Non luogo a procedere: la Cassazione indica la via corretta per l’impugnazione
Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 24073/2024) ha fatto luce su un aspetto cruciale della procedura penale: le modalità di impugnazione di una sentenza di non luogo a procedere. Questo provvedimento, emesso al termine dell’udienza preliminare, sancisce che non vi sono elementi sufficienti per sostenere un’accusa in giudizio. La decisione della Suprema Corte non entra nel merito della vicenda specifica, ma stabilisce un principio procedurale fondamentale, riqualificando un ricorso errato e indirizzandolo alla sede giudiziaria competente.
I fatti del caso e la decisione di primo grado
La vicenda trae origine da un procedimento penale per un reato connesso alla percezione del reddito di cittadinanza, che si assumeva commesso nel 2020. Il Giudice per le indagini preliminari (GIP) del Tribunale di Mantova, con sentenza dell’8 novembre 2023, aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti dell’imputata. La motivazione del GIP si basava sulla convinzione che la norma incriminatrice fosse stata abrogata, e che quindi il fatto non fosse più previsto dalla legge come reato (abolitio criminis).
L’impugnazione e la questione procedurale del non luogo a procedere
Contro questa decisione, il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Brescia ha presentato ricorso direttamente alla Corte di Cassazione. Nel suo ricorso, il Procuratore ha sostenuto che il GIP avesse errato nel dichiarare l’abolizione del reato. La normativa successiva, infatti, pur abrogando la disciplina del reddito di cittadinanza, aveva salvaguardato l’applicazione delle norme penali per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023.
Tuttavia, prima di esaminare il merito della questione, la Corte di Cassazione si è soffermata su un aspetto puramente procedurale: la correttezza dello strumento di impugnazione utilizzato. La Corte ha infatti rilevato che, a seguito delle modifiche introdotte dalla legge n. 103/2017 all’articolo 428 del codice di procedura penale, la sentenza di non luogo a procedere è impugnabile esclusivamente mediante appello.
Le motivazioni della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha chiarito che il ricorso immediato in cassazione, noto come ricorso per saltum e disciplinato dall’articolo 569 del codice di procedura penale, non è ammissibile contro le sentenze di non luogo a procedere. Questa facoltà è limitata alle sentenze emesse al termine della fase di cognizione di primo grado, ovvero dopo un dibattimento. La sentenza in esame, invece, chiude la fase dell’udienza preliminare, una fase precedente al dibattimento vero e proprio.
Basandosi su questo consolidato orientamento giurisprudenziale, la Corte ha concluso che il Procuratore Generale avrebbe dovuto presentare un appello alla Corte d’Appello e non un ricorso per cassazione. Tuttavia, anziché dichiarare inammissibile il ricorso, la Corte ha applicato il principio di conservazione degli atti giuridici. Ha quindi provveduto a ‘qualificare’ il ricorso per cassazione come appello, ordinando la trasmissione di tutti gli atti alla Corte d’Appello di Brescia, che è l’organo funzionalmente competente a decidere nel merito.
Le conclusioni e l’impatto pratico
La decisione della Cassazione, pur essendo di natura strettamente procedurale, riveste una notevole importanza pratica. Essa ribadisce con fermezza che la via maestra per contestare una sentenza di non luogo a procedere è l’appello. Scegliere uno strumento di impugnazione errato, come il ricorso diretto in Cassazione, non porta necessariamente a una dichiarazione di inammissibilità, ma comporta una ‘correzione’ da parte della Corte, con la conseguente trasmissione degli atti al giudice competente. Questo principio garantisce che l’impugnazione possa essere esaminata nel merito, seppur con un inevitabile allungamento dei tempi processuali. La sentenza serve quindi come un fondamentale promemoria per gli operatori del diritto sulla necessità di scegliere con attenzione il corretto mezzo di impugnazione previsto dalla legge.
Come si deve impugnare una sentenza di non luogo a procedere?
Secondo la Corte di Cassazione, a seguito delle modifiche all’art. 428 del codice di procedura penale, la sentenza di non luogo a procedere è impugnabile soltanto mediante appello.
È possibile fare un ricorso diretto in Cassazione (per saltum) contro una sentenza di non luogo a procedere?
No. La sentenza chiarisce che il ricorso per saltum non è ammissibile contro questo tipo di provvedimento, in quanto è riservato alle sentenze che concludono il giudizio di primo grado.
Cosa accade se si presenta un ricorso per cassazione al posto dell’appello contro una sentenza di non luogo a procedere?
Se il ricorso è ammissibile per altri motivi, la Corte di Cassazione non lo dichiara inammissibile ma lo qualifica come appello e dispone la trasmissione degli atti alla Corte d’Appello competente per la decisione nel merito.