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Abitualità Della Condotta

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147 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: genericità del motivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché il motivo addotto era generico. L'appellante contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma si era limitato a un mero dissenso senza affrontare le argomentazioni della Corte d'Appello, che aveva basato la sua decisione sull'abitualità della condotta. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato impossibile: punibile il furto in un garage vuoto?
Una donna, sorpresa a rovistare in un garage con l'intento di rubare, si difende sostenendo la tesi del reato impossibile, dato che nel locale non c'era nulla da asportare. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che si tratta di un tentativo di furto punibile. La valutazione va fatta 'ex ante': l'azione di entrare in un garage per rubare è di per sé idonea, e la mancanza accidentale dell'oggetto non rende il reato impossibile.
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Indebito utilizzo carte: inammissibile il ricorso
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per indebito utilizzo carte di credito. La Corte ha confermato la decisione di merito, escludendo la tenuità del fatto a causa dei precedenti specifici e l'attenuante del danno patrimoniale per la natura plurioffensiva del reato, che lede la fede pubblica.
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Tettoia senza permesso: quando è reato edilizio?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un cittadino che aveva realizzato una tettoia senza permesso. La sentenza chiarisce che tale opera, quando modifica la sagoma dell'edificio principale, costituisce un abuso edilizio e richiede il permesso di costruire. La Corte ha inoltre respinto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dei precedenti specifici dell'imputato, confermando che una tettoia senza permesso integra il reato previsto dalla legge.
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Abitualità della condotta: quando si applica il 131-bis
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna, specificando che due violazioni degli arresti domiciliari, commesse in un breve lasso di tempo per recarsi al tabacchi di fronte, non integrano il requisito della "abitualità della condotta". Tale abitualità, che impedisce l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), richiede la commissione di almeno altri due illeciti della stessa indole. Il caso è stato rinviato alla Corte d'appello per una nuova valutazione.
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Parcheggiatore abusivo: quando è reato abituale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un parcheggiatore abusivo, condannato per esercizio non autorizzato dell'attività. La Corte ha stabilito che la presenza di una precedente sanzione definitiva per la stessa violazione rende la condotta 'abituale', escludendo così la possibilità di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis del codice penale.
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Parcheggiatore abusivo: Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per l'esercizio dell'attività di parcheggiatore abusivo. La condanna era scaturita dalla recidiva, essendo stato già sanzionato per la medesima violazione. La Corte ha ritenuto infondati i motivi del ricorso, sottolineando l'abitualità della condotta che impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e confermando la responsabilità penale dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e abitualità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. I motivi sono stati giudicati generici e ripetitivi, e la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa della abitualità della condotta della ricorrente, già condannata per reati simili. La declaratoria di inammissibilità ha comportato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Art. 131-bis: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. è stata respinta poiché l'imputato si è limitato a contestare la valutazione della sua abitualità nel commettere reati, senza però allegare uno specifico travisamento delle risultanze del casellario giudiziale. Di conseguenza, è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: abitualità e censure generiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, considerati una mera riproposizione di censure già respinte, e sull'abitualità della condotta che impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La dichiarazione di ricorso inammissibile ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso resistenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per resistenza. I motivi sono stati giudicati generici e ripetitivi di censure già respinte in appello. La Corte ha confermato l'inapplicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa della condotta abituale del ricorrente, condannandolo al pagamento delle spese e di una sanzione. Il caso evidenzia l'importanza di formulare motivi di ricorso specifici per evitare l'inammissibilità ricorso resistenza.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la vendita di supporti audiovisivi illegali. L'imputato chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma la Corte ha confermato che le sue numerose condanne precedenti per lo stesso reato configurano un'abitualità della condotta che osta all'applicazione di tale beneficio, rendendo il ricorso infondato.
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Inammissibilità ricorso DASPO: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un soggetto condannato per la violazione delle prescrizioni di un DASPO. L'appello si basava su una presunta errata valutazione delle prove, ma la Corte ha stabilito che si trattava di mere doglianze di fatto, non consentite in sede di legittimità. Di conseguenza, è stata confermata la condanna e la valutazione di abitualità della condotta, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria per il ricorrente.
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Abitualità della condotta: niente 131 bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. La decisione si fonda sulla abitualità della condotta, dimostrata da tre precedenti condanne per lo stesso reato, che osta al riconoscimento sia della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.) sia delle circostanze attenuanti generiche.
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Precedenti penali: no a sconti di pena e benefici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando che i numerosi precedenti penali ostacolano l'applicazione di benefici quali la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), le attenuanti generiche e le pene sostitutive. La Corte ha sottolineato come la valutazione dei precedenti penali sia decisiva per negare tali istituti, in quanto indice di abitualità della condotta e di una prognosi negativa sulla rieducazione del condannato.
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Reddito di cittadinanza: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una donna condannata per aver omesso di dichiarare la detenzione del coniuge in due domande per il reddito di cittadinanza. I motivi del ricorso sono stati ritenuti aspecifici e non in grado di contestare adeguatamente la motivazione della Corte d'Appello, che aveva già evidenziato l'abitualità della condotta e l'entità non irrisoria del profitto illecito.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa di un precedente penale e della gravità del danno, inteso non solo come perdita economica ma anche come disagio per la sottrazione di documenti personali. La Corte ha sottolineato che l'abitualità della condotta e l'entità del danno complessivo sono elementi decisivi per escludere il beneficio.
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Particolare tenuità del fatto e recidiva specifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato stradale, che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si basa sulla presenza di due precedenti condanne per lo stesso reato, elemento che configura una 'abitualità della condotta' ostativa al riconoscimento del beneficio.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per violazione di un provvedimento giudiziario. L'appello è stato ritenuto una mera riproposizione di questioni di fatto, già correttamente valutate in precedenza. La Corte ha inoltre confermato l'impossibilità di applicare la causa di non punibilità per tenuità del fatto, data l'abitualità della condotta del ricorrente, già condannato otto volte per lo stesso reato.
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Particolare tenuità del fatto: no con precedenti
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di alterazione. La Corte ha confermato che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non si applica in presenza di precedenti penali specifici, che configurano un'abitualità della condotta. Similmente, i precedenti hanno giustificato il diniego delle attenuanti generiche.
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