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Legge 119/2018 — Anno 2024

115 provvedimenti

Altri anni per Legge 119/2018

Notifica cartella: la Cassazione sui termini decadenza
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui termini di decadenza per la notifica di una cartella di pagamento relativa a IVA e IRPEF per gli anni 2000 e 2001. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato dichiarato inammissibile per tardività riguardo all'IRPEF, in quanto le controversie su condoni fiscali non beneficiano della sospensione semestrale dei termini. È stato invece accolto per l'IVA, confermando l'applicazione retroattiva delle norme che hanno esteso i termini per la notifica della cartella, rendendo tempestiva l'azione dell'ente impositore.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della presentazione, da parte dei contribuenti, di una domanda di definizione agevolata ai sensi del D.L. 119/2018. Sebbene una delle domande contenesse un numero di avviso errato, la Corte ha ritenuto prevalente la chiara volontà di saldare il debito, comprovata dalla corretta indicazione degli importi e dal pagamento della prima rata. Tale adesione ha causato un sopravvenuto difetto d'interesse alla prosecuzione della causa, portando alla sua estinzione senza condanna alle spese.
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Definizione agevolata: no al diniego per processo penale
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria non può negare la definizione agevolata di una lite tributaria basandosi sulla mera pendenza di un procedimento penale a carico di uno dei giudici della sentenza impugnata. Finché la sentenza non è revocata, essa è valida e permette l'accesso alla sanatoria. Di conseguenza, il ricorso della contribuente è stato accolto e il giudizio dichiarato estinto.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo ad avvisi di accertamento IRPEF. La decisione è seguita all'adesione del contribuente alla definizione agevolata, nota come 'rottamazione-ter'. Avendo il contribuente regolarizzato la propria posizione e versato le somme dovute, l'Amministrazione finanziaria ha concordato, portando alla cessazione della materia del contendere senza pronuncia sulle spese.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento fiscale, ha aderito alla definizione agevolata. A seguito della rinuncia al ricorso, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese legali sono assorbite dalla procedura di definizione e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Sospensione feriale termini: si applica al rinvio?
Un contribuente ha contestato un'iscrizione ipotecaria dell'Agente della Riscossione. Dopo una prima decisione della Cassazione, il caso è tornato al Tribunale, che ha dichiarato tardiva la ripresa del giudizio. Con una nuova ordinanza, la Suprema Corte ha stabilito che il Tribunale ha commesso un errore non applicando la sospensione feriale termini. Poiché l'impugnazione dell'ipoteca è un giudizio ordinario e non esecutivo, la pausa estiva dei termini processuali doveva essere considerata, rendendo tempestiva l'azione del contribuente.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver impugnato degli avvisi di accertamento fino in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata della controversia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che, in questi casi, non è dovuto il versamento del doppio del contributo unificato, poiché la chiusura del contenzioso deriva da una norma sopravvenuta e non dall'esito del ricorso.
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Error in procedendo: quando è nullo l’appello?
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un contribuente contro l'INPS. I motivi sulla rottamazione delle cartelle sono inammissibili per violazione del principio di autosufficienza, mentre l'eccezione di error in procedendo viene respinta perché non è stato dimostrato un pregiudizio concreto derivante dalla presunta violazione processuale.
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Giurisdizione giudice tributario su pignoramento
Un erede ha impugnato un pignoramento fiscale sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento originarie. La Commissione Tributaria Regionale aveva declinato la propria giurisdizione a favore del giudice ordinario. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, affermando la giurisdizione del giudice tributario. Secondo la Corte, quando l'atto esecutivo è il primo atto con cui il contribuente viene a conoscenza della pretesa fiscale, l'impugnazione riguarda il diritto a procedere alla riscossione, materia di competenza delle corti tributarie.
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Prescrizione cartelle: Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22689/2024, ha rigettato il ricorso di una contribuente, chiarendo importanti principi sulla prescrizione delle cartelle esattoriali non impugnate. La Corte ha stabilito che la mancata opposizione non converte automaticamente il termine di prescrizione in quello ordinario decennale. Al contrario, si applica il termine specifico previsto per ciascun tributo (es. triennale per il bollo auto, decennale per i tributi erariali), che decorre nuovamente dalla data di notifica della cartella. L'ordinanza ha inoltre confermato la validità della costituzione in giudizio dell'Agente della riscossione tramite avvocati del libero foro.
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Costi non deducibili: la Cassazione e la sovrafatturazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22572/2024, ha rigettato il ricorso di una società di trasporti contro un avviso di accertamento che contestava la deducibilità di costi derivanti da una consociata slovacca. La Corte ha ritenuto che la decisione dei giudici di merito fosse correttamente fondata su indizi di sovrafatturazione, rendendo irrilevanti le questioni sollevate dalla società circa l'esterovestizione e il transfer pricing. Di conseguenza, i costi sono stati confermati come non deducibili. Il giudizio per i soci è stato invece dichiarato estinto a seguito di definizione agevolata della lite.
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Sospensione giudizio tributario per rottamazione
La Corte di Cassazione ha disposto la sospensione di un giudizio tributario relativo a una cartella di pagamento per IRAP e IVA. La decisione è stata presa in seguito all'adesione del contribuente alla "Rottamazione quater". In base alla normativa sulla definizione agevolata, i procedimenti giudiziari pendenti vengono sospesi. La Corte ha quindi rinviato la causa, attendendo l'esito della procedura di rottamazione, e fissando un termine per la sospensione al 30 novembre 2027.
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Deposito telematico tardivo: negato l’errore scusabile
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente, confermando l'inammissibilità di un appello a causa di un deposito telematico tardivo. La Corte ha chiarito che la sola ricevuta di 'presa in carico' non perfeziona il deposito. È dovere del difensore verificare l'effettiva iscrizione a ruolo, la cui assenza per negligenza esclude l'applicazione dell'errore scusabile e della remissione in termini.
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Prescrizione crediti tributari: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria, sostenendo la prescrizione dei crediti tributari sottostanti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23099/2024, ha accolto il ricorso, chiarendo la differente durata della prescrizione per le varie componenti del debito. È stato stabilito che, in assenza di una sentenza passata in giudicato, si applica la prescrizione decennale per i tributi, ma quella quinquennale sia per le sanzioni che per gli interessi. La sentenza del giudice di merito, che aveva erroneamente applicato il termine unico decennale, è stata cassata con rinvio.
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Deposito fiscale virtuale: sanzioni e rinvio
Una società di logistica ha contestato sanzioni per l'uso irregolare di un deposito fiscale virtuale. Sebbene gli avvisi di accertamento IVA fossero stati annullati, la Cassazione aveva confermato la debenza di una sanzione per il ritardo. Nel successivo giudizio di rinvio, il giudice di merito ha errato, dichiarando inammissibile il ricorso originario. La Suprema Corte ha cassato questa decisione, stabilendo che il giudice del rinvio deve limitarsi a rideterminare la sanzione secondo il principio di proporzionalità, senza poter riesaminare questioni già decise.
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Definizione agevolata liti: estinzione del processo
Un contribuente, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento basato su documentazione extracontabile, ha aderito alla definizione agevolata liti pendenti. La Corte di Cassazione, una volta ricevuto atto del completo pagamento delle somme dovute, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, confermando l'efficacia risolutiva di tale strumento.
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Motivazione contraddittoria: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione contraddittoria. Il caso riguardava l'annullamento di alcune cartelle tributarie e di un'ipoteca esattoriale. La decisione d'appello è risultata illogica e incomprensibile nel suo percorso argomentativo, violando l'obbligo di fornire una motivazione chiara e coerente. La Suprema Corte ha quindi rinviato il caso a un nuovo giudice per una decisione corretta.
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Termini impugnazione: sospensioni non cumulabili
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per tardività, stabilendo un principio chiave sui termini di impugnazione: la sospensione feriale è assorbita da una sospensione speciale ex lege e non può essere aggiunta ad essa, portando alla decadenza dell'azione.
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Definizione agevolata: estingue il processo tributario
Una contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento sintetico per IRPEF. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata, presentando la relativa documentazione. La Corte, constatato che nessuna delle parti aveva richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge, ha dichiarato l'estinzione del processo, rendendo irrilevante la discussione sul merito della controversia.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un professionista, a seguito di un accertamento fiscale basato su movimenti bancari, ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale in Cassazione. Tuttavia, il processo si è concluso con una declaratoria di estinzione. La Corte Suprema ha infatti rilevato che il contribuente aveva aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge e, in assenza di istanze di trattazione o di un diniego, il procedimento legale doveva considerarsi terminato per legge.
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