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Abitualità Della Condotta

147 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La ripetizione nel tempo di comportamenti illeciti, che impedisce di considerare il fatto come isolato o di lieve entità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Particolare tenuità del fatto: la recidiva blocca il beneficio
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione per ottenere la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile per due ragioni fondamentali. In primo luogo, la richiesta rappresentava un motivo nuovo, mai presentato nel precedente giudizio di appello. In secondo luogo, i giudici hanno evidenziato la presenza della recidiva a carico del soggetto, elemento che dimostra la natura abituale del comportamento illecito. Di conseguenza, la Corte ha rigettato l'istanza e ha condannato l'Imputato al pagamento delle spese del processo e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto negata a chi ha precedenti penali
L'Imputato ricorre in Cassazione contestando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto in un processo per falsa attestazione a pubblico ufficiale. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile perché generico. I giudici evidenziano che l'imputato ha ignorato la motivazione della sentenza precedente, la quale aveva già escluso la particolare tenuità del fatto a causa dell'abitualità della condotta, comprovata da due precedenti condanne per truffa. L'Imputato perde il ricorso ed è condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Tentato Furto e Particolare Tenuità: La Cassazione e i Carichi Pendenti
L'Imputata, condannata in primo grado per tentato furto di bevande alcoliche (valore €30), è stata assolta in appello per la particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.). La Corte d'Appello ha ritenuto il valore esiguo e non ha considerato le dichiarazioni generiche della gerente del supermercato su precedenti furti. Il Procuratore Generale ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo l'abitualità della condotta dell'Imputata, basandosi anche su un certificato di carichi pendenti non prodotto in giudizio. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione della tenuità del fatto non può basarsi su elementi non accertati giudizialmente.
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Evasione e 131-bis: quando la tenuità del fatto prevale sulla condanna
Un Lavoratore, agli arresti domiciliari per reati di droga, si allontana per pochi metri dalla sua abitazione. La Corte d'Appello conferma la condanna per evasione, negando la non punibilità per tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.). La Corte d'Appello ritiene la condotta abituale a causa di un precedente e della propensione a delinquere. La Cassazione annulla questa decisione. Essa chiarisce che l'abitualità richiede almeno tre illeciti della stessa indole, non bastando un solo precedente o la recidiva. La sentenza rinvia il caso per un nuovo giudizio, affermando che la tenuità del fatto deve essere valutata correttamente.
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Molestie Abituali: la Particolare Tenuità del Fatto non Salva dalla Condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una persona condannata per diffamazione e molestie. L'Imputata contestava la mancata applicazione della 'particolare tenuità del fatto', una causa di non punibilità. La Corte ha chiarito che questa non si applica al reato di molestie quando la condotta è ripetuta o abituale. La sentenza ha quindi confermato la condanna, stabilendo che l'abitualità del comportamento impedisce di considerare il fatto di minima gravità. Il ricorso dell'Imputata è stato rigettato, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di difesa della parte civile.
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Particolare tenuità del fatto: esclusa con precedenti penali
Un imputato accusato del reato di evasione ha presentato ricorso per ottenere il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha respinto l'impugnazione dichiarandola inammissibile. I giudici hanno chiarito che i numerosi precedenti penali per violazione delle misure di prevenzione dimostrano la chiara abitualità della condotta del soggetto. La presenza di reati della stessa indole impedisce di considerare l'evasione un comportamento isolato od occasionale. L'imputato perde la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese di giudizio oltre a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Precedenti Bloccano la Difesa
Il Ricorrente ha presentato un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello che lo condannava. I suoi motivi riguardavano la sussistenza del reato, l'applicazione dell'Art. 131-bis c.p. (esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto) e le circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Ha ritenuto che i motivi fossero generici o infondati. In particolare, ha escluso lo stato di necessità per dolori addominali e ha negato l'applicazione dell'Art. 131-bis c.p. a causa dell'abitualità della condotta del Ricorrente, desunta da precedenti penali. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Spaccio e particolare tenuità del fatto: la Cassazione
Un imputato, sorpreso in un noto luogo di spaccio con dieci dosi di cocaina, ha richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Appello ha respinto l'istanza evidenziando la gravità del contesto, la mancanza di fonti lecite di reddito e la presenza di precedenti penali specifici nel quinquennio. L'uomo ha proposto ricorso per cassazione contestando la valutazione sull'abitualità della condotta e sulla recidiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché le censure riproducevano genericamente argomenti già esaminati e superati. I giudici hanno confermato che i precedenti di polizia e le modalità concrete dello spaccio escludono l'occasionalità dell'illecito, condannando il ricorrente alle spese e a una sanzione di tremila euro.
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Non Punibilità per Tenuità del Fatto: Abitualità Preclude il Beneficio
Un Individuo è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale e mancata identificazione. Ha proposto ricorso in Cassazione, chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sostenendo che il suo comportamento non fosse abituale e l'offesa minima. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica, data l'abitualità della condotta dell'Individuo, desunta dai suoi numerosi precedenti penali. L'Individuo dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Furto di Scarpe: Quando la ‘Non Punibilità per Particolare Tenuità del Fatto’ è Riconosciuta?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due imputati condannati per furto di scarpe. Per la Ricorrente, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza, chiedendo di rivalutare la 'non punibilità per particolare tenuità del fatto' (art. 131-bis c.p.), poiché la precedente Corte d'Appello aveva erroneamente valutato l'abitualità della condotta. Per il Coimputato, il ricorso è stato dichiarato inammissibile: sia per la mancata applicazione della 'non punibilità per particolare tenuità del fatto' a causa di precedenti specifici, sia per una nullità procedurale non eccepita tempestivamente. Il Coimputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Falsa identità per 15 anni: esclusa la particolare tenuità del fatto
L'Imputato ha fornito false generalità durante un controllo di polizia, esibendo patente e carta d'identità italiane ottenute con documenti bulgari contraffatti. L'uomo ha utilizzato questa identità fittizia per quindici anni continuativi. Condannato per false dichiarazioni sull'identità, il ricorrente ha chiesto l'assoluzione invocando la particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta e dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno sottolineato l'abitualità della condotta e la notevole efficacia criminosa del piano durato tre lustri. L'Imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali oltre a tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Evasione e abitualità: ricorso inammissibile, nessuna non punibilità
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una condanna per evasione. La Corte d'Appello aveva negato l'applicazione della causa di non punibilità (Art. 131-bis cod. pen.) a causa dell'abitualità della condotta del Lavoratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I motivi presentati dal Lavoratore erano già stati esaminati e respinti dai giudici precedenti. La Corte ha confermato che l'abitualità della condotta impediva la non punibilità per evasione, condannando il Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Omesso versamento IVA: Crisi aziendale non giustifica l’abitualità del reato
Un Imprenditore ha presentato ricorso contro una condanna per omesso versamento IVA, giustificando il mancato pagamento con una crisi di liquidità e chiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha respinto l'argomento della forza maggiore perché non rientrava nelle questioni di diritto. Ha negato la particolare tenuità del fatto a causa della sua abitualità nel commettere reati simili, avendo già due precedenti condanne. L'Imprenditore dovrà pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: il reato estinto non fa ostacolo
Un cittadino imputato per cessione di hashish di lieve entità si è visto negare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto dalla Corte di Appello. I giudici territoriali hanno considerato abituale il suo comportamento a causa di un precedente penale iscritto nel certificato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della difesa. Il precedente penale richiamato risultava infatti estinto a seguito del buon esito della messa alla prova. La Suprema Corte ha riaffermato un principio fondamentale: l'estinzione del reato annulla ogni effetto penale. Pertanto, un fatto estinto non può dimostrare l'abitualità della condotta. I giudici di legittimità hanno annullato la sentenza limitatamente all'applicazione dell'articolo 131-bis del codice penale e hanno rinviato la causa ad un'altra sezione della Corte di Appello per una nuova valutazione.
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Particolare tenuità del fatto: negata per furto pluriaggravato
L'Imputato ricorre in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto per una condanna relativa al reato di furto pluriaggravato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per due ragioni fondamentali. In primo luogo, il reato di furto pluriaggravato prevede una pena edittale minima che supera i limiti stabiliti dalla legge per applicare tale beneficio. In secondo luogo, difetta il requisito della non abitualità del comportamento, evidenziato dai numerosi precedenti penali specifici dell'imputato. Di conseguenza, il Giudice conferma la condanna e sanziona il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende.
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Particolare tenuità del fatto: negata a chi vive di illeciti
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di applicazione dell'istituto della particolare tenuità del fatto avanzata da un imputato davanti al Giudice di Pace. Il giudice di merito aveva negato il beneficio a causa della non occasionalità della condotta, comprovata da un precedente arresto per spaccio e dall'assenza di un lavoro lecito, elementi che dimostrano il sostentamento abituale tramite proventi illeciti. I Supremi Giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile poiché la difesa chiedeva una nuova valutazione dei fatti, attività vietata in sede di legittimità. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto esclusa da condanne precedenti
Un imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la condanna d'appello per ottenere il riconoscimento della causa di non punibilità. L'interessato chiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto per evitare la sanzione penale. I giudici di merito avevano già escluso tale beneficio a causa dei precedenti specifici per evasione e violazione delle misure di prevenzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici supremi hanno accertato che i precedenti penali dimostrano l'abitualità della condotta delittuosa. Tale serialità impedisce per legge di considerare l'illecito di minima gravità. Il ricorrente deve quindi scontare la pena inflitta, oltre a pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Tentato furto e precedenti: esclusa la tenuità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un imputato per il reato di tentato furto, rigettando integralmente il ricorso proposto dalla difesa. Il ricorrente chiedeva l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto e la concessione delle attenuanti generiche. I giudici hanno chiarito che i numerosi precedenti per reati contro il patrimonio dimostrano l'abitualità della condotta, escludendo ogni ipotesi di lieve entità. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato l'imputato alle spese e a una sanzione di tremila euro.
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Reato di evasione: la finta urgenza medica non evita la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di evasione. L'imputato aveva giustificato l'allontanamento invocando uno stato di necessità putativo per motivi di salute. I giudici hanno respinto la tesi poiché l'uomo avrebbe potuto richiedere l'intervento del personale sanitario tramite le forze dell'ordine preposte ai controlli, rendendo il pericolo altrimenti evitabile. Inoltre, la Suprema Corte ha confermato il diniego della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche a causa dei numerosi precedenti penali specifici dell'uomo, che dimostrano un'abitualità nel delinquere e la gravità della condotta. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto: negata a chi ha precedenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino contro la sentenza della Corte di Appello. Il ricorrente contestava l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione dei gradi precedenti, rilevando che la condotta non poteva considerarsi occasionale. La presenza di molteplici procedimenti penali, sia pendenti sia già definiti a carico dell'imputato, dimostra infatti un'abitualità nel commettere reati. Di conseguenza, la Cassazione ha rigettato il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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