LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 119/2018 — Anno 2024

Pagina 3 di 6

115 provvedimenti

Altri anni per Legge 119/2018

Estinzione del giudizio: la rinuncia dopo la sanatoria
Una società e i suoi soci impugnano accertamenti fiscali. In Cassazione, aderiscono a una sanatoria e rinunciano al ricorso. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio, ma non la cessazione della materia del contendere, compensando le spese.
Continua »
Estinzione del giudizio per definizione agevolata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia tra l'Agenzia delle Entrate e un contribuente relativa a un accertamento sintetico. Sebbene il dibattito iniziale vertesse sull'efficacia di uno 'scudo fiscale' per giustificare le spese, la lite si è conclusa prima di una decisione nel merito. Il contribuente ha aderito a una definizione agevolata, pagando l'importo dovuto. Visto che nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del processo entro i termini, la Corte ha sancito la cessazione della materia del contendere, portando all'estinzione del giudizio.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un contenzioso fiscale in materia di IRES. La società contribuente aveva aderito alla definizione agevolata, pagando l'importo dovuto. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa entro i termini di legge, il processo si è estinto per cessazione della materia del contendere.
Continua »
Estinzione del giudizio per definizione agevolata: il caso
Un gruppo societario ha impugnato un avviso di accertamento IRES. Durante il contenzioso, le società hanno aderito con successo a una definizione agevolata, versando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, poiché la procedura di sanatoria era stata completata e nessuna delle parti aveva richiesto la prosecuzione del processo entro i termini di legge.
Continua »
Definizione agevolata: stop al processo tributario
Un lungo contenzioso tributario tra un istituto di credito e l'Amministrazione Finanziaria, relativo all'esenzione da IRPEG e ILOR per l'anno 1986, si è concluso in Cassazione non con una decisione sul merito, ma con la dichiarazione di estinzione del giudizio. La banca contribuente ha infatti aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, presentando la documentazione del pagamento e chiudendo così definitivamente la lite pendente.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver aderito alla definizione agevolata, ottiene l'estinzione del giudizio tributario in Cassazione. La Corte ha applicato la norma che prevede l'estinzione se, dopo la comunicazione dell'istanza di definizione agevolata, nessuna delle parti chiede la trattazione della causa.
Continua »
Estinzione giudizio tributario per definizione agevolata
Un Ente Locale ha impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa a un avviso di accertamento ICI. La società contribuente, nel corso del giudizio, ha aderito alla definizione agevolata, versando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del versamento e della domanda, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata: esclusa se l’Ente non è parte
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17494/2024, ha stabilito che la definizione agevolata delle liti pendenti è inapplicabile se nel giudizio è parte solo l'Agente della riscossione e non l'ente impositore (es. Agenzia delle Dogane). Il caso riguardava un'intimazione di pagamento per accise del 2005. La Corte ha rigettato il ricorso del contribuente sulla definizione agevolata, ma ha accolto quello dell'Agente della riscossione, cassando la sentenza di merito per "motivazione apparente" e rinviando il caso a un nuovo esame.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società, coinvolta in un contenzioso per dazi antidumping non versati, ha utilizzato la procedura di definizione agevolata per saldare il proprio debito. La Corte di Cassazione, constatato il completamento del piano di pagamento rateale e l'assenza di opposizioni da parte dell'autorità fiscale, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione conferma che l'adesione a tali procedure risolve integralmente la controversia, comprese le sanzioni accessorie.
Continua »
Estinzione del processo tributario: il caso risolto
Una controversia fiscale su una donazione indiretta, giunta in Cassazione, si conclude con l'estinzione del processo tributario. La decisione segue l'adesione dei contribuenti a una definizione agevolata della lite, con il conseguente pagamento del debito. La Corte Suprema prende atto della cessata materia del contendere e dichiara estinto il giudizio, compensando le spese.
Continua »
Definizione agevolata: no al doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio tributario in seguito alla definizione agevolata della lite da parte dei contribuenti. La Corte ha chiarito che, in caso di cessata materia del contendere per avvenuta transazione, non è dovuto il pagamento del 'doppio contributo unificato', poiché questa è una misura sanzionatoria applicabile solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso e non può essere interpretata estensivamente.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Un contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento sintetico per un presunto incremento patrimoniale non dichiarato. Durante il giudizio in Cassazione, il ricorrente ha aderito alla definizione agevolata dei carichi tributari ("rottamazione-ter"). La Corte, presa visione della documentazione e dell'assenza di contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza decidere nel merito della controversia.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento sintetico fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata dei carichi tributari (cd. 'rottamazione-ter'). Avendo fornito la prova del buon esito della procedura, e in assenza di contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia.
Continua »
Estinzione del giudizio: la pace fiscale in Cassazione
Una società ha impugnato una decisione tributaria. Durante il procedimento in Corte di Cassazione, ha aderito con successo a una procedura di definizione agevolata, saldando il proprio debito. L'Amministrazione Finanziaria non si è opposta. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia.
Continua »
Affrancazione prezzo massimo: estingue il rimborso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il completamento della procedura di affrancazione del prezzo massimo di cessione, anche se avvenuto durante il processo, estingue il diritto dell'acquirente di ottenere il rimborso della somma pagata in eccesso. La Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere a causa di questo fatto sopravvenuto, ma ha condannato i venditori a pagare le spese legali basandosi sul principio della soccombenza virtuale, poiché l'acquirente avrebbe vinto la causa in assenza dell'affrancazione.
Continua »
Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. I giudici di secondo grado avevano confermato la decisione a favore di un contribuente, ma senza affrontare specificamente i motivi dell'appello dell'Agenzia delle Entrate riguardo sanzioni per conti esteri non dichiarati. La Suprema Corte ha ritenuto che il ragionamento fosse frammentario e incomprensibile, non permettendo di capire la ratio decidendi, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
Continua »
Notifica domicilio fiscale: 60 giorni, non 30
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina della notifica domicilio fiscale in caso di cambio di residenza. Un contribuente si opponeva a una cartella di pagamento, sostenendo la nullità della notifica dell'atto di accertamento prodromico, avvenuta al vecchio indirizzo dopo il suo trasferimento in un altro Comune. La Corte ha stabilito che, in caso di variazione del domicilio fiscale (trasferimento in altro Comune), la legge concede all'Amministrazione Finanziaria 60 giorni per notificare validamente al vecchio indirizzo. Poiché la notifica è avvenuta entro tale termine, è stata ritenuta valida, con conseguente rigetto del ricorso del contribuente.
Continua »
Responsabilità soci: debiti fiscali dopo cancellazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14259/2024, ha confermato la responsabilità soci per i debiti fiscali di una società di persone anche dopo la sua cancellazione dal registro delle imprese. La Corte ha stabilito che la cancellazione innesca un fenomeno successorio, trasferendo le obbligazioni tributarie ai soci. Nel caso specifico, l'accertamento fiscale, basato sull'analisi dei conti correnti a causa della perdita della contabilità, è stato ritenuto legittimo.
Continua »
Notifica rendita catastale: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di imposte sugli immobili: la notifica della rendita catastale è obbligatoria nei confronti del concessionario di un'area demaniale se quest'ultimo figura tra gli intestatari catastali. In un caso riguardante l'ICI dovuta da una società di gestione portuale, la Corte ha annullato l'accertamento fiscale proprio perché l'atto di classamento non era stato notificato alla società concessionaria, rendendolo inefficace nei suoi confronti.
Continua »
Costi non deducibili: la prova spetta al contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13383/2024, ha stabilito che in tema di costi non deducibili, la semplice esibizione di fatture e pagamenti da parte del contribuente non è sufficiente a provarne la legittimità se l'Amministrazione finanziaria fornisce elementi presuntivi sull'inesistenza delle operazioni. La Corte ha inoltre ribadito il principio di trasparenza fiscale per le società di persone, secondo cui il reddito societario è imputato ai soci indipendentemente dalla sua effettiva percezione, accogliendo integralmente il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
Continua »