritenuto generico perché non affrontava l'impossibilità di sanare tali specifiche violazioni, un elemento cruciale per la valutazione della gravità del reato.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per evasione. Il ricorso contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma i motivi sono stati giudicati generici e meramente riproduttivi di argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è censura di fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato ex art. 316-ter c.p. (indebita percezione di erogazioni statali). I motivi del ricorrente, basati su una presunta errata valutazione dei fatti e sulla richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sono stati respinti poiché considerati mere censure di merito, non consentite in sede di legittimità. Il ricorso è stato giudicato inammissibile, confermando la condanna.
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Ricorso inammissibile: quando è privo di specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. I motivi, incentrati sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sono stati giudicati generici e meramente riproduttivi di censure già respinte nel merito, confermando l'importanza della specificità nell'atto di appello.
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Ricorso inammissibile: i motivi devono essere specifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso, relativi alla richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto e alla concessione di attenuanti generiche, erano privi di specificità. Essi si limitavano a riproporre censure già vagliate e respinte dalla Corte d'Appello, senza confrontarsi criticamente con la logica della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso penale: quando è infondato
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso penale di un imputato condannato per evasione. I motivi del ricorso sono stati giudicati manifestamente infondati, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva negato la particolare tenuità del fatto e le attenuanti generiche, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per evasione: i motivi futili
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un soggetto condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). I motivi del ricorso, considerati mere doglianze di fatto e riproposizioni di censure già esaminate, riguardavano la mancata esclusione della recidiva e l'inapplicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano ritenuto la giustificazione dell'allontanamento (l'acquisto di sigarette per la madre non deambulante) troppo banale e avevano valorizzato i precedenti penali del ricorrente come indice di colpevolezza e pericolosità.
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Art. 131-bis evasione: quando il fatto non è tenuo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione, che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Secondo la Suprema Corte, la motivazione del giudice di merito, che aveva escluso l'applicazione dell'art. 131-bis per evasione basandosi sulla durata dell'allontanamento, era corretta e sufficiente, rendendo il ricorso generico e infondato.
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Ricorso inammissibile: motivi non dedotti in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per violazione delle misure di prevenzione. La decisione si fonda sul principio che le questioni non sollevate nei precedenti gradi di giudizio, come l'applicazione della particolare tenuità del fatto, non possono essere introdotte per la prima volta in Cassazione. Gli altri motivi, relativi alla recidiva e alle attenuanti, sono stati rigettati in quanto miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Guida senza patente: quando scatta il reato abituale?
Un automobilista condannato per guida senza patente con recidiva nel biennio ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha confermato la natura di reato della condotta, ma ha annullato la sentenza di condanna con rinvio su un punto cruciale: l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Secondo i giudici, avere un solo precedente penale e alcune violazioni amministrative non integra automaticamente il 'comportamento abituale' che esclude il beneficio, rendendo necessaria una nuova valutazione da parte della Corte d'Appello.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché basato su motivi generici, ripetitivi di argomentazioni già respinte e manifestamente infondati. La decisione comporta la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. Viene invece esclusa la condanna alle spese per la parte civile, data la sua mancata attività difensiva attiva in sede di legittimità.
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Art. 131-bis e comportamento abituale: il no della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna, confermando che l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'Art. 131-bis del codice penale, non può essere applicata a chi manifesta un comportamento abituale. Il ricorso è stato inoltre respinto perché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già confutate in appello, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata.
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Inammissibilità ricorso generico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso generico presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. L'appello contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma è stato giudicato una mera riproduzione di censure già adeguatamente respinte, senza un confronto critico con la decisione impugnata, la quale aveva evidenziato la non scarsa offensività della condotta. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patente falsa non UE: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro una condanna per l'uso di una patente falsa proveniente da un paese extra-UE. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: la contraffazione non grossolana di una patente estera costituisce reato ai sensi degli artt. 477 e 482 c.p., indipendentemente dal fatto che il documento sia valido o meno per la circolazione sul territorio nazionale. I motivi del ricorso, anche in merito alla richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sono stati giudicati generici.
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Reato di evasione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione dalla detenzione domiciliare. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato configura il reato, indipendentemente dalla durata o dalla distanza. Inoltre, ha confermato la decisione dei giudici di merito di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della pericolosità del soggetto e dei suoi precedenti specifici.
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Ricorso inammissibile: quando è mera riproduzione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché l'unico motivo, relativo alla mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p., era una mera riproduzione di argomenti già valutati e respinti dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è mera riproduzione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. Il motivo, incentrato sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), è stato giudicato una mera riproduzione di argomenti già respinti in appello, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato. I motivi del ricorso, relativi alla non punibilità per particolare tenuità del fatto e al bilanciamento delle attenuanti, sono stati respinti. Il primo perché non sollevato nei gradi di merito, il secondo perché manifestamente infondato e generico. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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