L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di gestione portuale l'indebita deduzione di costi per un evento estivo, qualificandoli come spese di rappresentanza anziché spese di pubblicità, oltre all'errata imputazione temporale di altre imposte. L'ente impositore ha quindi recuperato a tassazione Ires, Irap e IVA. I giudici tributari hanno confermato la riqualificazione, rilevando l'assenza di un legame diretto tra l'evento culturale e la vendita dei servizi portuali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, ribadendo che, in mancanza di una promozione diretta di specifici beni aziendali, i costi per manifestazioni generiche costituiscono spese di rappresentanza soggette a rigidi limiti di deducibilità.
Continua »