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D.P.R. 639/1970

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237 provvedimenti

Termine di decadenza previdenziale: la Cassazione frena l’INPS
Il Pensionato ha richiesto all'ente previdenziale il pagamento degli interessi legali per il ritardo nella liquidazione della sua pensione. Il Tribunale ha rigettato la domanda, ritenendola prescritta in base a una nuova legge del 2011 che ha esteso il termine di decadenza previdenziale anche alle prestazioni già liquidate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pensionato, stabilendo che il nuovo termine di decadenza previdenziale introdotto nel 2011 non può applicarsi retroattivamente a situazioni di ritardo anteriori. La legge si applica solo a partire dalla sua entrata in vigore, ovvero dal 6 luglio 2011. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio al Tribunale per una nuova decisione.
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Decadenza Fondo di Garanzia INPS: ricorso tardivo costa il TFR
Una lavoratrice ha chiesto il pagamento del TFR e delle ultime mensilità al Fondo di Garanzia gestito dall'ente previdenziale, dopo il fallimento del datore di lavoro. L'ente ha eccepito la tardività dell'azione giudiziaria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il termine per avviare la causa è di un anno e trecento giorni dalla domanda amministrativa. Poiché la lavoratrice ha depositato il ricorso in tribunale oltre questo termine invalicabile, la Corte ha dichiarato la decadenza Fondo di Garanzia INPS, rigettando definitivamente la richiesta di pagamento.
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Ricalcolo della pensione: la Cassazione salva gli arretrati
Tre pensionati hanno chiesto all'INPS il ricalcolo della pensione per ottenere l'importo corretto basato sull'ottanta per cento della base pensionabile. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda ritenendola interamente decaduta per il decorso del termine di tre anni previsto dalla legge. I pensionati si sono rivolti alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno accolto parzialmente il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la decadenza triennale per la richiesta di ricalcolo della pensione non cancella l'intero diritto. Essa colpisce esclusivamente le differenze sui singoli ratei scaduti prima del triennio precedente alla causa. I ratei successivi restano pienamente esigibili. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Rivalutazione contributiva per amianto: il ritardo costa caro
Il Lavoratore ha chiesto all'Ente Previdenziale il riconoscimento dei benefici previdenziali per l'esposizione all'amianto. La Corte d'Appello ha dichiarato la domanda inammissibile per decadenza, poiché il cittadino non ha avviato l'azione giudiziaria entro tre anni e trecento giorni dalla domanda amministrativa rimasta senza risposta. Il Lavoratore ha proposto ricorso, sostenendo che tale termine non si applicasse alla rivalutazione dei singoli ratei di una pensione già attiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la rivalutazione contributiva per amianto costituisce un diritto autonomo rispetto alla pensione stessa. Di conseguenza, si applica pienamente il termine di decadenza previsto dalla legge. Il Lavoratore perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali.
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Ricalcolo della pensione: salvi i diritti anche dopo tre anni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando il diritto del pensionato al ricalcolo della pensione. L'ente sosteneva che il pensionato fosse decaduto dall'azione poiché percepiva l'assegno da oltre tre anni. I giudici hanno invece chiarito che la decadenza triennale non cancella l'intero diritto alla riliquidazione, ma colpisce esclusivamente i singoli ratei maturati oltre i tre anni precedenti alla domanda giudiziale. Di conseguenza, il pensionato ha diritto a ottenere l'adeguamento della pensione tramite il conteggio dei contributi figurativi, perdendo solo le differenze economiche relative alle mensilità più vecchie di tre anni rispetto alla data del ricorso.
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Ricalcolo della pensione: salvi i ratei futuri anche in ritardo
Un pensionato ha richiesto all'ente previdenziale il ricalcolo della pensione per un errato conteggio dei contributi. La Corte d'Appello ha dichiarato l'azione inammissibile per intervenuta decadenza triennale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza per la richiesta di ricalcolo della pensione non ha effetto tombale sull'intero diritto. Essa colpisce esclusivamente le differenze economiche sui ratei maturati oltre i tre anni precedenti alla domanda giudiziale, lasciando intatti i ratei successivi. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Ricalcolo della pensione: la Cassazione salva i ratei arretrati
Il Pensionato ha chiesto il ricalcolo della pensione per includere alcune indennità nei periodi di contribuzione figurativa. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda ritenendola interamente prescritta per decadenza triennale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Pensionato, stabilendo che la decadenza triennale introdotta nel 2011 non cancella il diritto al ricalcolo della pensione in sé. Essa colpisce esclusivamente i singoli ratei mensili scaduti prima del triennio precedente alla domanda giudiziale (cosiddetta decadenza mobile). Di conseguenza, il diritto a ottenere l'adeguamento della pensione per il futuro rimane intatto, e il Pensionato perde solo le differenze economiche più vecchie di tre anni. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Riproposizione della domanda in appello: l’errore che costa la pensione
Il Pensionato ha chiesto all'INPS il ricalcolo della propria pensione. Il Tribunale ha dichiarato la decadenza della richiesta senza esaminare il merito della vicenda. Il Pensionato ha proposto appello contestando unicamente la decadenza, senza richiedere espressamente il ricalcolo. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che, anche se il primo grado si pronuncia solo su una questione preliminare, la riproposizione della domanda in appello per la parte di merito è indispensabile ai sensi dell'articolo 346 c.p.c. In mancanza di un richiamo, anche implicito, alla richiesta di ricalcolo, la domanda si considera rinunciata. Il Pensionato perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Riliquidazione della pensione: la decadenza non cancella il diritto
Un pensionato ha chiesto la riliquidazione della pensione di anzianità per ottenere un ricalcolo favorevole. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ritenendo che fosse decorso il termine di decadenza di tre anni per l'intera pretesa. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza triennale non cancella l'intero diritto al ricalcolo, ma colpisce esclusivamente i singoli ratei arretrati oltre i tre anni precedenti alla domanda giudiziale. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Riliquidazione della pensione: il diritto non scade del tutto
Un pensionato ha chiesto la ricostituzione del proprio trattamento pensionistico per escludere dal calcolo alcune settimane di mobilita non vantaggiose. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda dichiarando la decadenza totale del diritto per il decorso del termine triennale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza prevista dalla legge non estingue il diritto alla riliquidazione della pensione in modo definitivo. Essa si applica solo come decadenza mobile, limitando la perdita esclusivamente ai ratei mensili maturati prima del triennio precedente alla domanda giudiziale. Il pensionato conserva quindi il diritto al ricalcolo per il futuro e per i tre anni antecedenti alla causa.
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Riliquidazione del trattamento pensionistico: salvi gli arretrati
Un pensionato ha chiesto all'INPS la ricostituzione della propria pensione di anzianità per escludere dal calcolo alcune settimane di mobilità svantaggiose. La Corte d'Appello ha respinto la domanda ritenendo prescritto l'intero diritto per decorso del termine triennale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza prevista dalla legge non estingue il diritto alla riliquidazione del trattamento pensionistico in sé. Al contrario, essa opera come decadenza mobile, limitando la perdita economica esclusivamente ai ratei maturati oltre i tre anni precedenti la domanda giudiziale. Di conseguenza, il pensionato conserva il diritto al ricalcolo della pensione per il futuro e al recupero delle differenze relative all'ultimo triennio.
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Riliquidazione del trattamento pensionistico: arretrati salvi
Un pensionato ha chiesto all'INPS la riliquidazione del trattamento pensionistico per escludere dal calcolo alcune settimane di mobilità svantaggiose. La Corte d'appello ha respinto la domanda, ritenendo che il pensionato fosse decaduto dal diritto per aver superato il termine di tre anni previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato. I giudici hanno stabilito che il decorso del termine di tre anni non cancella del tutto il diritto a ricalcolare la pensione. La decadenza colpisce unicamente le singole rate mensili scadute prima del triennio precedente alla causa. Il pensionato conserva quindi il diritto a ottenere l'adeguamento della pensione per il futuro e a recuperare gli arretrati degli ultimi tre anni. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio.
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Ricalcolo della pensione: la decadenza non cancella il diritto
Un pensionato ha chiesto all'ente previdenziale il ricalcolo della pensione per neutralizzare la contribuzione finale meno favorevole. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, ritenendo interamente prescritto il diritto per il decorso del termine triennale di decadenza. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza non estingue il diritto alla rideterminazione dell'assegno. L'effetto della decadenza si limita esclusivamente ai ratei maturati oltre i tre anni precedenti alla domanda giudiziale. Di conseguenza, il pensionato conserva il diritto a ottenere l'adeguamento della prestazione per il futuro e il recupero delle somme arretrate relative all'ultimo triennio. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Ricalcolo della pensione: la Cassazione salva gli arretrati
Un pensionato ha chiesto all'ente previdenziale il ricalcolo della pensione per escludere la contribuzione finale meno favorevole. La Corte d'Appello ha respinto la domanda ritenendo che il diritto fosse interamente prescritto per il decorso del termine triennale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza non estingue il diritto alla riliquidazione ma colpisce solo i ratei maturati prima del triennio antecedente alla domanda giudiziale.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione la applica anche ai vecchi diritti
Un pensionato, titolare di un trattamento maturato prima del 2011, aveva chiesto il ricalcolo del suo assegno. L'Ente Previdenziale si era opposto, invocando il termine di tre anni introdotto da una legge del 2011. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio fondamentale: la decadenza ricalcolo pensione si applica anche ai trattamenti pensionistici sorti prima dell'entrata in vigore della norma. Il termine di tre anni, però, non cancella il diritto in sé, ma limita la possibilità di recuperare gli arretrati ai soli tre anni precedenti la domanda giudiziale. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente che favoriva il pensionato.
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Decadenza ricalcolo pensione: diritto salvo, ma arretrati a rischio
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo della sua pensione a causa di un errore. L'Ente Previdenziale si è opposto, sostenendo che il diritto fosse perso per il decorso del termine triennale. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decadenza del ricalcolo pensione: il diritto a una pensione calcolata correttamente è imprescrittibile e non si perde mai. La decadenza triennale si applica solo agli arretrati maturati più di tre anni prima della domanda giudiziale, ma non pregiudica il diritto a ricevere la pensione giusta per il futuro e per l'ultimo triennio. Di conseguenza, il pensionato ha vinto la causa, ottenendo il ricalcolo e il recupero parziale degli arretrati.
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Decadenza Ricalcolo Pensione: Diritto Salvo, Arretrati Persi
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo della sua pensione dopo molti anni dalla sua liquidazione. L'Ente Previdenziale sosteneva che il diritto fosse perso per il decorso del tempo. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decadenza ricalcolo pensione: la richiesta tardiva non cancella il diritto a una pensione corretta per il futuro. La decadenza si applica solo ai ratei arretrati maturati oltre tre anni prima della domanda giudiziale. Il diritto alla pensione, costituzionalmente protetto, non può essere azzerato, ma solo limitato nel recupero delle somme passate. Vince quindi il Pensionato, che ottiene il ricalcolo della pensione da quel momento in poi e per gli ultimi tre anni, perdendo solo gli arretrati più vecchi.
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Decadenza Ricalcolo Pensione: Richiesta Tardiva, Diritto Perso
Un lavoratore dello spettacolo in pensione aveva chiesto il ricalcolo del suo assegno, contestando l'applicazione di un limite massimo alla retribuzione. L'Ente Previdenziale si è opposto, invocando la decadenza triennale ricalcolo pensione, ovvero la scadenza del termine per fare causa. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente. Ha stabilito che il termine di tre anni per agire non parte dalla data della richiesta di ricalcolo, ma dalla data di entrata in vigore della legge che ha introdotto tale termine (6 luglio 2011). Di conseguenza, la richiesta del pensionato era tardiva. La Corte ha anche confermato la validità del massimale retributivo per il calcolo della pensione. L'Ente Previdenziale vince la causa.
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Decadenza ricalcolo pensione: diritto salvo ma arretrati persi
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo di una pensione con decorrenza dal 1997. L'Istituto Previdenziale si è opposto, invocando la perdita del diritto per il decorso di un termine. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decadenza ricalcolo pensione. Ha chiarito che il termine di decadenza triennale, introdotto nel 2011, si applica anche alle pensioni nate prima di tale data. Tuttavia, questa decadenza non estingue completamente il diritto al ricalcolo. Il suo effetto si limita a impedire il recupero degli arretrati maturati oltre tre anni prima della domanda giudiziale. Il diritto a una pensione ricalcolata correttamente per il futuro e per l'ultimo triennio è salvo.
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Violazione del Giudicato: Ente perde causa per un errore formale
Un gruppo di pensionati chiede e ottiene il ricalcolo della propria pensione. L'Ente Previdenziale si oppone e ricorre in Cassazione, sostenendo la violazione del giudicato, ovvero che una precedente sentenza avesse già risolto la questione in modo definitivo. Tuttavia, la Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. L'Ente, infatti, ha commesso un errore formale decisivo: non ha inserito nel suo atto il testo integrale della sentenza che riteneva violata. Questa mancanza ha impedito ai giudici di valutare il merito della questione, confermando la vittoria dei pensionati.
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