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Abitualità Della Condotta

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147 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi erano una mera ripetizione di quelli d'appello, non una critica specifica alla sentenza. Inoltre, ha confermato il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa dell'abitualità della condotta illecita dell'imputato, evidenziata da precedenti condanne.
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Parcheggiatore abusivo: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per l'esercizio dell'attività di parcheggiatore abusivo. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e manifestamente infondati. La Corte ha ribadito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica in caso di comportamento abituale, come nel caso di specie, dove l'imputato aveva precedenti specifici. La sentenza chiarisce inoltre che un ricorso inammissibile impedisce di esaminare l'eventuale prescrizione del reato maturata dopo la sentenza d'appello.
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Occupazione abusiva: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per l'occupazione abusiva di un alloggio popolare. La Corte ha ritenuto irrilevante un'errata indicazione del numero di interno dell'immobile e ha negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), evidenziando che la stabilità e la durata prolungata dell'occupazione configurano un'abitualità della condotta che osta alla concessione del beneficio.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e volti a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la pena, negando l'applicazione di attenuanti a causa della persistente inclinazione a delinquere e dell'abitualità della condotta del ricorrente.
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Reato di evasione: inammissibile ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici, sia sulla responsabilità che sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), negata a causa della condotta abituale dell'imputato.
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Inammissibilità ricorso: no 131-bis condotta abituale
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per violenza e oltraggio a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi e conferma che la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non si applica in caso di 'condotta abituale', desunta da precedenti penali specifici. Viene quindi sottolineata la cruciale importanza della specificità nell'impugnazione.
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Guida senza patente: no a tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis del codice penale, non è applicabile al reato di guida senza patente. La Corte ha chiarito che tale reato, per sua stessa natura, presuppone una condotta reiterata (recidiva nel biennio), caratteristica che lo rende incompatibile con il requisito della non abitualità richiesto per l'applicazione della tenuità del fatto. La sentenza di assoluzione del Tribunale è stata quindi annullata con rinvio.
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Particolare tenuità del fatto: esclusa se abituale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per particolare tenuità del fatto nei confronti di un soggetto che aveva indebitamente percepito il reddito di cittadinanza per 19 mesi. La Corte ha stabilito che sia l'importo percepito (€9.418,58) sia i precedenti penali dell'imputato per reati della stessa indole ostacolano l'applicazione del beneficio, in quanto la condotta non può essere considerata né tenue né non abituale.
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Abitualità della condotta e art. 131 bis: il no della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e genericità del ricorso, sottolineando come l'abitualità della condotta, desumibile da plurimi precedenti specifici, sia di per sé ostativa all'applicazione del beneficio previsto dall'art. 131 bis c.p.
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Abitualità della condotta e art. 131-bis: i limiti
Un imputato per spaccio di stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che i precedenti reati della stessa indole, anche se uniti dal vincolo della continuazione, configurano l'abitualità della condotta, un elemento che osta all'applicazione del beneficio previsto dall'art. 131-bis del codice penale.
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Abitualità della condotta: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa. La decisione si fonda principalmente sulla accertata abitualità della condotta, desunta da precedenti condanne specifiche, che osta al riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. L'ordinanza evidenzia anche vizi procedurali negli altri motivi di ricorso, rendendoli manifestamente infondati.
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Abitualità della condotta: quando è negato l’art. 131-bis
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sul concetto di abitualità della condotta, desunta dalla reiterazione di reati della stessa indole in un breve arco temporale e dai precedenti giudiziari del ricorrente. La Corte ha ritenuto che tale comportamento escluda la possibilità di applicare il beneficio previsto dall'art. 131-bis del codice penale.
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Tenuità del fatto: no a 13 violazioni sicurezza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per particolare tenuità del fatto nei confronti di un datore di lavoro accusato di tredici violazioni della normativa antinfortunistica. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha errato nel non valutare adeguatamente se la pluralità di reati della stessa indole costituisse un comportamento abituale, ostativo all'applicazione del beneficio, richiedendo una motivazione più approfondita e concreta.
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Dichiarazioni predibattimentali: la base della condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per furto e lesioni, basata principalmente sulle dichiarazioni predibattimentali della vittima. La Corte ha ribadito che tali dichiarazioni sono utilizzabili come prova esclusiva se attentamente vagliate nella loro credibilità. È stata inoltre confermata l'impossibilità di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della condotta abituale dell'imputato, desunta da precedenti penali specifici.
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Particolare tenuità del fatto e reati tributari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente condannato per omessa dichiarazione fiscale. La richiesta di applicare la non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa dell'elevato importo dell'imposta evasa, che superava notevolmente la soglia di punibilità, e dell'abitualità della condotta, dimostrata da precedenti violazioni fiscali. La sentenza sottolinea che la gravità del fatto e la tendenza a delinquere dell'imputato sono criteri decisivi per escludere il beneficio.
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Causa di non punibilità: no se la condotta è abituale
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per reati ambientali. Viene esclusa la causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. a causa della condotta abituale, provata da quattro episodi illeciti, e della significativa offensività del fatto, legata alla natura e quantità dei rifiuti.
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Reddito di cittadinanza: sanzioni penali e abrogazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che l'abrogazione della norma non cancella le sanzioni penali per i fatti commessi in precedenza e ha negato la non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della condotta abituale degli imputati.
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Particolare tenuità del fatto: limiti e contraddittorio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per particolare tenuità del fatto, emessa nei confronti di un imputato per falsificazione di patente e guida senza licenza. Il Tribunale di primo grado non aveva considerato la condotta abituale dell'imputato, già condannato per reati simili, e aveva omesso la motivazione su uno dei capi d'accusa. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione della particolare tenuità del fatto richiede un'analisi complessa di tutti gli aspetti della condotta, inclusa l'abitualità, e ha rinviato il caso per un nuovo giudizio che garantisca il pieno contraddittorio tra le parti.
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Omesso versamento contributi: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per l'omesso versamento contributi previdenziali. La Corte ha ritenuto la condotta abituale e il danno significativo, escludendo così la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e le attenuanti.
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Abitualità della condotta: quando esclude la tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa dell'abitualità della condotta del soggetto, comprovata da numerosi precedenti penali specifici. La Corte ha ribadito che tale condizione costituisce un requisito ostativo che preclude l'accesso al beneficio, a prescindere dalla gravità del singolo episodio.
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