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Abitualità Della Condotta

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147 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fedina penale sporca e particolare tenuità del fatto: ricorso ko
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro la sentenza d'appello che confermava la sua condanna. La difesa lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno chiarito che i motivi di ricorso erano generici e ripetitivi. Nel merito, la Cassazione ha confermato che l'applicazione della particolare tenuità del fatto è esclusa dall'abitualità della condotta illecita, desunta dai precedenti penali del ricorrente. Inoltre, le attenuanti generiche erano già state correttamente bilanciate con la recidiva nei precedenti gradi di giudizio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Spaccio ed eroina: no alla particolare tenuità del fatto
L'Imputato è stato condannato per detenzione e tentata cessione di una dose di eroina (0,29 grammi). Ha proposto ricorso per Cassazione contestando il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e la mancata sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la particolare tenuità del fatto non può essere concessa in caso di comportamento abituale. Nel caso specifico, l'abitualità è emersa dai precedenti penali specifici dell'Imputato, dalla sua condizione di senza fissa dimora e dalla mancanza di un lavoro lecito, elementi che dimostrano un inserimento stabile nel circuito dello spaccio. Anche il diniego della pena sostitutiva è stato ritenuto legittimo e correttamente motivato sulla base della personalità negativa del condannato.
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Particolare tenuità del fatto: negata se la condotta è abituale
L'Imputata, condannata per tentato furto, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il ricorso riproduceva solo questioni di fatto già respinte in appello. Inoltre, la Corte d'Appello ha legittimamente escluso la particolare tenuità del fatto evidenziando l'abitualità della condotta dell'imputata. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto negata: la Cassazione condanna la recidiva
L'Imputata ha proposto ricorso per cassazione contestando il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e l'applicazione della recidiva reiterata specifica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che l'abitualità della condotta esclude categoricamente l'applicazione del beneficio della particolare tenuità del fatto. Inoltre, le censure sulla recidiva sono state ritenute generiche e ripetitive rispetto a quanto già correttamente deciso nei gradi precedenti. Di conseguenza, L'Imputata perde il ricorso e viene condannata al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Rifiuto di sottoporsi all’alcoltest: condanna senza avvocato
Un automobilista è stato condannato per il rifiuto di sottoporsi all'alcoltest e agli accertamenti per l'uso di sostanze stupefacenti. L'uomo ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando che le forze dell'ordine non lo avessero avvertito della facoltà di farsi assistere da un difensore prima del suo rifiuto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che, in caso di rifiuto di sottoporsi all'alcoltest, non sussiste alcun obbligo per la polizia giudiziaria di dare l'avviso del diritto all'assistenza legale. Inoltre, è stato negato il beneficio della particolare tenuità del fatto a causa dell'abitualità della condotta del conducente, condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato o tenuità del fatto? Vince il tempo
L'Imputato era stato condannato per tentato furto in abitazione commesso nel 2013. La Cassazione rileva che la corte d'appello ha erroneamente negato la particolare tenuità del fatto basandosi su un solo precedente penale. Tuttavia, nel frattempo è maturata la prescrizione del reato. I giudici chiariscono che la dichiarazione di estinzione per prescrizione prevale sulla particolare tenuità del fatto, poiché elimina completamente il reato anziché lasciarne inalterata la sussistenza storica. La Suprema Corte annulla quindi la condanna senza rinvio.
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Truffa aggravata: condanna confermata e niente tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per il reato di truffa aggravata. La ricorrente contestava la propria responsabilità penale e il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, rilevando che i motivi di ricorso erano generici e ripetitivi. Inoltre, la Cassazione ha chiarito che l'esclusione della tenuità del fatto era corretta a causa dell'abitualità delle condotte illecite dell'imputata e del danno economico non trascurabile arrecato alla vittima. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto: negata a chi ha precedenti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un soggetto per l'indebito utilizzo di una carta di credito, respingendo la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto. L'imputata aveva sottratto la carta tramite un furto e presentava numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio. I giudici hanno stabilito che la presenza di precedenti specifici e la gravità della condotta escludono il requisito della non abitualità del comportamento illecito. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto: negata se le truffe sono seriali
L'Imputato è stato condannato per due reati di truffa commessi con le stesse modalità ai danni di tre persone diverse nel giro di pochi giorni. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'abitualità della condotta, dimostrata dalla reiterazione delle truffe in un ristretto arco temporale, esclude categoricamente la particolare tenuità del fatto. Inoltre, le questioni di merito non sollevate in appello non possono essere riproposte in Cassazione. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto: negata se il ladro è recidivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per furto aggravato. L'imputato richiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, escludendo il beneficio a causa dell'abitualità della condotta del reo, desumibile dai suoi numerosi precedenti penali per reati finanziari e contro il patrimonio. La Suprema Corte ha inoltre chiarito che la presentazione di motivi aggiunti non può sanare l'originaria inammissibilità del ricorso principale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione dai domiciliari: no alla particolare tenuità del fatto
Un uomo agli arresti domiciliari si allontanava dall'abitazione fuori dagli orari consentiti per fare visita a un coimputato. Accusato di evasione, veniva condannato a un anno di reclusione. L'imputato proponeva ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto e il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che la particolare tenuità del fatto non può essere concessa a causa dell'abitualità della condotta. Infatti, il certificato penale dell'uomo rivelava tre precedenti episodi di evasione commessi in pochi giorni. Questa reiterazione esclude il carattere occasionale del reato, rendendo legittimo il diniego dei benefici.
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Particolare tenuità del fatto: quando l’evasione supera la soglia
Il caso riguarda un contribuente accusato di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi. La Corte d'Appello aveva negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, poiché l'evasione superava di oltre il 20% la soglia di punibilità di 50.000 euro e il soggetto mostrava un comportamento abituale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la particolare tenuità del fatto nei reati tributari richiede che la cifra evasa sia vicinissima alla soglia di legge e che non vi siano precedenti penali della stessa indole, elementi assenti in questa vicenda. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Restare in comune non basta: negata la particolare tenuità del fatto
Il Ricorrente ha impugnato la sentenza di condanna lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. L'uomo si era allontanato dalla propria abitazione, pur rimanendo all'interno del territorio comunale. I giudici di merito avevano negato il beneficio evidenziando l'abitualità della condotta e la presenza di una duplice violazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che il diniego della particolare tenuità del fatto è legittimo se motivato anche implicitamente attraverso la ricostruzione della gravità della condotta. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto: la fuga esclude il beneficio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per violazione delle misure di prevenzione. L'imputato lamentava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici hanno confermato che la condotta non può considerarsi di particolare tenuità del fatto a causa dell'abitualità del comportamento, desunta dai precedenti penali e dalla fuga dalle forze dell'ordine. Inoltre, la Cassazione ha ribadito che l'assenza di precedenti non basta a concedere le attenuanti generiche, richiedendosi elementi positivi di valutazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto: quando l’abitualità costa cara
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino contro la sentenza della Corte di Appello. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno rilevato che il motivo era meramente ripetitivo e non si confrontava con la decisione d'appello, la quale aveva accertato l'abitualità della condotta. Inoltre, il ricorrente ha proposto motivi nuovi non collegati all'atto di appello principale, violando le regole procedurali. Di conseguenza, la Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto: negata se il furto è abituale
L'Imputata, condannata per tentato furto, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, il diniego delle attenuanti generiche e la misura della riduzione di pena per il tentativo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la presenza di quattro precedenti penali specifici per furto dimostra l'abitualità della condotta, escludendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche. L'Imputata perde la causa e viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Coltello al bar: no alla particolare tenuità del fatto
Il Cittadino viene condannato per aver portato in luogo pubblico un coltello a serramanico. La difesa richiede l'applicazione della particolare tenuità del fatto, sostenendo l'assenza di abitualità poiché un precedente reato si era estinto per esito positivo della messa alla prova. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. Pur confermando che la messa alla prova non costituisce un precedente idoneo a dimostrare l'abitualità, i giudici rilevano che la gravità concreta della condotta, caratterizzata da minacce rivolte a terzi con l'uso dell'arma all'interno di un bar, esclude a monte il riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La valutazione del giudice di merito sulla gravità dell'azione e sull'intensità del dolo è insindacabile se logicamente motivata.
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Particolare tenuità del fatto: negata a chi imbratta la Polizia
Un cittadino è stato condannato per aver imbrattato una vettura della Polizia con una scritta offensiva verso l'istituzione. L'autore del fatto ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che il gesto non può considerarsi di lieve entità, sia per la gravità intrinseca dello sfregio all'autorità, sia per la condotta abituale del soggetto, già gravato da precedenti penali per interruzione di pubblico servizio, resistenza e lesioni. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: negata a chi fugge nel traffico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto. L'uomo era fuggito a forte velocità durante l'orario di punta, mettendo in grave pericolo l'incolumità di numerosi passanti. I giudici hanno confermato che la condotta non può essere considerata di lieve entità sia per l'elevata pericolosità della fuga, sia per la presenza di due precedenti condanne definitive a carico del soggetto, che dimostrano l'abitualità del comportamento criminoso. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: negata se la condotta è abituale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e il riconoscimento delle attenuanti generiche. I giudici hanno confermato che la condotta non era occasionale ma abituale. Inoltre, l'imputato ha comunicato il proprio allontanamento alle autorità con un ritardo di ben sette ore, elemento che esclude qualsiasi comportamento collaborativo meritevole di uno sconto di pena. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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