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Legge 197/2022 — Anno 2024

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204 provvedimenti

Altri anni per Legge 197/2022

Definizione agevolata: ricorso inammissibile
Una contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro diverse cartelle di pagamento. Durante il processo, ha aderito alla "rottamazione quater", una forma di definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, poiché l'adesione alla sanatoria ha di fatto risolto la controversia, rendendo inutile una pronuncia nel merito.
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Carenza d’interesse e inammissibilità del ricorso
Una contribuente ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione per un presunto errore di notifica. Tuttavia, durante il procedimento, ha aderito a una definizione agevolata della lite tributaria. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, non per motivi procedurali originari, ma per una sopravvenuta carenza d'interesse, poiché la scelta di definire la lite ha reso inutile la prosecuzione del giudizio.
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Estinzione processo tributario per sanatoria fiscale
Una società aveva impugnato una cartella di pagamento per IVA e IRES. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, aderendo a una definizione agevolata, ha rinunciato al ricorso. L'Agenzia delle Entrate ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione giudizio per definizione agevolata: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia fiscale tra l'Agenzia delle Entrate e una società cooperativa. La decisione è seguita all'adesione del contribuente alla definizione agevolata delle liti pendenti (L. 197/2022) e al relativo versamento, che ha reso superfluo proseguire il contenzioso sull'accertamento IVA per l'anno 2008.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione e la lite fiscale
Una società, coinvolta in una lunga controversia fiscale con l'Agenzia delle Entrate per accertamenti su IRES, IVA e IRAP, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti durante il procedimento in Cassazione. Avendo presentato la domanda e pagato l'importo dovuto, la Corte Suprema ha verificato la sussistenza dei presupposti di legge e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese legali restassero a carico di chi le aveva anticipate.
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Estinzione lite fiscale: il ruolo della sanatoria
Un consorzio cooperativo, in pendenza di un giudizio in Cassazione contro l'Amministrazione Finanziaria per un accertamento IVA, ha aderito alla definizione agevolata. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione lite fiscale, avendo il contribuente provato i versamenti dovuti secondo la sanatoria. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Definizione agevolata liti: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante un recupero IVA. La decisione è seguita all'adesione del contribuente alla definizione agevolata liti pendenti, come previsto dalla Legge n. 197/2022. La Corte ha confermato che il versamento della prima rata è sufficiente per chiudere il contenzioso, con spese legali a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società immobiliare aveva impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa ad avvisi di accertamento per Ires, Irap e Iva. Durante il procedimento, l'azienda ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della L. 197/2022, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione, preso atto dell'adesione alla procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza entrare nel merito dei tredici motivi di ricorso. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: analisi del caso
Una società impugnava dinanzi alla Corte di Cassazione alcuni avvisi di accertamento. Durante il processo, la società ha presentato istanza di definizione agevolata, versando la prima rata. La Corte, in applicazione della normativa sulla tregua fiscale (L. 197/2022), ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo fine alla controversia e stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: lite estinta in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo tributario riguardante due professionisti accusati di aver posticipato l'incasso dei compensi da una società da loro partecipata. L'estinzione non è avvenuta nel merito della questione, ma perché i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, sanando la pendenza e chiudendo il contenzioso.
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Deducibilità perdite su crediti: estinzione del giudizio
Una società ha impugnato un avviso di accertamento che negava la deducibilità di perdite su crediti e di costi di manutenzione. La controversia è giunta in Cassazione, ma il giudizio è stato dichiarato estinto perché il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, risolvendo la questione al di fuori delle aule di tribunale.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: sentenza mancante
Un contribuente ricorre in Cassazione contro una decisione della Commissione Tributaria Regionale. La Corte dichiara l'improcedibilità del ricorso in Cassazione perché il ricorrente non ha depositato la copia autentica della sentenza impugnata, un requisito fondamentale previsto dalla legge.
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Sospensione giudizio rottamazione: la Cassazione decide
Un contribuente, parte di un giudizio tributario in Cassazione, ha aderito alla "rottamazione quater". Di conseguenza, ha richiesto e ottenuto la sospensione del procedimento, come previsto dalla legge. La Corte di Cassazione, applicando la normativa sulla definizione agevolata, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa del perfezionamento del piano di pagamento da parte del contribuente.
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Estinzione giudizio tributario: il caso del condono
Una contribuente, coinvolta in una lunga disputa per plusvalenze del 2005, ha ottenuto l'estinzione del giudizio tributario aderendo a una definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il caso chiuso dopo aver verificato l'istanza e i pagamenti, stabilendo che ogni parte sostenga le proprie spese legali. La contribuente è stata inoltre esentata dal pagamento del contributo unificato aggiuntivo.
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Definizione agevolata: ricorso inammissibile
Una società e due privati cittadini hanno impugnato un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio in Cassazione, hanno aderito alla definizione agevolata dei carichi tributari. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, stabilendo che l'adesione alla sanatoria fiscale prevale sulla volontà di proseguire il contenzioso.
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Definizione agevolata: come estingue il contenzioso
Un contenzioso fiscale relativo a capitali non dichiarati detenuti all'estero tramite una polizza assicurativa si è concluso con l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione, investita del ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha preso atto dell'avvenuta adesione del contribuente alla definizione agevolata delle controversie. Tale adesione ha fatto venir meno la materia del contendere, rendendo superflua una pronuncia nel merito e determinando la chiusura definitiva del procedimento.
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Rinuncia al ricorso: inammissibile per carenza di interesse
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale fino in Cassazione, aderisce a una definizione agevolata. La Corte Suprema dichiara la rinuncia al ricorso e la conseguente inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'adesione alla sanatoria manifesta la volontà di non proseguire il contenzioso, anche se la rinuncia formale non è stata perfezionata.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società contribuente, in pendenza di un ricorso in Cassazione promosso dall'Agenzia Fiscale per un recupero di credito d'imposta, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. Avendo documentato la presentazione della domanda e il pagamento del dovuto, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, senza applicare sanzioni come il doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per omessa dichiarazione IVA. Durante il giudizio in Cassazione, ha presentato domanda di definizione agevolata. Poiché non erano dovuti importi per il perfezionamento della procedura, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese legali restassero a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce come l'adesione alla definizione agevolata comporti l'estinzione del giudizio. Il caso riguardava un contribuente che aveva impugnato un atto di irrogazione sanzioni per l'indebito utilizzo di un credito d'imposta. Nonostante i ricorsi respinti nei primi due gradi di giudizio, l'adesione del ricorrente alla procedura di definizione agevolata, mentre la causa pendeva in Cassazione, ha portato la Corte a dichiarare l'estinzione del processo.
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