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Legge 197/2022 — Anno 2024

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204 provvedimenti

Altri anni per Legge 197/2022

Definizione agevolata: ricorso inammissibile
Una società contribuente, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata dei carichi fiscali. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, stabilendo che l'adesione alla sanatoria implica una volontà incompatibile con la prosecuzione del giudizio, anche prima del completo pagamento del debito. Le spese legali vengono compensate.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni contribuenti contro un avviso di liquidazione. Sebbene la loro richiesta di estinzione del giudizio, basata sull'adesione alla "rottamazione quater", sia stata respinta per mancanza di prova diretta, la stessa adesione ha causato una sopravvenuta carenza di interesse. Tale comportamento ha dimostrato la volontà di chiudere il contenzioso, rendendo inutile una decisione nel merito. Le spese sono state compensate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: rinvio a nuovo ruolo del caso
Una contribuente, durante un giudizio in Cassazione relativo alla prescrizione di alcune cartelle di pagamento, ha aderito alla "rottamazione quater". La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha preso atto dell'avvenuta adesione alla definizione agevolata e, in attesa del completamento del piano di rateizzazione, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, sospendendo di fatto il giudizio sul merito.
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Definizione agevolata: esclusa se l’Ente non è parte
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17494/2024, ha stabilito che la definizione agevolata delle liti pendenti è inapplicabile se nel giudizio è parte solo l'Agente della riscossione e non l'ente impositore (es. Agenzia delle Dogane). Il caso riguardava un'intimazione di pagamento per accise del 2005. La Corte ha rigettato il ricorso del contribuente sulla definizione agevolata, ma ha accolto quello dell'Agente della riscossione, cassando la sentenza di merito per "motivazione apparente" e rinviando il caso a un nuovo esame.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione
Un ente religioso ha impugnato una cartella esattoriale per tributi locali. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata (c.d. "rottamazione Quater"), impegnandosi a rinunciare al contenzioso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, affermando che l'adesione alla sanatoria fa venir meno la necessità di una pronuncia nel merito, anche se il pagamento è rateizzato.
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Definizione agevolata: inammissibile il ricorso
Un'entità religiosa impugnava una cartella esattoriale per tributi locali. Durante il giudizio in Cassazione, aderiva alla definizione agevolata (c.d. "rottamazione"). La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, poiché la scelta di saldare il debito con la procedura agevolata rende inutile una pronuncia nel merito. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un professionista aveva impugnato in Cassazione una sentenza relativa a contributi previdenziali. Durante il processo, ha aderito alla cosiddetta "rottamazione-quater", una forma di definizione agevolata dei debiti. Avendo documentato il pagamento integrale, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio e cessata la materia del contendere, in quanto l'adesione a tale procedura implica la rinuncia alla lite.
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Non luogo a procedere: come impugnare la sentenza
La Corte di Cassazione interviene su un caso di presunto illecito legato al reddito di cittadinanza. Un Giudice per le indagini preliminari aveva emesso una sentenza di non luogo a procedere, ritenendo erroneamente che il reato fosse stato abrogato. Il Procuratore Generale ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che lo strumento corretto per impugnare tale sentenza non è il ricorso per cassazione, bensì l'appello. Di conseguenza, ha riqualificato l'impugnazione come appello e ha trasmesso gli atti alla Corte d'Appello competente, ribadendo un importante principio di procedura penale.
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Conversione pene pecuniarie: l’opposizione al magistrato
La Corte di Cassazione ha analizzato un ricorso avverso il rigetto di una richiesta di conversione di una pena pecuniaria. Invece di decidere nel merito, la Corte ha riqualificato l'atto come 'opposizione', stabilendo che il rimedio corretto non è l'appello diretto in Cassazione, ma un'istanza di opposizione presso lo stesso Magistrato di Sorveglianza che ha emesso il provvedimento iniziale. La decisione si fonda sulla procedura speciale introdotta dall'art. 678, comma 1-bis c.p.p., che prevede una decisione iniziale 'de plano' (senza udienza), contestabile appunto con opposizione per garantire un pieno contraddittorio. Di conseguenza, gli atti sono stati rinviati al giudice di primo grado.
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Estinzione giudizio tributario per definizione agevolata
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario dopo che una società in liquidazione ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. La controversia, originata da avvisi di accertamento IVA, si è conclusa in seguito alla presentazione delle domande di definizione e al pagamento della prima rata, a fronte del silenzio dell'Agenzia delle Entrate.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata. Il caso riguardava un accertamento fiscale per maggiori ricavi non dichiarati da una società di persone, esteso ai soci per trasparenza. Durante il giudizio di legittimità, i soci hanno presentato domanda di definizione agevolata, versando gli importi dovuti. La Corte, preso atto del perfezionamento della procedura e della mancata opposizione del Fisco, ha dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese legali.
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Rottamazione Quater: rinvio udienza in Cassazione
La Corte di Cassazione ha rinviato un'udienza relativa a un contenzioso fiscale per un accertamento del 2005. La decisione è stata presa a seguito dell'adesione della contribuente alla Rottamazione Quater per il debito in questione. Il rinvio serve a verificare il completamento del piano di pagamento, la cui ultima rata scade a fine 2027, dimostrando l'impatto delle procedure di definizione agevolata sui processi pendenti.
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Definizione agevolata: stop al processo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha sospeso un giudizio tributario in seguito all'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. Il caso riguardava una cartella di pagamento per sanzioni fiscali risalenti agli anni 1997-1998. La sospensione del processo durerà fino al 30 novembre 2027, data ultima per il completamento del pagamento rateizzato. L'estinzione del giudizio è subordinata al perfezionamento della procedura di definizione agevolata.
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Responsabilità soci: debiti fiscali dopo cancellazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14259/2024, ha confermato la responsabilità soci per i debiti fiscali di una società di persone anche dopo la sua cancellazione dal registro delle imprese. La Corte ha stabilito che la cancellazione innesca un fenomeno successorio, trasferendo le obbligazioni tributarie ai soci. Nel caso specifico, l'accertamento fiscale, basato sull'analisi dei conti correnti a causa della perdita della contabilità, è stato ritenuto legittimo.
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Definizione agevolata inefficace: no a condono su condono
Una società ha tentato di chiudere un debito fiscale, originato da un precedente condono non saldato, attraverso una nuova definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che un 'condono su condono' è inammissibile e che, in ogni caso, la nuova definizione agevolata è inefficace senza la prova dei pagamenti. La Corte ha quindi confermato la legittimità della cartella di pagamento, basata su una precedente sentenza tributaria.
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Sospensione giudizio e rottamazione: la Cassazione
Una società, dopo aver aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti ("rottamazione quater"), ha richiesto l'estinzione del giudizio tributario in corso. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, chiarendo che l'adesione alla procedura e l'inizio dei pagamenti comportano unicamente la sospensione del giudizio. L'effettiva estinzione è subordinata al completo e tempestivo pagamento di tutte le somme dovute, la cui prova dovrà essere fornita in un'udienza futura, fissata dopo la scadenza dell'ultima rata.
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Estinzione del giudizio e rottamazione: la decisione
Una società ha richiesto l'estinzione del giudizio fiscale dopo aver aderito alla "rottamazione quater". La Corte di Cassazione ha negato l'estinzione immediata, sospendendo il procedimento. La Corte ha chiarito che il processo può essere dichiarato estinto solo dopo che il contribuente ha fornito la prova del pagamento completo di tutte le rate, rinviando la decisione a una data successiva alla scadenza finale.
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Estinzione del giudizio tributario: rinvio per rottamazione
Una società, dopo aver aderito alla procedura di definizione agevolata dei carichi pendenti (c.d. "rottamazione quater") e aver iniziato i pagamenti, ha richiesto l'estinzione del giudizio tributario pendente in Cassazione. La Corte Suprema, pur prendendo atto dell'istanza, ha stabilito che l'estinzione del giudizio tributario non è automatica ma è subordinata all'effettivo e integrale pagamento di tutte le rate previste. Di conseguenza, ha sospeso il processo e lo ha rinviato a un'udienza successiva alla scadenza dell'ultima rata per verificare il perfezionamento della procedura.
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Rottamazione quater: l’effetto sul ricorso pendente
Una associazione professionale impugnava una cartella di pagamento per tasse automobilistiche. Durante il ricorso in Cassazione, aderiva alla rottamazione quater, pagando le prime rate. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'adesione alla definizione agevolata implica la rinuncia al giudizio. La Corte ha inoltre disposto la compensazione delle spese legali.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, in lite con l'Agenzia delle Entrate per un avviso di accertamento, aveva proposto ricorso in Cassazione lamentando un vizio di notifica dell'atto di appello. Durante la pendenza del giudizio, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa vigente, pagando gli importi dovuti. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuta definizione della controversia, ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese legali restassero a carico della parte che le aveva anticipate.
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