Il Questore di Varese imponeva a un tifoso, a seguito di disordini durante una partita di basket, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per sei anni, con l'obbligo di presentazione periodica alla polizia. Il provvedimento veniva notificato l'8 maggio alle ore 15:00, ma il Giudice per le indagini preliminari convalidava la misura il 10 maggio alle ore 11:40, prima dello scadere delle 48 ore dalla notifica. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del tifoso, stabilendo che la convalida del DASPO non può avvenire prima del decorso delle 48 ore, termine minimo necessario per consentire l'effettivo esercizio del diritto di difesa. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla senza rinvio l'ordinanza di convalida limitatamente all'obbligo di firma, che cessa immediatamente di avere efficacia.
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