LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 401/1989

Pagina 10 di 12

240 provvedimenti

Pena sostitutiva e precedenti: la decisione del giudice
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro il diniego di una pena sostitutiva, confermando che il giudice può negare il beneficio sulla base dei numerosi e gravi precedenti penali dell'imputato, senza necessità di ulteriori motivazioni.
Continua »
Convalida DASPO: 48 ore per la difesa o è nullo
La Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida DASPO con obbligo di firma perché emessa prima delle 48 ore concesse alla difesa. La Corte ha stabilito che la violazione di questo termine dilatorio causa una nullità insanabile, in quanto il pregiudizio al diritto di difesa è implicito e non richiede una prova specifica di danno.
Continua »
Convalida DASPO: la Cassazione sui poteri del GIP
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un tifoso contro la convalida di un DASPO con obbligo di firma. La sentenza chiarisce che, nella procedura di convalida DASPO, il contraddittorio può essere puramente documentale e il giudice deve effettuare un controllo sostanziale sulla pericolosità del soggetto e sulla necessità della misura, potendo motivare la sua decisione anche facendo riferimento agli atti del Questore. Il giudice ha il potere di valutare tutti gli elementi, inclusi precedenti non recenti, per determinare l'adeguatezza e la durata della misura preventiva.
Continua »
Violazione DASPO: quando è reato di pericolo concreto?
La Corte di Cassazione ha annullato l'assoluzione di un gruppo di soggetti per violazione DASPO, chiarendo che il reato si configura come di pericolo concreto. Per la condanna, non è necessario che avvenga un contatto effettivo con la tifoseria avversaria, ma è sufficiente accertare la concreta possibilità che tale incontro potesse verificarsi, creando un rischio per l'ordine pubblico. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
DASPO durata: quando è illegittimo l’aumento?
Un tifoso ha ricevuto un DASPO della durata di 7 anni con obbligo di firma. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20757/2024, ha annullato parzialmente il provvedimento. Il punto cruciale riguarda la DASPO durata: l'aumento della sanzione è illegittimo se si basa su un precedente DASPO emesso *dopo* il compimento del nuovo illecito. La decisione si fonda sul principio di prevedibilità, secondo cui le conseguenze di un'azione devono essere prevedibili al momento in cui viene commessa.
Continua »
Diritto alla difesa: DASPO nullo se convalidato presto
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di firma, poiché emessa prima della scadenza del termine di 48 ore concesso all'interessato per presentare le proprie memorie. La Corte ha stabilito che questa procedura viola il diritto alla difesa, un principio fondamentale del nostro ordinamento. La decisione prematura del giudice ha impedito di valutare le argomentazioni difensive, portando all'annullamento senza rinvio del provvedimento.
Continua »
Imposta unica scommesse: obblighi per operatori esteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando l'obbligo di versamento dell'imposta unica scommesse per l'attività di raccolta gioco effettuata in Italia tramite centri di trasmissione dati, anche in assenza di concessione statale. La Corte ha stabilito che tale imposizione non viola il diritto dell'Unione Europea e non costituisce una forma di discriminazione, basando la decisione sulla territorialità dell'attività e richiamando precedenti pronunce della Corte di Giustizia e della Corte Costituzionale. È stata inoltre confermata la natura di solidarietà paritetica tra il bookmaker estero e il gestore del centro raccolta scommesse.
Continua »
Daspo recidivi: la durata massima è giustificata?
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un tifoso contro un Daspo della durata di otto anni, emesso a seguito di gravi episodi di violenza all'estero. Il ricorrente lamentava la violazione dei termini di convalida e la mancanza di motivazione sulla durata. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che i termini procedurali erano stati rispettati e che la pericolosità concreta del soggetto, già destinatario di precedenti Daspo recidivi, giustificava pienamente l'applicazione della sanzione nella sua massima estensione.
Continua »
Convalida DASPO: i termini per PM e GIP spiegati
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un tifoso destinatario di un DASPO con obbligo di firma. Il ricorrente lamentava il ritardo del Pubblico Ministero nella richiesta di convalida DASPO. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato: l'unico termine perentorio, la cui violazione rende inefficace la misura, è quello complessivo di 96 ore dalla notifica entro cui deve intervenire la convalida del Giudice. Il termine di 48 ore per la richiesta del PM, invece, non è sanzionato con l'inefficacia.
Continua »
Violazione DASPO: estensione del divieto e inammissibilità
Un soggetto condannato per violazione DASPO ricorre in Cassazione, sostenendo che la partita di una squadra giovanile a cui ha assistito non fosse inclusa nel divieto. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando che il DASPO può estendersi anche a incontri dilettantistici e amichevoli se specificato nel provvedimento, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
Continua »
Imposta unica scommesse: chi paga tra CTD e bookmaker?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7247/2024, ha rigettato il ricorso di un centro trasmissione dati (CTD) e di una società di scommesse estera, confermando la loro responsabilità solidale per il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2011. La Corte ha stabilito che, a seguito della legge interpretativa del 2010, la soggettività passiva del tributo si estende a chiunque gestisca l'attività di scommesse in Italia, anche se per conto di operatori esteri privi di concessione. Viene inoltre chiarito che la notifica dell'atto in lingua italiana alla società estera non viola il diritto di difesa e che, per l'annualità 2011, non sussiste più l'incertezza normativa che avrebbe potuto giustificare l'esenzione dalle sanzioni.
Continua »
Imposta unica scommesse: Cassazione conferma la tassa
Una società di scommesse estera ha contestato l'applicazione dell'imposta unica scommesse per l'attività di raccolta gioco svolta in Italia tramite centri affiliati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'imposta è dovuta da chiunque operi sul territorio nazionale, anche senza concessione statale. La decisione si fonda su precedenti pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia UE, escludendo profili di discriminazione o violazione del diritto europeo.
Continua »
Ricorso generico e scommesse: inammissibile per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'operatrice condannata per esercizio abusivo di attività di scommesse. Il motivo del ricorso, basato sulla presunta discriminazione subita dalla società di scommesse estera, è stato ritenuto un ricorso generico in quanto non si confrontava specificamente con le motivazioni della sentenza d'appello e non forniva prova della richiesta di licenza e del suo diniego per ragioni discriminatorie. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Interesse ad impugnare del PM: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Procuratore della Repubblica avverso un'ordinanza di annullamento di misure cautelari. Sebbene la Corte concordi con il Procuratore sull'errata applicazione della legge da parte del Tribunale del Riesame (che aveva valutato un reato di pericolo con un giudizio 'ex post' anziché 'ex ante'), il ricorso viene respinto. La ragione risiede nella mancanza di un concreto e attuale 'interesse ad impugnare': il PM, infatti, non ha specificato la persistenza delle esigenze cautelari, rendendo l'impugnazione un mero esercizio teorico senza un risultato pratico vantaggioso.
Continua »
Termine difesa DASPO: la convalida anticipata è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO perché emessa dal GIP prima della scadenza del termine di 48 ore concesso all'interessato per presentare le proprie memorie difensive. Secondo la Corte, il mancato rispetto del termine difesa DASPO costituisce una violazione del diritto di difesa che invalida il provvedimento del giudice, specialmente quando l'interessato dimostra un concreto pregiudizio, come in questo caso in cui la memoria era stata effettivamente preparata e inviata. La causa è stata rinviata al Tribunale per una nuova valutazione.
Continua »
Imposta unica scommesse: chi paga prima del 2011?
Una società di scommesse estera era stata ritenuta non responsabile per l'imposta unica sulle scommesse per il 2009 da un tribunale regionale, che aveva erroneamente esteso una sentenza della Corte Costituzionale. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, chiarendo che, sebbene le ricevitorie italiane fossero esenti dalla tassa per gli anni precedenti al 2011, il bookmaker estero rimaneva l'unico soggetto passivo tenuto al pagamento dell'imposta unica scommesse.
Continua »
Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
Una società di scommesse estera ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2010, sostenendo di non essere soggetto passivo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4967/2024, ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che l'imposta è dovuta da chiunque raccolga scommesse sul territorio italiano, anche se privo di concessione e con sede all'estero. La Corte ha confermato che la normativa non viola i principi UE di non discriminazione e libera prestazione di servizi, richiamando precedenti sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia UE.
Continua »
Continuazione tra reati: la Cassazione chiarisce
Un soggetto, condannato per lo stesso reato commesso ripetutamente tra il 2008 e il 2012, ha richiesto il riconoscimento della continuazione tra reati. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta a causa del lungo arco temporale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, ritenendola contraddittoria e carente di motivazione, poiché un precedente giudice aveva già riconosciuto un unico disegno criminoso per reati commessi nello stesso periodo. La Cassazione ha sottolineato che il giudice dell'esecuzione deve motivare adeguatamente perché si discosta da una precedente valutazione positiva sulla continuazione.
Continua »
Intermediazione illecita scommesse: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gestore di un centro servizi condannato per intermediazione illecita scommesse. La sentenza sottolinea che la raccolta di denaro e la gestione diretta delle giocate per conto di un cliente, utilizzando un proprio conto gioco, configurano il reato e superano l'attività di mero supporto tecnico. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Scommesse senza licenza: l’autonomia dell’intermediario
L'amministratore di un centro scommesse è stato accusato di operare senza le dovute autorizzazioni. In sua difesa, ha sostenuto che il bookmaker straniero per cui operava era stato discriminato nell'accesso alle concessioni italiane. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: il reato di scommesse senza licenza è autonomo e la responsabilità ricade direttamente sull'intermediario italiano. Le vicende del partner straniero sono irrilevanti ai fini della configurabilità del reato.
Continua »