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Legge 401/1989

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240 provvedimenti

Termine difesa DASPO: la decisione del GIP è nulla
Un sostenitore sportivo, colpito da un provvedimento di DASPO con obbligo di firma, presenta un ricorso. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) convalida la misura senza considerare la memoria difensiva, depositata tempestivamente dall'interessato prima della scadenza delle 48 ore. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida, affermando che il mancato rispetto del termine difesa DASPO e la mancata valutazione degli scritti difensivi costituiscono una violazione del diritto di difesa, che rende nullo il provvedimento del giudice.
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Convalida provvedimento Questore: onere della prova
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della convalida di un provvedimento del Questore che imponeva a un soggetto l'obbligo di presentazione alla polizia durante eventi sportivi. Il ricorso, basato sulla presunta assenza di un video probatorio e sulla mancata valutazione di una memoria difensiva, è stato respinto. La Corte ha chiarito che i fotogrammi sono sufficienti per l'identificazione e che un motivo di ricorso è inammissibile se lamenta genericamente l'omessa valutazione di argomenti difensivi senza specificare quali fossero decisivi. La sentenza sottolinea l'importanza della specificità e precisione nei motivi di ricorso contro la convalida di un provvedimento del Questore.
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Impresa illecita: la confisca per collusione mafiosa
La Corte di Cassazione ha confermato le misure di prevenzione della sorveglianza speciale e della confisca nei confronti di un imprenditore. La sua attività è stata classificata come 'impresa illecita' a causa di una collusione sistemica con un'associazione mafiosa, che ne ha favorito lo sviluppo e l'espansione. I giudici hanno ritenuto la pericolosità sociale ancora attuale, nonostante il periodo di custodia cautelare, e hanno confermato che l'intera azienda, essendo 'contaminata', dovesse essere confiscata.
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DASPO oggetti atti a offendere: la Cassazione decide
Un uomo impugna un provvedimento di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (DASPO) emesso dopo essere stato trovato in possesso di oggetti atti a offendere la notte prima di una partita di calcio. Sosteneva che gli oggetti servissero per difesa personale, senza alcun legame con l'evento sportivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il DASPO. I giudici hanno ritenuto evidente il collegamento tra il possesso degli oggetti, la partita imminente e la recidiva del soggetto, elementi sufficienti a dimostrarne la pericolosità sociale.
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Arresto differito: quando è illegittimo? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26106/2025, ha annullato la convalida di un arresto differito eseguito nei confronti di due tifosi 48 ore dopo scontri allo stadio. La Corte ha stabilito che, per essere legittimo, l'arresto differito richiede la persistenza di una situazione di necessità e urgenza tale da non poter attendere un provvedimento del giudice, non bastando la sola identificazione tramite video.
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Scommesse illegali: la Cassazione conferma la condanna
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un intermediario di scommesse illegali per un bookmaker estero. La Corte ribadisce che l'assenza di concessione e licenza integra il reato, a meno che non si provi una discriminazione nell'accesso alle gare. La raccolta diretta di scommesse aggrava la posizione dell'imputato.
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Giurisdizione italiana e DASPO: il caso di Francoforte
Due soggetti, già destinatari di un DASPO, venivano condannati per aver assistito a una partita di calcio a Francoforte, in Germania. La Corte di Cassazione, investita del ricorso, ha annullato la sentenza di condanna senza entrare nel merito della colpevolezza. Il motivo risiede in una questione preliminare: la verifica della giurisdizione italiana per un reato commesso all'estero. La Suprema Corte ha quindi rinviato il caso a un'altra sezione della Corte d'Appello per accertare se lo Stato italiano abbia il potere di giudicare tali fatti e se sussistano le condizioni di procedibilità.
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Diritto di difesa convalida: 48 ore sono inviolabili
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida di un provvedimento del Questore perché emessa prima dello scadere delle 48 ore concesse all'interessato per esercitare il proprio diritto di difesa. La Corte ha ribadito che tale termine è essenziale per garantire la parità delle parti nel procedimento, equiparando il tempo a disposizione della difesa a quello del Pubblico Ministero. La violazione di questo termine comporta la nullità del provvedimento.
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DASPO aggravato: la Cassazione sulla convalida
Un tifoso ricorre contro un DASPO aggravato di dieci anni con obbligo di firma, lamentando la violazione del diritto di difesa e una motivazione carente sulla durata. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, specificando che il termine di 48 ore per la difesa decorre dalla notifica del provvedimento del Questore, non dalla richiesta del PM. La Corte conferma inoltre che il giudice, pur in presenza di un automatismo normativo, deve valutare la congruità della durata basandosi sulla gravità dei fatti e sulla pericolosità del soggetto, come correttamente avvenuto nel caso di specie.
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Diritto di difesa: DASPO nullo se il GIP ignora la memoria
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un D.A.Spo. (Divieto di Accesso a Manifestazioni Sportive) con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La decisione si fonda sulla violazione del diritto di difesa, poiché il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) aveva omesso di valutare la memoria difensiva tempestivamente depositata dall'interessato. La sentenza ribadisce che, anche in un procedimento basato su atti scritti, il giudice ha l'obbligo di esaminare le argomentazioni della difesa prima di decidere.
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Diritto di difesa: nullo il DASPO se il GIP non valuta
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un D.A.Spo. (Divieto di Accesso a Manifestazioni Sportive) con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La decisione è fondata sulla violazione del diritto di difesa, in quanto il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) aveva completamente omesso di valutare la memoria difensiva tempestivamente depositata dal ricorrente. La Corte ha ribadito che, sebbene il contraddittorio possa essere solo scritto, il giudice ha l'obbligo di esaminare le argomentazioni della difesa prima di decidere.
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Incertezza normativa: no sanzioni su imposta unica
La Corte di Cassazione, con ordinanza 6244/2025, ha stabilito un importante principio in materia di imposta unica sulle scommesse. Un operatore estero, pur essendo stato ritenuto soggetto passivo per l'attività svolta in Italia nell'anno 2008 tramite un intermediario locale, ha ottenuto l'annullamento totale delle sanzioni. La Corte ha riconosciuto una condizione di oggettiva incertezza normativa preesistente alla legge interpretativa del 2010, che rendeva non chiara l'applicazione del tributo a soggetti privi di concessione. Di conseguenza, mentre l'imposta resta dovuta, la sanzione non è applicabile.
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Improcedibilità del ricorso: errore che costa caro
Una società di noleggio di apparecchi da intrattenimento impugna una sanzione amministrativa. Tuttavia, il suo ricorso per cassazione viene respinto per un vizio di forma: la mancata presentazione della copia autentica della sentenza impugnata entro i termini di legge. L'ordinanza sottolinea il rigore delle scadenze procedurali, dichiarando l'improcedibilità del ricorso e condannando la società al pagamento delle spese e di ulteriori sanzioni pecuniarie.
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Obbligo di presentazione DASPO: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione analizza un caso di DASPO con obbligo di presentazione. La sentenza conferma la validità generale della misura, ma annulla parzialmente l'ordinanza di convalida. Nello specifico, viene ritenuto illegittimo l'imposto obbligo di una seconda firma per le partite in trasferta giocate in altre regioni, in quanto misura eccessivamente gravosa e non adeguatamente motivata dal giudice, soprattutto a fronte della concreta impossibilità per il soggetto di raggiungere il luogo dell'evento sportivo.
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Particolare tenuità del fatto: non si applica al reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per esercizio abusivo di attività di gioco. La Corte ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la natura organizzata e protratta nel tempo dell'attività illecita, considerata quindi abituale.
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Diritto di difesa e DASPO: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un provvedimento del Questore, poiché emessa prima della scadenza del termine di 48 ore concesso all'interessato per esercitare il proprio diritto di difesa. La Corte ha ribadito che questo termine è inderogabile e la sua violazione comporta la nullità del provvedimento giudiziario e l'inefficacia della misura restrittiva.
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Modifica DASPO: il GIP è competente, dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha la competenza per la modifica DASPO e delle relative prescrizioni, come l'obbligo di firma, anche dopo aver convalidato il provvedimento iniziale del Questore. La sentenza chiarisce che il controllo giurisdizionale su una misura che limita la libertà personale deve essere continuo. Il ricorso della Procura, che sosteneva la competenza esclusiva del Questore, è stato dichiarato inammissibile anche per carenza di interesse concreto.
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Modifica DASPO GIP: chi è competente? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Procuratore, stabilendo un principio fondamentale sulla modifica DASPO GIP. Una volta convalidato, l'obbligo di presentazione può essere modificato solo dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e non dal Questore, poiché tale misura incide sulla libertà personale e richiede la garanzia giurisdizionale. Il caso riguardava un DASPO divenuto inefficace a seguito del trasferimento del titolo sportivo della squadra di calcio di riferimento.
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DASPO: nullo se non rispetta il termine di 48 ore
La Corte di Cassazione ha annullato la convalida di un provvedimento DASPO con obbligo di presentazione, poiché il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha emesso la sua decisione prima che fosse trascorso il termine dilatorio di 48 ore dalla notifica al destinatario. Questo termine è considerato una garanzia fondamentale per il diritto di difesa. La violazione di questa tempistica procedurale ha comportato la nullità della convalida e l'inefficacia dell'obbligo di firma.
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Vicinanze stadio: 9 km sono sufficienti per il reato?
La Cassazione ha esaminato un caso di possesso di oggetti contundenti da parte di tifosi a 9 km dallo stadio. La Corte ha annullato la condanna, ritenendo insufficiente la motivazione sul requisito delle vicinanze stadio. La sentenza è stata annullata senza rinvio per un imputato per prescrizione e con rinvio per gli altri due, per una nuova valutazione del requisito della prossimità al luogo dell'evento sportivo.
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