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Abitualità Della Condotta

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147 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Atti persecutori: anche le lesioni fisiche integrano lo stalking
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per atti persecutori a carico di un uomo che aveva molestato e aggredito fisicamente l'ex coniuge. L'imputato sosteneva che una lesione fisica non potesse rientrare nel concetto di 'molestia' richiesto dal reato di stalking. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un principio fondamentale: anche le lesioni personali volontarie rientrano a pieno titolo tra le condotte che possono integrare il reato di atti persecutori. Questo perché la violenza fisica rappresenta una forma grave di interferenza nella vita della vittima, capace di generare un clima intimidatorio e di compromettere la sua serenità, elementi centrali dello stalking. La condanna è stata quindi resa definitiva.
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Spacciatore abituale: niente sconto per particolare tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha negato l'applicazione della particolare tenuità del fatto a un imputato condannato per spaccio. La decisione si basa sui numerosi precedenti penali e sulla sua 'fama' di spacciatore, elementi che dimostrano una chiara abitualità nel commettere reati. Secondo i giudici, questa condizione è incompatibile con il carattere di occasionalità richiesto per beneficiare della non punibilità. Il ricorso dell'imputato è stato quindi dichiarato inammissibile, confermando che un passato criminale consolidato impedisce di considerare l'offesa come un episodio isolato e di lieve entità.
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Abitualità dello Spaccio: Condanna Anche con Poca Droga
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di un individuo, nonostante la modesta quantità di droga sequestrata (2,31 gr di crack). La decisione si fonda sul principio dell'abitualità dello spaccio, dimostrata da vari elementi: il possesso di numerose banconote, un cellulare con doppia SIM e, soprattutto, le dichiarazioni di un acquirente su precedenti acquisti. I giudici hanno stabilito che questi fattori, nel loro insieme, delineano un'attività criminale non occasionale, impedendo così il riconoscimento di qualsiasi attenuante o della particolare tenuità del fatto. L'appello dell'imputato è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Bici rubata fuori dal negozio? È furto aggravato da esposizione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo accusato di furto aggravato da esposizione a pubblica fede per aver sottratto una bicicletta elettrica esposta fuori da un negozio. L'imputato sosteneva che la bici non fosse realmente esposta alla fede pubblica e che il fatto fosse di lieve entità. I giudici hanno respinto entrambe le tesi. Hanno chiarito che esporre un bene per la vendita, anche temporaneamente, rientra nell'aggravante. Inoltre, hanno escluso la non punibilità per la lieve entità del fatto a causa dei numerosi precedenti penali dell'uomo, che indicavano una sua 'abitualità' a delinquere. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva.
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Abitualità della condotta: niente sconti per chi delinque spesso
Un soggetto, già condannato tre volte per ricettazione, viene nuovamente processato per lo stesso reato. La sua richiesta di non punibilità per la particolare tenuità del fatto viene respinta. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo un principio chiaro: l'abitualità della condotta, provata dai precedenti specifici, impedisce l'applicazione del beneficio. Chi delinque in modo seriale manifesta una pericolosità sociale che rende la sua condotta non 'tenue', anche se il singolo episodio potrebbe sembrarlo. L'appello viene quindi dichiarato inammissibile e la condanna confermata.
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Trasporto rifiuti: condanna annullata per particolare tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per trasporto illecito di 2150 kg di rifiuti ferrosi. L'imputato, incensurato, aveva richiesto l'applicazione della non punibilità per 'particolare tenuità del fatto'. La Corte d'Appello aveva negato il beneficio, sostenendo che la condotta fosse 'abituale' senza però fornire alcuna prova. La Cassazione ha stabilito che un singolo episodio, anche se significativo, non basta a dimostrare l'abitualità del reato. La motivazione del giudice precedente è stata giudicata 'apparente', cioè priva di un reale fondamento logico. Il caso è stato quindi rinviato per una nuova valutazione che tenga conto di questo principio.
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Speciale tenuità del fatto: no al beneficio se il reato è abituale
Un imputato, condannato per tentato furto, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione chiedendo l'applicazione della non punibilità per speciale tenuità del fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici precedenti. Il motivo del rigetto risiede nel fatto che l'appello era una semplice ripetizione di argomenti già respinti. Inoltre, la Corte ha ribadito che la condotta abituale dell'imputato e i suoi precedenti penali impedivano a priori la concessione del beneficio della speciale tenuità del fatto. L'imputato è stato quindi condannato a pagare le spese processuali e un'ulteriore sanzione pecuniaria.
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Abitualità della condotta: niente sconti per chi viola la sorveglianza
Un uomo sottoposto a sorveglianza speciale viola l'obbligo di soggiorno e viene condannato. In Cassazione, chiede l'applicazione della 'particolare tenuità del fatto' per evitare la pena. La Corte rigetta il ricorso, stabilendo un principio chiaro: i precedenti penali gravi dimostrano una 'abitualità della condotta' che è ostativa al riconoscimento di questo beneficio. Anche se il singolo fatto è di lieve entità, la storia criminale del soggetto impedisce sconti di pena. L'imputato perde quindi il ricorso e la sua condanna diventa definitiva.
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Particolare tenuità del fatto: No sconti per lo spaccio abituale
Un imputato, già condannato in passato per reati di droga, è stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti già suddivise in dosi. L'imputato ha chiesto l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che questo beneficio non può essere concesso. La decisione si basa su due motivi: la preparazione delle dosi indica un'offensività non trascurabile e, soprattutto, i precedenti penali specifici dimostrano un'abitualità nel commettere il reato. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna confermata.
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Particolare tenuità del fatto: No al beneficio se il reato è abituale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici hanno confermato la decisione precedente, sottolineando che il beneficio non può essere concesso. La motivazione si basa su due elementi chiave: l'abitualità della condotta dell'imputato e la non scarsa rilevanza del reato in termini di disvalore sociale. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e l'imputato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Abitualità della condotta: niente sconti per truffe ripetute
Un imputato, condannato per truffa, si rivolge alla Corte di Cassazione chiedendo di non essere punito in virtù della particolare tenuità del fatto. La Corte respinge il ricorso, stabilendo un principio chiaro: la non punibilità non si applica quando emerge l'abitualità della condotta. La reiterazione di comportamenti truffaldini e la personalità negativa dell'imputato dimostrano una tendenza a delinquere che osta alla concessione del beneficio. La condanna diventa quindi definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Particolare tenuità del fatto: no al beneficio con precedenti penali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per spaccio di stupefacenti. L'imputato aveva chiesto l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma la sua richiesta è stata respinta. I giudici hanno stabilito che i suoi due precedenti penali specifici dimostravano una 'abitualità della condotta'. Questa condizione, secondo la legge, impedisce di riconoscere la particolare tenuità del fatto, anche se il singolo episodio potesse apparire di modesta entità. La presenza di un passato criminale specifico, quindi, blocca l'accesso a questo beneficio, rendendo la condanna inevitabile.
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Particolare tenuità del fatto: negata per precedenti, pena ridotta
Una persona, assolta in primo grado per appropriazione indebita grazie al riconoscimento della particolare tenuità del fatto, viene condannata in appello. La Corte di Cassazione conferma la condanna, stabilendo che i numerosi precedenti penali dell'imputata dimostrano un'abitualità nel commettere reati, impedendo così l'applicazione del beneficio della non punibilità. La Corte chiarisce anche che il giudice d'appello non era tenuto a riascoltare i testimoni, avendo basato la sua decisione su prove documentali. Tuttavia, la Cassazione riduce la pena finale, correggendo un errore di calcolo del giudice d'appello che aveva omesso lo sconto previsto dal rito abbreviato.
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Abitualità della condotta e tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che contestava il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sul rilievo che l'abitualità della condotta, comprovata da numerosi precedenti penali specifici, impedisce per legge l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. La Corte ha inoltre ritenuto corretto il diniego delle attenuanti generiche e il calcolo della pena in presenza di recidiva specifica reiterata.
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Abitualità della condotta e spaccio: stop benefici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità, confermando il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il punto centrale della decisione riguarda l'**abitualità della condotta**, desunta dalla presenza di precedenti penali specifici che escludono l'occasionalità del comportamento. La Suprema Corte ha inoltre ribadito che il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche è legittimo quando mancano elementi positivi di valutazione e sussiste una recidiva specifica che denota pericolosità sociale.
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Particolare tenuità del fatto e abitualità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso che invocava l'istituto della particolare tenuità del fatto. La decisione sottolinea come la presenza di numerosi e gravi precedenti penali configuri un'abitualità della condotta che osta al riconoscimento della causa di non punibilità.
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Occupazione abusiva immobile: condanna e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occupazione abusiva immobile a carico di un soggetto che aveva occupato un edificio senza titolo. La difesa ha tentato di invocare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma i giudici l'hanno negata a causa dell'abitualità della condotta e della durata dell'occupazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Articolo 707 codice penale: quando scatta il reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di cui all'articolo 707 codice penale nei confronti di un uomo trovato in possesso di cacciaviti e un decodificatore di centraline. La sentenza ribadisce che il possesso ingiustificato di tali strumenti, unito a precedenti penali specifici, preclude l'accesso alla causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un imputato che richiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno stabilito che l'abitualità della condotta, comprovata da numerosi precedenti penali specifici, impedisce il riconoscimento del beneficio previsto dall'articolo 131-bis del codice penale.
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Evasione e 131-bis: quando non si applica la non punibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ai sensi dell'art. 131-bis c.p., è stata respinta. La decisione si fonda sull'abitualità della condotta dell'imputato, comprovata da precedenti condanne per reati simili. Questo caso chiarisce i limiti di applicazione della non punibilità per evasione e 131-bis.
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