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Legge 119/2018 — Sezione Quinta Civile

759 provvedimenti

Altri anni per Legge 119/2018

Definizione agevolata delle liti pendenti e rinvio della lite
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato in Cassazione la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole a una Società e ai suoi Soci riguardante accertamenti IRPEF, IRAP e IVA. Nelle more del giudizio, i Soci hanno completato la definizione agevolata delle liti pendenti, mentre la Società ha subito il rifiuto dell'istanza di condono. La Società ha impugnato questo rifiuto, ma il relativo ricorso è confluito in un altro fascicolo pendente tra le stesse parti. La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per consentire la trattazione congiunta dei procedimenti e l'esame pregiudiziale sul rifiuto del condono.
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Controversia Tributaria: Definizione Agevolata Estingue il Giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia tra l'Amministrazione Finanziaria e una Compagnia Assicurativa. L'oggetto del contendere riguardava il metodo di contabilizzazione delle minusvalenze per gli anni d'imposta 2004 e 2005. La Compagnia Assicurativa aveva presentato una domanda di definizione agevolata della controversia tributaria pendente, pagando gli importi dovuti. L'Agenzia delle Entrate ha quindi chiesto l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, richiesta accolta dalla Corte. Le spese processuali sono rimaste a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Lite tributaria e condono: la Cassazione chiude il contenzioso
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società contribuente, rideterminando il reddito imponibile per mancato riconoscimento dell'esenzione fiscale sulle partecipazioni. La società ha impugnato l'atto fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata della lite tributaria ai sensi del Decreto Legge 119/2018. La società ha quindi pagato la prima rata del condono fiscale e completato il piano dilazionato. L'amministrazione finanziaria ha confermato il regolare incasso di tutte le somme pattuite e nessuna parte ha richiesto la prosecuzione della causa. La Corte di Cassazione ha accertato il perfezionamento della procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
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Contenzioso doganale bloccato dalla definizione agevolata a rate
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a un'impresa importatrice l'errata classificazione tariffaria di accessori per tubi importati dall'Asia, chiedendo il recupero dei dazi antidumping e relative sanzioni. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la vertenza è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del processo, l'impresa ha presentato domanda per accedere alla definizione agevolata dei carichi tributari, ottenendo un piano di rateizzazione in dieci rate concesso dall'ente impositore. I giudici di legittimità hanno preso atto della regolare pendenza dei pagamenti rateali ancora in corso. La Corte ha stabilito che la pendenza del piano rateale impedisce sia la decisione sul merito sia la chiusura definitiva del processo. Di conseguenza, i magistrati hanno disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa in attesa dell'integrale versamento di quanto dovuto.
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Definizione agevolata: il caso che estingue il giudizio tributario
Una Società ha ricevuto una cartella di pagamento per tributi, contestandola. Dopo un iter giudiziario che ha visto decisioni contrastanti tra Commissione Tributaria Provinciale e Regionale, la Società ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, ha poi aderito a una `definizione agevolata` del debito fiscale. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, riconoscendo che l'adesione alla `definizione agevolata` rende inutile proseguire la causa. Le spese processuali sono state poste a carico della Società ricorrente.
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Cessazione materia del contendere: la Corte estingue le liti tributarie
L'Autorità Fiscale aveva emesso avvisi di accertamento per maggiore IRES nei confronti di una Compagnia. Dopo vari gradi di giudizio, la Compagnia ha richiesto la cessazione materia del contendere. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinti i giudizi perché le liti tributarie erano state definite secondo l'Art. 6, D.L. n. 119/2018. La cessazione materia del contendere ha risolto la controversia, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate, ponendo fine al contenzioso senza una decisione sul merito.
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Definizione agevolata: stop a fermo e processo senza doppie spese
Una contribuente impugnava un preavviso di fermo amministrativo collegato a diverse cartelle esattoriali. I giudici tributari di primo e secondo grado respingevano le richieste della debitrice. La cittadina proponeva quindi ricorso in Cassazione. Nelle more del procedimento, la contribuente presentava istanza di definizione agevolata per sanare la propria posizione debitoria e rinunciava formalmente al ricorso. L'agente della riscossione accettava tale rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. I giudici hanno disposto la compensazione totale delle spese di giudizio ed escluso l'obbligo del raddoppio del contributo unificato, applicabile solo alle impugnazioni pretestuose o dilatorie.
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Definizione agevolata: rate in corso e stop all’estinzione
L'Agenzia delle Dogane contestava a una società commerciale dazi doganali non versati per importazioni dall'Asia, sostenendo la tempestività dell'accertamento per presunta frode. Nelle more del ricorso per Cassazione, la società contribuente chiedeva l'estinzione del contenzioso dichiarando di aver aderito alla sanatoria fiscale. La Suprema Corte ha rilevato che il piano di rateazione della definizione agevolata risultava ancora in corso fino al tardo 2023 e che mancava la prova dell'integrale versamento del debito. I giudici hanno quindi sospeso la chiusura definitiva della causa, rinviando l'udienza a data successiva alla scadenza dell'ultima rata per verificare l'effettivo adempimento dei pagamenti.
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Definizione agevolata e fisco: quando il processo si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a una Società di leasing diversi avvisi di accertamento per IVA, IRES e IRAP relativi agli anni 2005 e 2006. Le contestazioni riguardavano costi inesistenti e percentuali forfettarie applicate ai contratti di leasing nautico. Dopo la decisione del giudice d'appello, entrambe le parti hanno proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la Società ha presentato domanda di definizione agevolata per estinguere le pendenze fiscali. La Società ha effettuato regolarmente tutti i versamenti previsti e l'ufficio finanziario ha confermato il corretto adempimento. La Corte di Cassazione ha quindi preso atto del perfezionamento della sanatoria e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, compensando di fatto le spese tra le parti.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al contenzioso
Un Ente Locale ha notificato un avviso di accertamento per l'imposta comunale sugli immobili a un Istituto Religioso. L'ente contribuente ha impugnato l'atto e, nel corso del giudizio di legittimità, ha aderito alla sanatoria fiscale prevista dalla legge, depositando la documentazione per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie. Nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro i termini di legge e l'amministrazione non ha notificato alcun diniego. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione definitiva del processo, stabilendo che le spese giudiziarie restano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la rateizzazione non chiude la lite
L'Azienda ha impugnato un accertamento fiscale fondato su studi di settore. Durante il giudizio di legittimità, la società ha chiesto la chiusura della causa comunicando l'adesione alla procedura di definizione agevolata del proprio debito. L'Amministrazione Finanziaria ha tuttavia contestato la richiesta, rilevando che il contribuente non aveva ancora saldato tutte le rate del piano concordato. La Corte di Cassazione ha stabilito che la mera adesione alla sanatoria non estingue la causa tributaria. L'estinzione definitiva si perfeziona esclusivamente dopo il versamento integrale dell'intero importo dovuto e la prova dell'avvenuto saldo. La Corte ha pertanto rinviato l'udienza in attesa della scadenza del piano rateale.
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Tassazione divisione ereditaria: lite aperta e tregua
Due eredi hanno ricevuto un avviso di liquidazione dall'amministrazione finanziaria relativo all'imposta di registro per una sentenza di divisione giudiziale. Il fisco ha applicato l'aliquota ordinaria per i trasferimenti sui conguagli superiori al cinque per cento del valore delle quote. I contribuenti hanno impugnato l'atto contestando i criteri di calcolo. La commissione tributaria regionale ha confermato la pretesa fiscale, ritenendo legittimo l'operato dell'ufficio. I contribuenti hanno quindi proposto ricorso per cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le eredi hanno chiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla legge sulla giustizia tributaria. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo. La tassazione divisione ereditaria trova così un percorso di composizione bonaria che blocca temporaneamente la controversia giudiziaria.
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Definizione Agevolata Liti Fiscali: Avviso Liquidazione è Atto Impositivo?
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di "definizione agevolata liti fiscali". Un Contribuente aveva contestato un avviso di liquidazione per imposta di registro. L'Agenzia delle Entrate aveva negato la definizione agevolata, sostenendo che l'avviso non fosse un atto impositivo. La Suprema Corte ha chiarito che un avviso di liquidazione, se costituisce la prima comunicazione della pretesa fiscale, ha natura di atto impositivo e rende la controversia definibile. Ha accolto il ricorso del Contribuente, annullando il diniego dell'Agenzia e dichiarando estinto il giudizio principale, con compensazione delle spese.
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Definizione agevolata della controversia e stop al processo
Una società e la sua socia hanno impugnato un accertamento fiscale avente ad oggetto maggiori redditi imputati al socio. Nelle more del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la società e la socia hanno aderito alla definizione agevolata della controversia. Le contribuenti hanno eseguito il pagamento della sanzione dovuta e hanno depositato le relative quietanze in giudizio. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della sanatoria. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della procedura tributaria e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese di giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, mentre è stato escluso il pagamento del doppio contributo unificato.
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Contribuente vs Fisco: La Definizione Agevolata Estingue il Giudizio
Un Contribuente aveva impugnato avvisi di accertamento IRPEF. Durante il ricorso in Cassazione, il Contribuente ha aderito a una procedura di definizione agevolata prevista dal D.L. n. 119/2018, saldando quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, riconoscendo che l'adesione alla definizione agevolata aveva risolto la disputa. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le aveva anticipate, senza applicare il "doppio contributo unificato" per l'inammissibilità sopravvenuta.
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Definizione agevolata della controversia e stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società maggiori ricavi per diverse annualità tramite accertamento induttivo. Dopo alterne vicende nei primi due gradi di giudizio, la causa è approdata dinanzi alla Corte di Cassazione con ricorsi proposti da entrambe le parti. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società contribuente, in stato di concordato preventivo autorizzato dal giudice delegato, ha presentato domanda di definizione agevolata della controversia e ha versato gli importi dovuti per chiudere la lite fiscale. Constatato il pagamento della sanatoria, la mancata richiesta di prosecuzione del giudizio e la sopravvenuta rinuncia della società, la Suprema Corte ha dichiarato la totale estinzione dei ricorsi riuniti, ponendo definitivamente fine alla vertenza con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione Agevolata Negata, Ricorso Fiscale Inammissibile per Errore
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso complesso riguardante una società e l'Agenzia delle Entrate. La società aveva impugnato una cartella di pagamento per sanzioni, ottenendo l'accoglimento della prescrizione. Successivamente, ha tentato la **definizione agevolata controversia tributaria**, ma l'Agenzia ha negato questa possibilità, sostenendo che la cartella non fosse il primo atto impositivo. L'Agenzia ha poi proposto ricorso in Cassazione contro la prescrizione, ma lo ha fatto contro la persona fisica titolare e non contro la società. La Cassazione ha rigettato l'impugnazione della definizione agevolata e ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia per vizio di parte. Le spese sono state compensate.
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Rottamazione ter: il Fisco sospende il giudizio in attesa dei pagamenti
Un Contribuente ha impugnato avvisi di accertamento IRPEF. Successivamente, ha aderito alla "Rottamazione ter", una definizione agevolata dei debiti fiscali. L'Azienda ha accolto l'appello dell'Amministrazione finanziaria, ma il Contribuente ha informato la Corte dell'adesione alla Rottamazione ter, con pagamenti rateizzati fino a novembre 2023. La Corte di Cassazione ha quindi deciso di sospendere il giudizio e rinviare la trattazione a nuovo ruolo, in attesa del completo perfezionamento della Rottamazione ter. Il caso verrà ripreso dopo la scadenza dell'ultima rata.
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Estinzione del processo tributario: la definizione agevolata salva l’Azienda
Un'Azienda ha impugnato un atto dell'Amministrazione Fiscale per il recupero di un credito d'imposta. Dopo aver perso in secondo grado, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, le parti hanno raggiunto una "definizione agevolata della controversia". La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo tributario per cessazione della materia del contendere. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le aveva anticipate, senza applicazione del doppio contributo unificato.
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Studi di Settore: Accertamento Fiscale e la Via della Conciliazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso che vedeva contrapposti l'Agenzia delle Entrate e una Società di Trasporti. L'Agenzia aveva contestato alla Società maggiori ricavi basandosi sugli studi di settore, ritenendo che i dati dichiarati si discostassero da quelli attesi per il settore. Dopo vari gradi di giudizio, la Società ha optato per la definizione della lite, un accordo transattivo con il Fisco. Questa scelta ha portato all'estinzione del processo, con le spese a carico della parte che le aveva anticipate, ponendo fine alla disputa sull'accertamento fiscale.
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