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Art. 131 Bis C.P.

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163 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso Inammissibile: Quando la Cassazione lo respinge
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché i motivi, relativi alla pena e all'art. 131-bis c.p., erano manifestamente infondati. La decisione della Corte d'Appello è stata ritenuta ben motivata, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Sospensione patente e reato: la Cassazione decide
Una persona condannata per guida in stato di ebbrezza ha impugnato la sentenza, sostenendo che la precedente sospensione patente amministrativa violasse il principio del 'ne bis in idem' (divieto di doppio processo). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la sanzione amministrativa e quella penale sono due misure complementari e coordinate, che insieme costituiscono una risposta unitaria all'illecito. Pertanto, non si configura una duplicazione di sanzioni. Sono stati rigettati anche i motivi relativi all'affidabilità dell'etilometro e alla richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Guida senza patente: no 131-bis per la recidiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida senza patente con recidiva nel biennio. La Corte stabilisce che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis c.p., non è applicabile, poiché la rilevanza penale del reato deriva proprio dalla ripetizione della condotta, escludendo così il requisito della non abitualità.
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Delitto di evasione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto agli arresti domiciliari, condannato per il delitto di evasione. La Corte ha ritenuto infondata la tesi difensiva secondo cui trovarsi sul pianerottolo non costituisse reato, essendo stato provato che l'imputato stava rientrando da un'altra area dell'edificio. Inammissibile anche la richiesta di applicare la non punibilità per tenuità del fatto, poiché non sollevata nel precedente grado di giudizio.
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Art. 131-bis c.p.: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso sull'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso il beneficio ritenendo la condotta non di lieve entità a causa della futilità dei motivi alla base della violazione, sintomo di insensibilità del reo verso le prescrizioni imposte.
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Art. 131-bis sicurezza lavoro: condotta successiva
Un datore di lavoro, condannato per violazioni della sicurezza in cantiere, ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, pur confermando la sua responsabilità, ha accolto il motivo relativo alla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La sentenza stabilisce un principio importante in materia di Art. 131-bis sicurezza lavoro: l'adozione di misure di sicurezza dopo la contestazione, anche senza il pagamento della sanzione per l'oblazione, costituisce una 'condotta susseguente al reato' che il giudice deve valutare per decidere sulla non punibilità.
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Inammissibilità del ricorso: la valutazione di merito
Con ordinanza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro la sentenza della Corte d'Appello. Il ricorrente contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma la Suprema Corte ha stabilito che le censure proposte miravano a una nuova valutazione del merito, in particolare sull'intensità del dolo, non consentita in sede di legittimità, confermando la logicità della decisione impugnata.
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Inammissibilità ricorso furto: art. 131-bis escluso
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso per furto in abitazione, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La decisione si fonda su due ragioni principali: il reato di furto in abitazione non rientra nei limiti di pena previsti dalla norma e le modalità concrete della condotta non sono state ritenute lievi. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Art. 131-bis c.p.: quando il disvalore esclude la pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando la non applicabilità della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto). La decisione si fonda sul rilevante disvalore oggettivo della condotta dell'imputato, che con una guida anomala e pericolosa in orario notturno aveva creato un concreto rischio per la sicurezza stradale.
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Art. 131-bis c.p.: quando l’offesa non è tenue
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis c.p. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che la gravità dell'offesa, desumibile dalle modalità concrete dell'azione e dalla verificazione di un incidente, è un elemento sufficiente a escludere il beneficio, rendendo il ricorso una mera riproposizione di argomenti di fatto già valutati.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato, confermando la decisione della Corte d'Appello. La presenza di numerosi precedenti penali a carico del ricorrente ha impedito l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e ha reso la pena congrua. L'ordinanza ha quindi condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il caso riguarda un ricorso per il reato di evasione, dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che un'elevata intensità del dolo, desunta dalla mancanza di giustificazioni plausibili per la condotta illecita, è incompatibile con il beneficio previsto dall'art. 131-bis c.p., confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Guida senza patente recidiva: no a 131-bis
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida senza patente recidiva. La sentenza conferma che la natura reiterata del reato è ontologicamente incompatibile con la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis c.p., poiché la serialità della condotta integra una forma di abitualità che osta all'applicazione del beneficio.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte nei precedenti gradi di giudizio. La Corte ha confermato la valutazione sulla maggiore gravità del fatto, basata sulla recidiva dell'imputato, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi, relativi al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e dell'art. 131 bis c.p., riguardano il merito della decisione, non sindacabile in sede di legittimità. L'appellante è condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: notifica al vecchio difensore
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, stabilendo che la notifica al precedente difensore è valida se la nomina del nuovo legale è successiva. I motivi di merito, meramente ripetitivi di censure già respinte, non possono trovare accoglimento in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi ripetitivi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna della Corte d'Appello. L'ordinanza sottolinea che i motivi di ricorso non possono essere una mera riproduzione di argomentazioni già valutate e respinte nei gradi di merito. La decisione conferma la condanna e sanziona il ricorrente per aver presentato un'impugnazione con motivi non consentiti dalla legge, portando a una pronuncia di inammissibilità ricorso Cassazione.
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Abitualità ostativa: Cassazione sull’art. 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello che negava l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La decisione si fonda sulla presenza di tre precedenti condanne per evasione, che configurano una condizione di abitualità ostativa, precludendo per legge l'accesso al beneficio.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. L'imputato, con precedenti penali, aveva colpito un agente causandogli una frattura. La Corte ha confermato la decisione di merito, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e la concessione delle attenuanti generiche, data la gravità dei fatti e il profilo dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: uso telefono in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la sentenza della Corte d'Appello di Torino, che lo condannava per l'uso di un telefono in carcere. Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita nel giudizio di legittimità. La Corte ha confermato la correttezza della decisione di merito nell'escludere la non punibilità per particolare tenuità del fatto e lo stato di necessità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3000 euro.
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