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Art. 131-Bis Cod. Pen. — Anno 2024

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401 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Art. 131-Bis Cod. Pen.

Provvedimenti

Furto pluriaggravato: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto pluriaggravato. I motivi del ricorso, volti a contestare un'aggravante e a richiedere l'applicazione della non punibilità per tenuità del fatto, sono stati respinti. La Corte ha ribadito che non può rivalutare i fatti in sede di legittimità e che la pena minima per il reato contestato (3 anni) supera il limite previsto per l'applicazione dell'art. 131 bis c.p., confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Inammissibilità ricorso: i motivi devono essere specifici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per furto. I giudici hanno ritenuto i motivi di appello manifestamente infondati e meramente ripetitivi delle argomentazioni già respinte in secondo grado. In particolare, la Corte ha sottolineato che per ottenere l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, non basta contestare genericamente la decisione, ma occorre confrontarsi con le specifiche ragioni addotte dal giudice di merito, quali i precedenti penali e il valore del bene sottratto.
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Causa di non punibilità: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso volto a ottenere il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte ha stabilito che i motivi presentati erano una semplice ripetizione di quelli già respinti in appello, senza una critica argomentata alla sentenza impugnata, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Art. 131-bis cod. pen.: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis cod. pen. La Corte ha stabilito che la mera riproposizione di motivi già rigettati in appello non costituisce un valido motivo di ricorso. Inoltre, ha confermato che le modalità violente della condotta e il danno arrecato alle cose sono incompatibili con il presupposto della tenuità, giustificando così la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: quando è una mera ripetizione
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 28/05/2024, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.). La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera e pedissequa ripetizione di quelli già respinti in appello, rendendo l'impugnazione generica e quindi inammissibile.
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Ricorso inammissibile: quando è reiterazione di motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due imputati. Il primo ricorso è stato respinto perché i motivi erano una semplice ripetizione di quelli già presentati in appello, mentre il secondo è stato giudicato inammissibile perché chiedeva una nuova valutazione dei fatti, compito che non spetta alla Suprema Corte. La decisione sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di ricorso e i limiti del giudizio di legittimità.
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Omessa denuncia trasferimento armi: la Cassazione decide
Una persona è stata condannata per omessa denuncia trasferimento armi e detenzione abusiva di munizioni. La Corte di Cassazione ha confermato che l'omissione di denuncia è un reato permanente e la confisca obbligatoria è legittima. Tuttavia, ha annullato la sentenza con rinvio perché il giudice di merito non ha motivato la sua decisione sulla richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
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Combustione illecita di rifiuti: quando è grave?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la combustione illecita di rifiuti di varia natura. La difesa sosteneva la lieve entità del fatto, ma la Corte ha confermato la gravità del reato basandosi sulla quantità dei materiali bruciati, l'impatto ambientale con fumi visibili a grande distanza e la mancata bonifica del sito, ritenendo irrilevante un risarcimento solo genericamente affermato in sede di legittimità.
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Reato tributario: quando non si applica l’art. 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per un reato tributario di omessa dichiarazione. La Corte ha confermato che la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non si applica in presenza di un'evasione fiscale di oltre 580.000 euro e di precedenti penali, ritenendo il fatto e la condotta dell'imputato non meritevoli del beneficio.
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Merce contraffatta: Cassazione su appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per detenzione di merce contraffatta. L'inammissibilità deriva dalla ripetizione di motivi già esaminati e dalla manifesta infondatezza delle richieste di non punibilità per tenuità del fatto e di concessione delle attenuanti generiche, data la grande quantità di merce e l'organizzazione professionale.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. Il caso riguardava un reato di invasione di edifici, dove l'imputato contestava la permanenza dell'occupazione e la mancata applicazione dell'art. 131 bis c.p. La Corte ha stabilito che un ricorso, per essere valido, deve contenere una critica specifica alla sentenza impugnata e non limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni.
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Motivi nuovi in Cassazione: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per furto aggravato. La Corte chiarisce che non è possibile presentare motivi nuovi in Cassazione, come la richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p., se non sono stati sollevati nel precedente grado di appello. La presenza di una valida querela ha inoltre reso infondato il primo motivo di ricorso.
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Ricorso in Cassazione inammissibile: nuovi motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso in Cassazione inammissibile avverso una condanna per minaccia e lesioni aggravate. I motivi sono stati rigettati perché uno mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità, e l'altro sollevava una questione nuova, mai proposta al giudice d'appello, violando così il principio devolutivo.
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Improcedibilità e Riforma Cartabia: caso in Cassazione
Un individuo, condannato in primo grado per il porto ingiustificato di due picconi, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha rilevato un vizio di motivazione nella sentenza impugnata, che non aveva considerato la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Tuttavia, prima di decidere nel merito, la Corte ha dichiarato d'ufficio l'improcedibilità dell'azione penale per il superamento dei termini massimi di durata del giudizio di impugnazione, introdotti dalla Riforma Cartabia (art. 344-bis c.p.p.), annullando la sentenza senza rinvio.
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Motivi di appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che ha sollevato la questione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) per la prima volta in sede di legittimità. La Corte ribadisce che i motivi di appello devono contestare specificamente i punti della sentenza di primo grado, altrimenti tali questioni non possono essere introdotte successivamente.
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Art. 131-bis cod. pen.: No per precedenti penali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la mancata applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione della Corte d'Appello, che aveva collegato l'esperienza criminale del soggetto alla piena consapevolezza della gravità della violazione degli arresti domiciliari, escludendo così la particolare tenuità del fatto.
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Inammissibilità ricorso: i motivi generici lo bloccano
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un soggetto condannato per violazione degli arresti domiciliari. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, sia riguardo alla richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sia in merito al trattamento sanzionatorio. La Suprema Corte ha confermato la valutazione della Corte d'Appello, che aveva adeguatamente motivato sulla gravità del fatto e l'intensità del dolo, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.
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Coltello multiuso: quando è un’arma impropria?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il porto di un coltello multiuso. La Corte ha confermato che, a causa delle sue caratteristiche di punta e taglio, l'oggetto non poteva essere considerato un semplice strumento per usi pacifici. È stata inoltre negata l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti penali del ricorrente e della natura offensiva del coltello.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e infondati
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della genericità dei motivi presentati. L'analisi si concentra sulla mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. e sulla corretta interpretazione della recidiva, confermando che argomentazioni vaghe e non pertinenti non possono essere esaminate in sede di legittimità. La decisione sottolinea l'importanza di formulare censure specifiche e fondate contro le sentenze impugnate.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la mancata applicazione del principio di particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sull'intenso dolo dell'imputato, che ha commesso un'evasione lo stesso giorno dell'emissione della misura cautelare, e sulla sua storia di reati simili, che indica un'inclinazione non occasionale a violare la legge.
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