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Art. 131 Bis C.P.

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163 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Appello patteggiamento: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo che l'appello patteggiamento non può contestare il giudizio di responsabilità. Ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., l'impugnazione è limitata a vizi specifici, escludendo quelli sulla motivazione, come la mancata applicazione della non punibilità per tenuità del fatto.
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Particolare tenuità del fatto e dolo: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla corretta valutazione della Corte di merito, che aveva escluso il beneficio a causa dell'elevata intensità del dolo, ritenuta incompatibile con la tenuità dell'offesa.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di appello erano una mera riproduzione di argomenti già valutati e respinti nei gradi di merito, senza sollevare nuove questioni di diritto. La Suprema Corte ha confermato la correttezza della decisione impugnata, comprese le ragioni per cui non è stata applicata la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Art. 131 bis c.p.: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata contro la mancata applicazione dell'art. 131 bis c.p. La Corte ribadisce che le valutazioni sulla tenuità del fatto e sul bilanciamento delle circostanze, se ben motivate, non sono sindacabili in sede di legittimità.
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Art. 131-bis c.p.: Annullamento per mancata valutazione
Una titolare di impresa, condannata per violazioni della sicurezza sul lavoro, ha fatto ricorso in Cassazione. La Corte ha ritenuto inammissibili le censure sulla valutazione delle prove, ma ha accolto il motivo relativo alla mancata analisi della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La sentenza è stata annullata con rinvio, obbligando il giudice a valutare l'applicabilità dell'art. 131-bis c.p., anche in base alle novità più favorevoli della Riforma Cartabia.
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Art. 131-bis e bancarotta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale. La Corte d'Appello, pur riconoscendo l'attenuante del danno di speciale tenuità, aveva omesso di valutare l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), come modificato dalla Riforma Cartabia. La Suprema Corte ha stabilito che tale valutazione è doverosa, anche d'ufficio e per la prima volta in sede di legittimità, e non è preclusa al giudice del rinvio, specialmente quando la motivazione stessa suggerisce una modesta offensività del fatto. La questione su Art. 131-bis e bancarotta viene quindi rimessa a un nuovo esame.
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Inammissibilità del ricorso per censure ripetitive
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato. Le censure proposte erano una mera replica di argomenti già esaminati e respinti dalla Corte d'Appello riguardo la mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p., senza evidenziare vizi logici o giuridici nella decisione impugnata.
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Ricorso inammissibile: quando è mera riproposizione
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 31/05/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna della Corte d'Appello. Il ricorso è stato giudicato una mera riproposizione di motivi già esaminati e respinti, riguardanti la responsabilità per evasione, l'inapplicabilità della tenuità del fatto e il diniego di pene sostitutive. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi erano una mera riproduzione di censure già respinte in appello. La Corte ha confermato la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa dell'intensità del dolo, condannando la ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Inammissibilità ricorso 131 bis: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso basato sulla richiesta di applicazione dell'art. 131 bis c.p. (particolare tenuità del fatto). La decisione si fonda sulla constatazione che il ricorso si limitava a riproporre le medesime censure già vagliate e respinte dalla Corte d'Appello, senza addurre nuovi elementi. Di conseguenza, l'inammissibilità del ricorso 131 bis ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Art. 131-bis: un precedente non fa l’abitualità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per guida senza patente con recidiva nel biennio. La Corte ha chiarito che, ai fini dell'applicazione dell'art. 131-bis c.p., un singolo precedente specifico non è sufficiente a configurare la 'abitualità' della condotta. Tuttavia, lo stesso precedente può essere legittimamente considerato dal giudice, insieme ad altre circostanze, per escludere la particolare tenuità del fatto e negare il beneficio della non punibilità.
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Pene sostitutive: il casellario giudiziale conta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per spaccio, il quale richiedeva l'applicazione delle pene sostitutive. La Corte ha stabilito che, anche dopo la Riforma Cartabia, i precedenti penali e la personalità del reo sono elementi cruciali che il giudice deve valutare per determinare se una pena alternativa al carcere sia effettivamente idonea alla rieducazione del condannato. La decisione sottolinea che non basta l'assenza di ostacoli formali, ma serve una prognosi positiva sulla condotta futura dell'imputato.
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Art. 131-bis c.p.: no se il reato non è occasionale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava l'applicazione dell'Art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto) a causa dei numerosi precedenti specifici dell'imputato, che rendevano il reato non occasionale.
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Inammissibilità ricorso: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna, sottolineando che le valutazioni di merito del giudice precedente, come quelle sulla non applicabilità della tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e sulla personalità dell'imputato, non sono riesaminabili in sede di legittimità se prive di vizi logici evidenti. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: motivi non chiesti in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per il reato previsto dall'art. 642 c.p. La Corte ha stabilito che la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non può essere presentata per la prima volta in sede di legittimità se non è stata sollevata nel giudizio di appello. La sentenza ribadisce il principio secondo cui i motivi di ricorso devono essere specifici e non possono introdurre questioni nuove, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente per la genericità e infondatezza del gravame.
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Inammissibilità ricorso: quando è solo ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di ricorso erano meramente riproduttivi di censure già valutate e respinte nei gradi di merito, in particolare riguardo al diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, motivato dall'intensità del dolo.
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Inammissibilità del ricorso e limiti dell’art. 131-bis
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato, confermando la decisione di merito. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché le censure proposte erano una mera riproposizione di doglianze già esaminate e respinte. La Corte ha sottolineato che la valutazione sull'intensità del dolo, operata dai giudici di merito, impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Art. 131-bis c.p.: No tenuità per reati abituali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa. La decisione si fonda sul principio che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis c.p., non si applica in caso di comportamento abituale. La pregressa commissione di reati della stessa indole da parte dell'imputato è stata considerata ostativa all'applicazione del beneficio, confermando la valutazione del giudice di merito.
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Coltivazione illecita: quando non è per uso personale?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per coltivazione illecita. La Corte ha ritenuto che il numero di piante e la loro collocazione escludessero la destinazione a mero uso personale, confermando la valutazione dei giudici di merito e respingendo le richieste di attenuanti e di applicazione dell'art. 131-bis c.p. a causa della non esiguità del pericolo e dei precedenti penali del ricorrente.
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Gratuito patrocinio: reato abituale e 131-bis
La Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato condannato per omessa comunicazione di variazioni di reddito dopo aver ottenuto il gratuito patrocinio. La Corte ha stabilito che la combinazione di più reati, anche se uno prescritto e altri contestuali, configura il reato abituale, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
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