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D.P.R. 639/1970

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237 provvedimenti

Neutralizzazione contributiva: limiti al ricalcolo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale in merito alla richiesta di ricalcolo di una pensione di anzianità. La controversia verte sulla neutralizzazione contributiva di periodi di lavoro domestico meno favorevoli. I giudici hanno chiarito che il termine di decadenza triennale si applica anche alle domande di riliquidazione di trattamenti già in essere. Inoltre, è stato ribadito che il principio di neutralizzazione non può essere esteso oltre l'ultimo quinquennio antecedente il pensionamento, specialmente sotto il regime normativo che mira a riflettere l'intera vita lavorativa del beneficiario.
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Pensione di reversibilità: guida al ricalcolo
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da una pensionata per ottenere il ricalcolo della propria pensione di reversibilità. La controversia riguardava l'applicazione degli incrementi in quota fissa sulla pensione del coniuge defunto, destinati a riflettersi sull'assegno della superstite. Nonostante la Corte d'Appello avesse già riconosciuto il diritto agli arretrati escludendo la decadenza triennale, la ricorrente ha impugnato la decisione chiedendo una retrodatazione ulteriore e una pronuncia di principio sull'inapplicabilità della decadenza. La Suprema Corte ha rilevato la genericità dei motivi e la carenza di interesse ad agire, essendo la parte già risultata vittoriosa nel merito.
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Onere della prova trattenuta INPS: rigetto ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di un lavoratore agricolo relativa a una presunta trattenuta indebita operata dall'ente previdenziale. Il fulcro della decisione riguarda l'onere della prova trattenuta INPS: il ricorrente non ha fornito documenti idonei, come cedolini o prospetti chiari, per dimostrare l'effettiva decurtazione, mentre l'ente ha provato il regolare pagamento della prestazione.
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Calcolo pensione pro rata: Cassazione conferma
Una cassa di previdenza per professionisti ha impugnato una sentenza che la condannava a ricalcolare una pensione, avendo applicato retroattivamente un metodo di calcolo meno favorevole. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando l'illegittimità del calcolo pensione pro rata retroattivo e ribadendo che il diritto al ricalcolo si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Decadenza previdenziale: la nuova legge non è retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di decadenza previdenziale. Un nuovo termine di decadenza, introdotto da una legge successiva, si applica anche alle situazioni preesistenti, ma la sua decorrenza inizia solo dalla data di entrata in vigore della nuova norma. Nel caso di specie, la richiesta di una pensionata per il riconoscimento di vecchi contributi, presentata nel 2012, non poteva essere considerata decaduta in base a una legge del 2011, poiché il termine non era ancora trascorso. La sentenza di appello è stata quindi annullata.
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Neutralizzazione contributi: come ricalcolare la pensione
Un pensionato ha ottenuto la riliquidazione della sua pensione di anzianità grazie al principio di neutralizzazione contributi. La Corte d'Appello, in sede di rinvio dalla Cassazione, ha confermato il diritto di escludere dal calcolo i contributi figurativi dannosi, maturati dopo aver raggiunto il requisito massimo. La decisione ha però limitato il pagamento degli arretrati agli ultimi tre anni a causa della decadenza triennale.
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Decadenza riliquidazione pensione: salvo il diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza riliquidazione pensione, prevista da una specifica normativa, si applica solo agli arretrati maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale. Il diritto del pensionato a ottenere il ricalcolo della propria pensione per il futuro rimane intatto, in quanto diritto fondamentale e imprescrittibile. L'ente previdenziale è stato quindi condannato a ricalcolare la pensione e a corrispondere gli arretrati limitatamente al triennio.
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Prescrizione amianto: decorrenza e consapevolezza
Un lavoratore esposto ad amianto ha richiesto la rivalutazione contributiva, ma l'ente previdenziale ha eccepito la prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto è prescritto, chiarendo che il termine di prescrizione amianto decorre dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza dell'esposizione, momento che può coincidere con la richiesta di certificazione all'istituto infortunistico.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
Un lavoratore, esposto ad amianto, si è visto negare il diritto alla rivalutazione contributiva in appello per intervenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che il termine di prescrizione decennale per questo beneficio, autonomo rispetto alla pensione, decorre dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza dell'esposizione, non dal pensionamento. La Suprema Corte ha inoltre ribadito che il giudice ha il potere di individuare autonomamente tale momento iniziale, basandosi sugli atti di causa.
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Errata comunicazione ente: quando c’è risarcimento?
Una cittadina ha citato in giudizio un ente previdenziale per danni derivanti da una errata comunicazione ente relativa ai termini di impugnazione, che ha causato la decadenza del suo diritto di contestare il diniego di una prestazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione sull'errore scusabile del cittadino e sul suo diritto al risarcimento è una questione di fatto, di competenza esclusiva dei giudici di merito e non sindacabile in sede di legittimità.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata ai propri pensionati è illegittimo. Secondo i giudici, le Casse non hanno il potere di introdurre prelievi di natura patrimoniale, poiché tale facoltà è riservata esclusivamente alla legge dello Stato. La Corte ha inoltre chiarito che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, confermando la tutela dei diritti dei pensionati.
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Contributo solidarietà: Cassazione su pensioni private
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contributo di solidarietà non può essere imposto da una cassa di previdenza privata tramite un proprio regolamento, poiché tale prelievo rientra nella riserva di legge. Un professionista in pensione si era opposto a questa trattenuta, ottenendo ragione. La Corte ha chiarito che solo il legislatore può introdurre prestazioni patrimoniali di questo tipo. Inoltre, è stato confermato che il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulle pensioni dei propri iscritti. La Suprema Corte ha stabilito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non tramite un regolamento interno della Cassa. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite, con un termine di prescrizione decennale per l'azione di recupero da parte del pensionato.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La Corte ha stabilito che tali enti non possono introdurre prelievi tramite regolamento, poiché tale potere spetta solo alla legge. Inoltre, ha confermato la prescrizione decennale per la restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni già liquidate. Ha stabilito che tale prelievo può essere introdotto solo per legge e non tramite regolamento interno. Inoltre, ha ribadito che il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Prescrizione decennale pensione: la Cassazione decide
Un ente previdenziale ha contestato il diritto di un pensionato al rimborso di un contributo di solidarietà illegittimo, invocando una prescrizione di cinque anni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per la restituzione di somme indebitamente trattenute si applica la prescrizione decennale pensione. La Corte ha specificato che il termine breve vale solo per le rate di pensione esigibili, non per importi mai messi a disposizione del pensionato.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della Quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29769/2024, ha stabilito che per la pensione dei lavoratori dello spettacolo, il calcolo della cosiddetta "Quota B" deve ancora tenere conto del massimale di retribuzione giornaliera pensionabile previsto da una normativa del 1971. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto superato tale limite. La motivazione risiede nel fatto che questo limite è parte integrante di un sistema pensionistico complessivamente più vantaggioso per questa categoria di lavoratori rispetto alla generalità degli assicurati.
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Termine di decadenza INPS: la Cassazione fa chiarezza
Un lavoratore ha richiesto l'assegno per il nucleo familiare, ma l'ente previdenziale non ha risposto. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha chiarito il calcolo del termine di decadenza per l'azione giudiziaria. In caso di silenzio dell'ente e in assenza di un ricorso amministrativo, il termine di un anno per agire in giudizio non decorre dopo 210 giorni, ma dopo 300 giorni dalla data della domanda amministrativa. Questa sentenza stabilisce un importante principio a tutela del cittadino, uniformando il calcolo del dies a quo per l'inizio del termine di decadenza.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza professionale contro la sentenza che annullava il contributo di solidarietà imposto ai suoi pensionati. La Corte ha ribadito che l'introduzione di tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, è soggetta a riserva di legge e non rientra nell'autonomia regolamentare degli enti. Di conseguenza, le trattenute sono illegittime e il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28542/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto su un trattamento pensionistico. La Corte ha ribadito che una simile trattenuta, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotta solo da una legge e non da un regolamento interno dell'ente. Di conseguenza, il diritto alla restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive nel termine ordinario di dieci anni.
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