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Abitualità Della Condotta

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147 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Archiviazione tenuità del fatto: l’impugnazione
La Corte di Cassazione analizza l'impugnazione di un'ordinanza di archiviazione per tenuità del fatto. Un indagato, già destinatario di un provvedimento simile e con un altro procedimento in corso, ricorre sostenendo il proprio interesse a evitare la qualifica di 'soggetto abituale'. La Corte riconosce l'interesse ad agire, ma dichiara il ricorso inammissibile nel merito, chiarendo che la sanatoria paesaggistica ottenuta tardivamente non estingue il reato edilizio contestato (art. 44 d.P.R. 380/2001), ma solo l'illecito paesaggistico.
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Ricorso inammissibile: motivi e conseguenze legali
Un imprenditore, condannato per bancarotta documentale semplice, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della genericità di un motivo e della manifesta infondatezza dell'altro, relativo alla richiesta di sostituzione della pena senza procura speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per merce contraffatta: Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il commercio di prodotti con marchi falsificati. I motivi del ricorso sono stati giudicati una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello, quindi non specifici. La Corte ha confermato la decisione precedente, che aveva escluso la particolare tenuità del fatto a causa delle modalità e dell'abitualità della condotta, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Particolare tenuità del fatto: quando è inapplicabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla valutazione dei precedenti penali dell'imputato, che, indicando un'abitualità nella condotta e la presenza di reati violenti, sono stati ritenuti ostativi alla concessione del beneficio, confermando la valutazione del giudice di merito.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è abitualità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis c.p., non può essere applicata quando l'imputato ha precedenti penali specifici e recenti, poiché ciò indica un'abitualità della condotta che osta alla concessione del beneficio.
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Abitualità della condotta: no a 131-bis c.p.
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una condanna per evasione. La Corte ha stabilito che l'abitualità della condotta, dimostrata da precedenti specifici, impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), confermando la condanna.
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Truffa contrattuale online: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa contrattuale online. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, sulla mera ripetizione di argomentazioni già respinte e sulla corretta esclusione di attenuanti e cause di non punibilità a fronte di una condotta abituale. Viene ribadito che la vendita online senza successiva consegna del bene integra il reato di truffa.
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Ricorso inammissibile: motivi aspecifici e reiterati
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi sono stati giudicati generici, ripetitivi di doglianze già esaminate e infondati. In particolare, è stata confermata l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa della condotta abituale del ricorrente, desunta da precedenti condanne. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Abitualità della condotta: furto e art. 131 bis c.p.
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa dell'abitualità della condotta dell'imputato, un fattore ostativo che la Corte ha ritenuto correttamente valutato dai giudici di merito.
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Ricorso inammissibile: precedenti e identificazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto pluriaggravato. L'imputato contestava l'identificazione e chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto l'identificazione certa, basata sulla conoscenza diretta dell'agente di P.G. e solo secondariamente confermata da una foto sul profilo social dell'imputato. Inoltre, gli undici precedenti penali per furto sono stati considerati ostativi alla concessione di qualsiasi beneficio, dimostrando l'abitualità della condotta.
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Tenuità del fatto: esclusa per precedenti penali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa dei numerosi precedenti penali specifici, considerati indicativi di abitualità della condotta e pericolosità sociale, elementi ostativi al riconoscimento del beneficio.
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Ricorso generico inammissibile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, definendolo un ricorso generico. La Corte ha stabilito che un'impugnazione non può limitarsi a mere asserzioni, ma deve contestare specificamente le ragioni della sentenza precedente. La decisione ribadisce anche che la presenza di numerosi precedenti penali può legittimamente impedire il riconoscimento di attenuanti e della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile riproporre le stesse doglianze già respinte in appello o contestare in modo generico la pena. La decisione sottolinea che l'abitualità del reato, desunta da precedenti, osta all'applicazione dell'art. 131-bis c.p. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria, confermando che il ricorso per cassazione deve basarsi su vizi specifici della sentenza impugnata e non su una generica rivalutazione dei fatti.
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Abitualità della condotta: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di condanna. La difesa mirava all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha respinto la richiesta, sottolineando come l'abitualità della condotta del soggetto, comprovata da sette precedenti condanne per reati simili, costituisca un ostacolo insormontabile per l'applicazione di tale beneficio, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Stato di necessità e furto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per furto. L'imputato sosteneva di aver agito per stato di necessità e richiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha respinto entrambe le argomentazioni, sottolineando che la presenza di numerosi precedenti specifici ostacolava il beneficio della tenuità e che lo stato di necessità richiede una prova rigorosa, non una mera affermazione di indigenza.
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Detenzione sostanze stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la detenzione di sostanze stupefacenti (nandrolone). La finalità di spaccio è stata confermata da vari elementi, come l'assenza di prescrizione medica, una nota indicante un destinatario e il tentativo di occultare la merce. Inammissibile anche la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto, a causa della abitualità della condotta del ricorrente, desunta da precedenti condanne.
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Abitualità della condotta: no a tenuità del fatto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore che invocava la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha confermato la decisione del tribunale, che aveva escluso tale beneficio a causa dell'abitualità della condotta, desunta dalla violazione ripetuta di un ordine di sospensione dell'attività e dal continuo impiego di lavoratori irregolari. L'abitualità della condotta è stata quindi ritenuta incompatibile con il requisito della tenuità del fatto.
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Particolare tenuità e spaccio: no se c’è abitualità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. L'imputato chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma la Corte ha confermato la decisione di merito. La presenza di precedenti specifici, infatti, configura l'abitualità della condotta, un elemento che per legge osta al riconoscimento della particolare tenuità del fatto, specialmente in contesti di allarme sociale come lo spaccio da strada.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione spiega il perché
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per la violazione di una misura di prevenzione. La Corte ha stabilito che l'appello era in parte riproduttivo di censure già respinte e in parte basato su motivi non sollevati in precedenza. È stata confermata la valutazione di pericolosità sociale del soggetto, escludendo l'applicazione di attenuanti o della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della sua abitualità a delinquere.
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Abitualità condotta: no a tenuità del fatto con precedenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla conclamata abitualità della condotta del soggetto, desumibile da tredici precedenti condanne per reati della stessa indole (furto), che osta all'applicazione del beneficio.
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