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D.P.R. 639/1970

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237 provvedimenti

Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulle pensioni dei propri iscritti. La decisione si fonda sul principio costituzionale della riserva di legge, secondo cui solo lo Stato può imporre prestazioni patrimoniali. Inoltre, la Corte ha stabilito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, trattandosi di un credito per la restituzione di un indebito e non di ratei pensionistici.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privatizzata sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che un simile prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, necessita di una base legale che non può essere costituita da una delibera interna dell'ente. L'appello della cassa è stato dichiarato inammissibile e, per la restituzione delle somme, è stato confermato il termine di prescrizione ordinario di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza professionale contro un suo pensionato, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulla pensione. La Corte ha ribadito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, richiede una base legale specifica che non può essere introdotta autonomamente dalla cassa. È stata inoltre confermata la prescrizione decennale per le azioni di restituzione.
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Decadenza NASpI: il termine per agire in giudizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione giudiziaria per ottenere la NASpI è soggetta a un termine di decadenza non prorogabile. Nel caso esaminato, un lavoratore ha presentato ricorso oltre il termine di un anno e 300 giorni dalla domanda amministrativa, vedendo così la sua richiesta definitivamente respinta. La Suprema Corte ha chiarito che il termine per la decadenza NASpI è di ordine pubblico e il suo decorso non può essere interrotto né da un ricorso amministrativo tardivo né da una decisione tardiva dell'ente previdenziale.
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Decadenza prestazioni previdenziali: il caso
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce un punto cruciale sulla decadenza delle prestazioni previdenziali. Il caso riguarda una lavoratrice che aveva ricevuto solo una parte dell'indennità di disoccupazione riconosciutale. L'ente previdenziale sosteneva che il diritto alle mensilità mancanti fosse decaduto. La Corte ha stabilito che la decadenza per prestazioni previdenziali non si applica quando il diritto è stato interamente riconosciuto ma solo parzialmente pagato, distinguendo nettamente tra 'riconoscimento parziale' e 'pagamento parziale'.
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Pensione spettacolo: limite retributivo per Quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34200/2024, ha stabilito che per la pensione spettacolo, il calcolo della cosiddetta "Quota B" (relativa alle anzianità maturate dal 1° gennaio 1993) deve rispettare il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dall'art. 12 del d.P.R. n. 1420/1971. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale limite. Viene così consolidato l'orientamento secondo cui tale massimale non è stato abrogato e costituisce un elemento coessenziale della disciplina pensionistica, più favorevole, per i lavoratori del settore.
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Massimale pensionabile spettacolo: il limite si applica
Un lavoratore del settore dello spettacolo ha contestato l'applicazione di un tetto retributivo al calcolo della sua pensione (quota B). Dopo decisioni favorevoli nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha ribaltato la sentenza. L'ordinanza stabilisce che il massimale pensionabile spettacolo, previsto da una norma del 1971, è ancora in vigore e deve essere applicato, in quanto parte integrante di un sistema previdenziale di favore. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che il massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo si applica anche alla cosiddetta "quota B" della pensione, ossia quella maturata dopo il 1° gennaio 1993. La Corte ha ribaltato la decisione di merito, confermando la piena vigenza del limite di retribuzione giornaliera previsto dalla normativa di settore, ritenendolo un elemento coessenziale a un sistema previdenziale complessivamente favorevole per questa categoria di lavoratori.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione conferma
In una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema del calcolo pensionistico per i lavoratori dello spettacolo, focalizzandosi sul massimale pensionabile. La controversia vedeva contrapposti l'ente previdenziale e un lavoratore riguardo l'applicabilità di un tetto massimo alla retribuzione giornaliera per il calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione (maturata dopo il 1993). La Corte Suprema ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale pensionabile spettacolo previsto da una normativa del 1971 è ancora pienamente in vigore e deve essere applicato. La decisione ribalta la sentenza d'appello, affermando che tale limite non è stato abrogato né superato dalle leggi successive e costituisce un elemento coessenziale del regime previdenziale di favore per la categoria.
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Decadenza prestazione previdenziale: quando scatta?
Un lavoratore ha richiesto a un ente previdenziale una maggiorazione contributiva per esposizione ad amianto. La sua domanda giudiziale è stata respinta perché presentata oltre il termine di tre anni. Il lavoratore ha sostenuto che il termine dovesse decorrere da una seconda domanda amministrativa, rendendo tempestiva l'azione legale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la valutazione su quale fosse la domanda amministrativa valida da cui far partire la decorrenza è una questione di fatto, di competenza esclusiva dei giudici di merito e non riesaminabile in sede di legittimità. Il caso sottolinea la rigida applicazione della decadenza prestazione previdenziale.
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Decadenza domanda amministrativa: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito il principio di decadenza della domanda amministrativa in ambito previdenziale. Un lavoratore ha perso il diritto alla rivalutazione contributiva per amianto perché ha agito in giudizio troppo tardi rispetto alla prima istanza del 1996, rendendo inutile la seconda domanda presentata nel 2006 e confermando che i termini non possono essere 'riavviati'.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà prelevato sulle pensioni. La Corte ha ribadito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, necessita di una base legale che i regolamenti interni degli enti non possono fornire. Viene inoltre confermata la prescrizione decennale per il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute.
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Prescrizione Pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale contro un suo iscritto. La controversia riguardava il ricalcolo della pensione secondo il principio del pro rata e il termine di prescrizione per la restituzione delle somme trattenute. La Corte ha confermato la sua giurisprudenza costante: per le azioni di ripetizione di indebito, come nel caso di somme pensionistiche erroneamente trattenute, si applica la prescrizione pensione decennale e non quella quinquennale prevista per le prestazioni previdenziali.
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Massimale pensionabile Quota B: la Cassazione decide
Un pensionato, ex lavoratore dello spettacolo, ha contestato il calcolo della sua pensione, in particolare della "quota B", a causa dell'applicazione di un tetto massimo alla retribuzione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31955/2024, ha stabilito due principi chiave: la decadenza triennale si applica solo ai ratei arretrati e non al diritto al ricalcolo per il futuro; il vecchio "massimale pensionabile" previsto dal D.P.R. 1420/1971 è ancora valido per il calcolo della "quota B", non essendo stato abrogato dalle riforme successive. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'ente previdenziale su questo punto, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una Cassa previdenziale privatizzata sulle pensioni. La Corte ha stabilito che l'introduzione di un tale prelievo spetta solo alla legge e non rientra nei poteri autonomi degli enti, ordinando la restituzione delle somme trattenute al pensionato.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privatizzata sulle pensioni dei propri iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non rientra nei poteri regolamentari autonomi dell'ente previdenziale. Di conseguenza, il pensionato ha diritto alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione decennale.
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Contributo solidarietà illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ente previdenziale privato non può imporre un contributo di solidarietà sulle pensioni in essere basandosi sulla propria autonomia regolamentare. Tale prelievo, configurandosi come prestazione patrimoniale imposta, richiede una specifica previsione di legge. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La decisione si fonda sul principio della riserva di legge sancito dall'art. 23 della Costituzione, secondo cui solo una legge dello Stato può introdurre prestazioni patrimoniali obbligatorie. La Corte ha confermato il diritto del pensionato alla restituzione delle somme trattenute, con prescrizione decennale, e ha condannato la cassa per aver intentato un ricorso inammissibile contro un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Prescrizione indennità mobilità: 10 anni per ricalcolo
Due lavoratori hanno contestato il calcolo della loro indennità di mobilità. La Cassazione ha stabilito che la prescrizione indennità mobilità per il ricalcolo è decennale, non quinquennale, poiché il credito non era stato correttamente liquidato dall'Ente Previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello.
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Contributo solidarietà pensioni: Cassazione lo boccia
Una cassa di previdenza per professionisti aveva imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale prelievo, stabilendo che solo una legge dello Stato, e non un'autonoma delibera della Cassa, può introdurre una simile imposizione patrimoniale. È stato inoltre chiarito che il diritto del pensionato a richiedere la restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque. Di conseguenza, il ricorso della Cassa è stato dichiarato inammissibile.
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