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Art. 131 Bis C.P.

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163 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Art. 131-bis c.p.: Sentenza annullata per omessa motivazione
Un individuo viene condannato in appello per porto di coltello. Ricorre in Cassazione lamentando, tra l'altro, la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La Suprema Corte respinge i motivi relativi alla giustificazione del porto e alla prescrizione, ma accoglie quello sull'omessa motivazione. La Corte di Appello, infatti, non aveva in alcun modo motivato il diniego dell'applicazione dell'art. 131-bis c.p., nonostante la richiesta specifica della difesa. La sentenza viene quindi annullata con rinvio, affinché un nuovo giudice valuti e motivi su questo specifico punto.
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Comportamento Abituale: No al 131-bis per reati seriali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 22886/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte ha stabilito che il beneficio non è applicabile in presenza di un comportamento abituale, come nel caso di specie, dove l'imputato aveva commesso nove truffe in sei mesi, configurando una serialità ostativa all'applicazione della norma.
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Ricorso inammissibile: censure generiche e condanna
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché le argomentazioni difensive (uso personale di sostanze, entità della pena e tenuità del fatto) erano mere ripetizioni di doglianze già respinte, senza un reale confronto critico con la sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per evasione. I motivi del ricorso sono stati ritenuti una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello, relative alla non punibilità per tenuità del fatto e alle attenuanti generiche. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché i motivi addotti dall'imputato erano generici e non pertinenti al reato di evasione per cui era stato condannato. L'appellante, infatti, faceva riferimento a un vecchio caso di furto d'acqua, dimostrando una totale estraneità rispetto alla sentenza impugnata e determinando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma la condanna
Un soggetto, condannato per truffa aggravata ai danni di un ente pubblico per l'indebita percezione di prestazioni previdenziali, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. La decisione si fonda sulla mancanza di specificità dei motivi, che si limitavano a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza una critica puntuale alla sentenza impugnata.
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Inammissibilità ricorso: quando è generico e di merito
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi dell'appello, relativi allo stato di necessità e alla particolare tenuità del fatto, sono stati giudicati generici e volti a ottenere una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a titolo di sanzione pecuniaria.
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Furto aggravato: ricorso inammissibile, ecco perché
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto aggravato. La Corte ha confermato che la rimozione di un dispositivo antitaccheggio costituisce l'aggravante della violenza sulle cose e ha ritenuto infondati i motivi relativi alla legittimazione alla querela e alla recidiva, giudicando il ricorso generico e manifestamente infondato.
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Ricorso inammissibile: le censure generiche
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per false dichiarazioni (art. 496 c.p.). I motivi sono stati ritenuti generici, volti a una non consentita rivalutazione dei fatti, e uno dei punti sollevati (la non punibilità per particolare tenuità del fatto) è stato proposto per la prima volta in Cassazione. La decisione conferma la condanna e aggiunge il pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Art. 131-bis e precedenti: no alla non punibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per porto abusivo di coltello. La Corte ha confermato che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis c.p., non può essere applicata in presenza di precedenti penali specifici e di un giudizio negativo sulla personalità del soggetto, elementi che ostano al riconoscimento della non punibilità.
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Ricorso inammissibile: quando mancano i presupposti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per furto aggravato. I motivi, relativi alla mancata applicazione di una pena sostitutiva e della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sono stati ritenuti privi di specificità. L'inammissibilità è stata rafforzata dalla constatazione dell'abitualità della condotta dell'imputata, desunta dal certificato penale, che osta all'applicazione dei benefici richiesti.
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Falsa attestazione professionista: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna per falsa attestazione professionista a carico di un architetto che aveva dichiarato, in un documento di aggiornamento catastale (DOCFA), di aver ricevuto delega dalla società proprietaria di un immobile. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, sottolineando che non è possibile una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità. La difesa dell'imputata, basata sull'essere stata ingannata dalla conduttrice dell'immobile, è stata giudicata contraddittoria e illogica dai giudici di merito, la cui decisione è stata confermata.
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Inammissibilità ricorso: no art. 131-bis per reato abituale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per reati legati a sostanze stupefacenti. La Corte ha stabilito che la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) era infondata, data la professionalità e l'abitualità del comportamento dell'imputato, desumibili anche dai precedenti penali. Il ricorso è stato ritenuto generico e volto a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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Art. 131 bis c.p.: va richiesto nei gradi di merito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva per la prima volta l'applicazione della causa di non punibilità ex art. 131 bis c.p. dinanzi alla Suprema Corte. La decisione ribadisce che tale richiesta deve essere avanzata nei giudizi di merito (Tribunale e Appello) e che il giudice non ha l'obbligo di valutarla d'ufficio in assenza di una specifica istanza.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, stabilendo che la mera riproposizione di argomenti già discussi e respinti in appello non costituisce un motivo valido. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è riesaminare i fatti, ma controllare la corretta applicazione della legge, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Inammissibilità ricorso: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato, confermando la decisione dei giudici di merito. L'ordinanza sottolinea che la riproposizione di censure già esaminate e respinte, come la richiesta di applicazione dell'art. 131 bis c.p. o la sostituzione della pena, non costituisce un valido motivo di ricorso. Il provvedimento ribadisce le conseguenze economiche per il ricorrente, condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Art. 131-bis c.p.: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10373/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva per la prima volta in sede di legittimità l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ribadito il principio consolidato secondo cui la questione relativa all'art. 131-bis c.p., implicando una valutazione di merito, deve essere sollevata nei gradi precedenti del giudizio e non può essere dedotta per la prima volta in Cassazione.
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Art. 131-bis: la condotta post reato è decisiva
La Cassazione ha annullato una condanna per truffa aggravata a un dipendente che aveva usato i permessi della Legge 104 per una crociera. La Corte ha stabilito che i giudici di merito devono valutare la condotta post reato e l'esiguità del danno ai fini dell'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis c.p., rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Attendibilità alcoltest: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato. L'imputato contestava l'attendibilità dell'alcoltest citando la 'curva di Widmark' e il tempo trascorso dal sinistro. La Corte ha confermato la validità della prova, rafforzata da chiari sintomi fisici, e ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della gravità della condotta.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza della Corte d'Appello di Firenze. L'imputato contestava la valutazione delle prove e la pena, ma la Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è riesaminare i fatti, bensì verificare la corretta applicazione della legge. Il ricorso, basato su una rilettura alternativa delle prove, è stato rigettato, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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