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Art. 131 Bis C.P.

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163 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Recidiva reiterata: no alla non punibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, confermando che la condizione di recidiva reiterata, aggravata da precedenti condanne, è incompatibile con il beneficio della non punibilità per particolare tenuità del fatto previsto dall'art. 131 bis c.p. Tale condizione, infatti, denota una maggiore riprovevolezza della condotta che osta all'applicazione della norma di favore.
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Art. 131-bis c.p. e evasione: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6216/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione dai domiciliari. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla non applicabilità dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto) da parte del giudice di merito è insindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata, come nel caso di specie, in base alla durata dell'allontanamento e all'intensità del dolo.
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Ricorso inammissibile: genericità dei motivi di appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una condanna per reati legati agli stupefacenti. Il ricorso è stato respinto perché i motivi presentati erano generici, non specifici e, in alcuni casi, legalmente infondati, come la richiesta di bilanciare le circostanze in presenza di recidiva. Questa decisione di ricorso inammissibile ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo dichiara
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello per il reato di evasione. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una mera riproduzione di argomentazioni già esaminate e respinte nei gradi di merito, senza introdurre nuove censure valide. La Corte ha confermato la correttezza della valutazione dei giudici precedenti riguardo il dolo, l'insussistenza dello stato di necessità e l'inapplicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Ricorso inammissibile: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Lecce. La decisione si fonda sulla natura dei motivi di ricorso: uno era una mera replica di censure già respinte, mentre gli altri sono stati giudicati troppo generici, non specificando gli elementi di fatto che avrebbero dovuto portare a una pena minore o all'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi nuovi o generici
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso in materia penale. La decisione si fonda sulla genericità di un motivo e sulla proposizione di un motivo nuovo, non sollevato nei precedenti gradi di giudizio. Questo caso evidenzia il rigore formale richiesto per l'accesso al giudizio di legittimità e le conseguenze dell'inammissibilità ricorso Cassazione, tra cui la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione su stato di necessità
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il ricorso è stato respinto poiché le censure sollevate erano già state adeguatamente esaminate e disattese nei gradi di merito. La Corte ha ritenuto corrette le valutazioni sulla non applicabilità dello stato di necessità e della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.), sottolineando che tali valutazioni di merito, se logicamente motivate, non sono sindacabili in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Art. 131-bis c.p.: Inammissibile se proposto in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis c.p. La Corte ha stabilito che tale motivo non può essere sollevato per la prima volta nel giudizio di legittimità se non è stato precedentemente presentato alla Corte d'Appello, confermando la condanna e le spese processuali a carico del ricorrente.
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Inammissibilità ricorso 131-bis: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso 131-bis presentato da un imputato. La decisione si fonda sulla genericità del ricorso, sulla presenza di precedenti penali e sulla violazione di misure preventive, che ostacolano l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Inammissibilità ricorso: il caso del furto e recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione di un imputato condannato per furto. I motivi, basati su prescrizione e tenuità del fatto, sono stati ritenuti manifestamente infondati a causa della recidiva specifica e dei precedenti penali, che hanno impedito sia l'estinzione del reato sia l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Inammissibilità ricorso: resistenza a pubblico ufficiale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi sono stati giudicati una mera riproposizione di argomentazioni già respinte nel merito e manifestamente infondati. La Corte ha confermato la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa della gravità della condotta e dell'intensità del dolo. L'inammissibilità ricorso comporta la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Napoli. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano meramente riproduttivi di censure già respinte nei precedenti gradi di giudizio, una pratica non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione, poiché i motivi erano una mera riproduzione di censure già respinte nei precedenti gradi di giudizio. La Corte ha stabilito che la valutazione dei giudici di merito era giuridicamente corretta e priva di vizi logici. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di appello erano una mera ripetizione di argomentazioni già esaminate e respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza sollevare nuove questionerie di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è negata?
Un soggetto ricorre in Cassazione avverso una sentenza di condanna per il reato di evasione, invocando la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte Suprema dichiara l'inammissibilità del ricorso Cassazione, confermando la decisione dei giudici di merito. La motivazione si fonda sulla gravità oggettiva del reato e sull'intensità del dolo, elementi che ostacolano l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, poiché i motivi addotti (carenza di motivazione e violazione degli artt. 129 e 131 bis c.p.) non rientrano tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. per impugnare una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati dall'imputato erano una mera riproposizione di censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. La decisione conferma che il ricorso per legittimità non può essere utilizzato per un nuovo esame del merito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: art. 131 bis c.p.
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla natura meramente ripetitiva dei motivi di ricorso, già esaminati e respinti nei gradi di merito. La Corte ha inoltre confermato l'incompatibilità dell'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.) con l'intensità del dolo riscontrata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Art. 131-bis c.p.: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che contestava la mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. sulla particolare tenuità del fatto. La Corte ha ribadito che, per negare tale beneficio, è sufficiente che manchi anche uno solo dei due requisiti (tenuità dell'offesa e non abitualità del comportamento), senza che il giudice debba esaminare tutti gli elementi di valutazione. Il ricorso, ritenuto generico e manifestamente infondato, ha comportato la condanna del ricorrente alle spese e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto aggravato. La decisione si fonda sulla natura puramente reiterativa dei motivi d'appello, che non si confrontavano criticamente con la sentenza impugnata. La Corte ha confermato la corretta valutazione della credibilità della persona offesa e la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa dei precedenti specifici dell'imputato.
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