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Art. 131 Bis C.P.

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163 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Evasione: ricorso in Cassazione inammissibile per motivi di fatto
Un imputato, condannato per il reato di evasione, presenta ricorso in Cassazione contestando la ricostruzione dei fatti e la mancata applicazione della non punibilità per tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. I giudici hanno stabilito che la Cassazione non può riesaminare i fatti, compito riservato ai giudici di merito. Inoltre, l'argomento sulla tenuità del fatto non era stato presentato nel precedente grado di appello, risultando quindi un motivo nuovo e inammissibile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una multa.
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Reato di Evasione: Ricorso Inutile e Condanna Definitiva
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo condannato per il reato di evasione. L'imputato aveva presentato ricorso sostenendo la mancanza di intenzione di evadere (dolo) e chiedendo l'applicazione della non punibilità per la particolare tenuità del fatto. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che le motivazioni della difesa erano già state correttamente valutate e respinte nei gradi di giudizio precedenti. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto di gas: contatore manomesso, condanna senza sconti
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un utente accusato di furto di gas aggravato. L'imputato aveva manomesso il contatore della propria abitazione per continuare a usufruire del servizio senza pagare. La Corte ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, ribadendo che la manomissione del contatore costituisce un mezzo fraudolento che aggrava il reato. Inoltre, ha stabilito che per un reato così grave non è possibile applicare la non punibilità per 'particolare tenuità del fatto'. La condanna diventa quindi definitiva, con l'obbligo per l'imputato di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Evasione per droga: no alla particolare tenuità del fatto se recidivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la non punibilità per 'particolare tenuità del fatto' non si applica a chi evade dai domiciliari, anche per pochi istanti, per ricevere droga, se ha già precedenti penali per reati simili. Un uomo aveva fatto ricorso sostenendo che la sua breve uscita non dimostrava una reale volontà di evadere e che il fatto era di lieve entità. La Corte ha respinto queste argomentazioni, dichiarando il ricorso inammissibile. Ha chiarito che l'abitualità della condotta, provata da precedenti condanne, è un ostacolo insuperabile all'applicazione del beneficio della particolare tenuità del fatto, rendendo irrilevante la minima durata dell'allontanamento. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Furto da 82€ al supermercato: negato il danno di speciale tenuità
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un tentato furto di merce del valore di 82 euro in un supermercato. L'imputato chiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante: un valore di 82 euro non è 'irrisorio' e, soprattutto, la capacità economica della vittima (il grande supermercato) è del tutto irrilevante per la valutazione. Il danno si misura oggettivamente. La condanna dell'uomo, già gravato da numerosi precedenti, è stata quindi confermata.
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Recidiva e condanna penale: niente sconti per chi ci ricasca
Un uomo, già condannato per tentata violenza privata, lesioni e danneggiamento, si rivolge alla Corte di Cassazione. Chiede l'annullamento della condanna sostenendo che la vittima non fosse credibile e che il suo reato fosse di lieve entità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno sottolineato che la valutazione dei fatti non può essere ridiscussa in Cassazione. Soprattutto, hanno confermato che la recidiva e condanna penale dell'imputato, indicativa di una sua 'inclinazione al delitto', giustificava pienamente sia la condanna sia l'esclusione di benefici come la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: appello generico, multa extra
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione presentato da un imputato. I motivi del ricorso, relativi alla mancata concessione di attenuanti generiche, all'inapplicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e all'entità della pena, sono stati giudicati una mera e generica riproposizione di argomenti già correttamente valutati e respinti dal giudice precedente. La Corte ha quindi confermato la decisione e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, sottolineando l'importanza della specificità dei motivi di ricorso.
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Mal di denti non basta: la Cassazione nega lo stato di necessità
Un soggetto, sottoposto a misure restrittive, le viola incontrandosi fuori casa con altre persone. Per difendersi, invoca lo stato di necessità, sostenendo di essere uscito a causa di un forte mal di denti. La Corte di Cassazione, però, respinge questa tesi. I giudici chiariscono che il mal di denti non giustificava la presenza in compagnia di altre persone, una delle quali con precedenti penali. La condotta, che violava anche il divieto di comunicazione, non è stata considerata di lieve entità. L'appello è stato quindi dichiarato inammissibile, confermando la condanna e negando l'applicazione dello stato di necessità.
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Guida senza patente con recidiva: il verbale basta per la condanna
Un automobilista viene condannato per il reato di guida senza patente con recidiva, commesso per la seconda volta in due anni e aggravato dal coinvolgimento in un incidente. La Corte di Cassazione conferma la condanna, respingendo il ricorso. I giudici stabiliscono un principio importante: per provare la recidiva è sufficiente il verbale della prima violazione, non servono altre attestazioni formali. Inoltre, la Corte chiarisce che a questo tipo di reato, basato sulla ripetizione della condotta, non si può applicare la causa di non punibilità per 'particolare tenuità del fatto'. L'automobilista perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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Evasione: Ricorso Inammissibile se si Ridiscutono i Fatti
Una persona condannata per il reato di evasione presenta ricorso in Cassazione. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile per motivi di fatto. La decisione si basa sul principio che la Cassazione non può riesaminare le prove o fornire una nuova interpretazione dei fatti, compito che spetta ai giudici dei gradi precedenti. L'appello tentava proprio questo, proponendo una lettura alternativa delle prove. Di conseguenza, la condanna per evasione diventa definitiva e la ricorrente viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sigaretta drogata a minori: non è lieve, è cessione di stupefacenti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un soggetto per aver contribuito alla cessione di una sigaretta contenente droga a due persone minorenni. La Corte ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, respingendo la tesi difensiva che mirava a sminuire la gravità del fatto. I giudici hanno stabilito che la **cessione di stupefacenti a minori** è un reato grave, anche se riguarda una piccola quantità, e non può beneficiare della causa di non punibilità per 'particolare tenuità del fatto'. L'imputato è stato quindi condannato in via definitiva al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: ricorso respinto e condanna salva
Un imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il suo reato dovesse essere archiviato per la particolare tenuità del fatto. La Corte ha respinto la richiesta, giudicandola manifestamente infondata. I giudici hanno confermato la validità della decisione della Corte d'Appello, ritenendola ben motivata, corretta e priva di vizi logici. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria. La sentenza stabilisce che la non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile se il giudice di merito ha già fornito una valutazione logica e coerente.
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Ricorso inammissibile per genericità: condanna e multa finale
Un uomo, condannato per violenza e minaccia a pubblico ufficiale, presenta ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento di attenuanti e della non punibilità per la tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. I motivi dell'appello, infatti, erano mere ripetizioni di censure già esaminate, senza un confronto critico con le argomentazioni della sentenza precedente. Questa decisione conferma il principio secondo cui un'impugnazione vaga e non specifica non può essere accolta, comportando la conferma della condanna e il pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Rapina impropria: la Cassazione nega lo sconto di pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per rapina impropria. La ricorrente contestava l'identificazione avvenuta tramite filmati di videosorveglianza e lamentava la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti per minima partecipazione. Gli Ermellini hanno stabilito che il ricorso era generico, limitandosi a riproporre le medesime difese già respinte in appello. La Corte ha inoltre ribadito che in sede di legittimità non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove video, compito esclusivo dei giudici di merito. Infine, è stata confermata l'inapplicabilità dei benefici di legge richiesti data la gravità della condotta contestata.
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Inammissibilità dell’appello: il confine tra critica e rigetto
Un automobilista è stato condannato in primo grado per guida senza patente. La Corte d'Appello ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello, ritenendo i motivi di impugnazione aspecifici poiché non contestavano adeguatamente il diniego della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo di aver invece fornito elementi precisi, come l'occasionalità della condotta e il comportamento collaborativo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la manifesta infondatezza dei motivi non può essere confusa con la loro aspecificità. Se i motivi affrontano i punti della sentenza impugnata, l'appello deve essere esaminato nel merito e non dichiarato inammissibile. La decisione chiarisce il confine tra critica insufficiente e critica infondata nel sistema delle impugnazioni penali.
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Notifica all’avvocato sbagliato? Condanna valida lo stesso
La Cassazione ha stabilito che la nullità della notifica al difensore di fiducia, se l'avviso di udienza viene inviato a un legale sbagliato, è 'sanata' (cioè guarita) se in aula si presenta un sostituto, anche solo per eccepire il vizio. La sua presenza dimostra che il difensore titolare era a conoscenza del processo. Inoltre, i giudici hanno confermato che una precedente sentenza di non punibilità per 'particolare tenuità del fatto' (art. 131 bis c.p.) vale come precedente per la recidiva, giustificando un aumento di pena. L'imputato ha quindi perso il ricorso e la sua condanna è stata confermata.
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Abitualità nel reato: la Cassazione nega la tenuità.
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso per due imputati condannati per truffa. La decisione evidenzia che l'abitualità nel reato, dedotta da precedenti penali specifici, preclude l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici hanno inoltre validato una pena superiore al minimo a causa della natura organizzata e insidiosa della condotta.
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Reato di evasione e particolare tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso riguardante un reato di evasione, negando l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La decisione si basa sull'intensità del dolo e sulla durata prolungata dell'assenza, che precludono benefici di legge e attenuanti.
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Inammissibilità ricorso penale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso penale presentato contro una condanna per truffa, in quanto i motivi di appello sono risultati privi della necessaria specificità e manifestamente infondati. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dell'entità del danno economico, pari a 5.000 euro, e ritenendo la pena adeguata alla gravità del reato e alla personalità dell'imputato.
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Correlazione tra accusa e sentenza: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per omesso versamento di contributi. La sentenza chiarisce i limiti del principio di correlazione tra accusa e sentenza, specificando che la riqualificazione del reato da continuato a unitario non viola tale principio, essendo anzi favorevole all'imputato. Viene inoltre ribadito che la Cassazione non può riesaminare il merito delle prove e che la non occasionalità della condotta osta all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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