Un cittadino, imputato in un processo penale durato troppo a lungo, aveva ottenuto un risarcimento di 1.600 euro. Dal calcolo del ritardo, però, era stato escluso un rinvio di dieci mesi dovuto all'adesione del suo avvocato a un'astensione di categoria. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale sull'equa riparazione per irragionevole durata del processo. Solo i primi 60 giorni di rinvio per sciopero sono imputabili alla parte, mentre il ritardo ulteriore è una disfunzione organizzativa dello Stato e va risarcito. La Corte ha quindi aumentato l'indennizzo a 2.000 euro, riconoscendo la responsabilità statale per l'eccessiva attesa.
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