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Legge 119/2018 — Sezione Quinta Civile

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759 provvedimenti

Altri anni per Legge 119/2018

Cessazione della materia del contendere: accordo Fisco-impresa
Una società riceve un avviso di accertamento per il recupero di imposte non versate relative a Ires, Irap e Iva. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia giunge in Cassazione. Nel frattempo, la società chiede la definizione agevolata della lite fiscale. L'Agenzia delle Entrate, dopo un iniziale rifiuto, annulla il diniego in autotutela e conferma la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte dichiara la cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla causa senza vincitori né vinti e disponendo la compensazione delle spese di giudizio.
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Definizione agevolata: lo Studio Medico vince contro il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante un avviso di accertamento IRPEF emesso nei confronti di uno Studio Medico. Durante il giudizio di Cassazione, lo Studio Medico ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento della prima rata. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della procedura e ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
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Società di comodo: Fisco vince su motivazione accertamento
L'Agenzia delle Entrate ha emesso diversi avvisi di accertamento contro una società di persone e i suoi soci, qualificando l'impresa come società di comodo per gli anni dal 2006 al 2009. Nel corso del giudizio di Cassazione, gran parte delle pendenze tributarie è stata estinta grazie alla definizione agevolata (condono fiscale). Per la parte residua non condonata, relativa ai crediti IVA della società, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno stabilito che gli avvisi di accertamento erano validamente motivati poiché contenevano tutti gli elementi essenziali per consentire la difesa del contribuente. Inoltre, la Corte ha dichiarato inammissibile la richiesta di rivalutare i calcoli del test di operatività, trattandosi di una questione di merito non riesaminabile in sede di legittimità.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole a una società contribuente. Nel corso del giudizio, la società ha dimostrato di aver aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge n. 119/2018, presentando la relativa domanda e la prova della notifica. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha preso atto della cessazione della materia del contendere e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese di lite restino a carico di chi le ha anticipate.
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Tasse su terreni inedificabili: la definizione agevolata estingue la lite
Un'azienda riceve dal Comune due avvisi di accertamento ICI per terreni divenuti inedificabili. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la causa giunge in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società contribuente richiede e ottiene la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al relativo pagamento. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge e non è intervenuto alcun diniego da parte dell'amministrazione, la Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti: stop alla lite con il fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a una holding estera l'esterovestizione societaria, ritenendo che la sua reale sede amministrativa fosse in Italia. Dopo una lunga battaglia legale, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata delle liti ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando le somme previste per chiudere la pendenza. Avendo il fisco confermato la regolarità del pagamento, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Con questa decisione, la controversia tributaria si chiude definitivamente senza che i giudici debbano entrare nel merito delle accuse di evasione fiscale, compensando interamente le spese legali tra le parti.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e cancella la causa
Una commerciante ha impugnato un avviso di accertamento per maggiore IVA e sanzioni. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata (cosiddetta rottamazione delle cartelle), impegnandosi a rinunciare alla causa e pagando le somme dovute. Sia la contribuente sia l'Agenzia delle Entrate hanno quindi chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, stabilendo che l'adesione alla definizione agevolata estingue la lite e che non occorre liquidare le spese di giudizio, in quanto i costi del processo pendente sono assorbiti dalla sanatoria stessa.
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Definizione agevolata: il silenzio del Fisco estingue la lite
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società per un avviso di accertamento IVA. Nelle more del giudizio, la società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119/2018, depositando la prova del pagamento del dovuto. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinta la lite fiscale in Cassazione
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA. Durante la causa in Cassazione, la società si è avvalsa della definizione agevolata della controversia ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata e presentando la documentazione necessaria. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego e nessuna delle parti ha chiesto la prosecuzione della causa entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di ciascuna parte.
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Accertamento induttivo: fisco vince contro la contabilità confusa
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento contro una società e il suo socio unico per ricavi non dichiarati, basandosi su un accertamento induttivo dovuto alla contabilità inattendibile e alla confusione delle merci. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato gli atti impositivi, applicando però d'ufficio alcune sanzioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo per il socio, che ha aderito alla definizione agevolata. Ha invece accolto il ricorso del fisco contro la società, rilevando che i giudici d'appello non hanno motivato adeguatamente l'annullamento dell'accertamento e hanno applicato sanzioni d'ufficio senza averne il potere. La causa è stata rinviata per un nuovo giudizio.
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Definizione agevolata: il silenzio del fisco salva il contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di persone e ai suoi soci maggiori ricavi e perdite indebite per l'anno 2000. Dopo l'annullamento degli atti nei primi gradi di giudizio, l'amministrazione ha proposto ricorso in Cassazione. Nel frattempo, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per chiudere le pendenze tributarie, pagando le somme dovute o la prima rata. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego nei termini di legge e non è stata presentata istanza di trattazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Il contribuente vince la causa, vedendo confermata la chiusura agevolata della lite fiscale.
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Pace fiscale: il debito si cancella ma le spese restano divise
Una società contribuente ha richiesto l'estinzione di una causa tributaria contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La richiesta si fonda sul perfezionamento della definizione agevolata della controversia, nota come pace fiscale, ai sensi del decreto legge 119 del 2018. La società ha presentato i documenti del concessionario della riscossione e il provvedimento di sgravio dell'ufficio doganale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Riguardo alle spese di lite, la Corte ha stabilito che esse rimangono a carico di chi le ha anticipate. Infatti, l'adesione alla pace fiscale assorbe le spese del giudizio, escludendo una loro liquidazione o rimborso da parte del giudice.
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Definizione agevolata: la pace fiscale che estingue la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava una cartella di pagamento emessa nei confronti di una società e dei suoi soci per imposte non versate. Durante la pendenza del giudizio di Cassazione, la società e i soci hanno aderito alla definizione agevolata delle liti tributarie, pagando la prima rata e chiedendo la sospensione del processo. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine stabilito dalla legge e non è intervenuto alcun diniego da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la controversia si chiude definitivamente grazie alla definizione agevolata, con le spese di giudizio che restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: si chiude il caso della banca
L'Agenzia delle Entrate contestava a una banca estera l'esistenza di una stabile organizzazione in Italia. Secondo il Fisco, l'istituto raccoglieva e trasferiva all'estero i risparmi degli emigrati senza pagare le imposte dovute. La banca si difendeva negando l'attività di raccolta del risparmio e sostenendo la semplice esecuzione di rimesse di denaro. Durante il giudizio di Cassazione, la banca ha presentato domanda per la definizione agevolata della lite ai sensi del Decreto Legge 119/2018. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego e ha confermato la regolarità della procedura, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la controversia tributaria si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito, con le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: stop a sanzioni e dazi
Una società importatrice e il suo spedizioniere doganale impugnavano gli avvisi di rettifica dell'Amministrazione Finanziaria, emessi per il recupero di dazi doganali e sanzioni su lampade importate. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno richiesto l'estinzione del processo avendo perfezionato la definizione agevolata della lite ai sensi del d.l. n. 119/2018. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato l'avvenuto pagamento delle somme dovute. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese di lite tra le parti e stabilendo che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché la definizione della controversia è avvenuta in pendenza del ricorso.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza favorevole a una società contribuente riguardante un accertamento IVA. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge 119/2018. Avendo la società depositato la prova del regolare pagamento integrale di quanto dovuto e avendo l'Agenzia delle Entrate confermato la ricezione dei pagamenti, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere. Le spese legali sono state interamente compensate tra le parti, chiudendo definitivamente la vertenza fiscale senza vincitori né vinti sul merito.
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Condono fiscale: la società chiude la lite e ferma il fisco
Una società riceveva un avviso di accertamento per l'anno 2003 relativo a perdite su crediti ritenute indeducibili dal fisco. Dopo la decisione favorevole della Commissione Tributaria Regionale, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando la prima rata. L'ufficio finanziario confermava la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere a seguito del perfezionamento del condono fiscale. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite estinta
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione contro una società di costruzioni. Nel corso del giudizio, la società contribuente ha dimostrato di aver aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del decreto legge numero 119 del 2018. Avendo depositato la domanda di definizione e la prova della notifica all'ente impositore, la Corte di Cassazione ha preso atto della cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese di lite rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società di vendita auto, impugnando la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole alla contribuente. Nel corso del giudizio, la società ha dimostrato di aver aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi dell'articolo 6 del Decreto Legge 119/2018, presentando la relativa domanda e notificandola all'ufficio fiscale. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese di lite rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: il socio vince contro il Fisco
Un socio di una società a ristretta base azionaria riceveva un avviso di accertamento per presunti utili non dichiarati. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, in cui si discuteva della validità della notifica dell'atto originario alla società, la controversia giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata della lite ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando quanto dovuto. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge e nessuna delle parti ha chiesto la prosecuzione del giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Il contribuente ottiene così la chiusura definitiva della pendenza tributaria, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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