LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.Lgs. 472/1997 — Anno 2026

Pagina 20 di 20

388 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 472/1997

Visto di conformità infedele: competenza e sanzioni
Un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) ha impugnato una cartella di pagamento per un visto di conformità infedele, sostenendo l'incompetenza territoriale dell'ufficio emittente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza per irrogare sanzioni in questi casi spetta inderogabilmente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista (il CAF), non a quella del contribuente assistito. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio provinciale è stato annullato.
Continua »
Prescrizione credito tributario: l’actio iudicati
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa a un debito fiscale del 2001, sostenendo l'avvenuta prescrizione. Il debito era stato confermato da una sentenza del 2009. La Corte di Cassazione ha chiarito che, in presenza di una sentenza passata in giudicato, la prescrizione del credito tributario diventa decennale (c.d. actio iudicati). Ha inoltre stabilito che le norme emergenziali COVID hanno sospeso e prorogato tale termine, rendendo la pretesa del Fisco tempestiva e legittima.
Continua »
Competenza territoriale intermediario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato delle cartelle di pagamento emesse nei confronti di un intermediario fiscale per un visto di conformità infedele. La decisione si fonda sulla violazione delle norme sulla competenza territoriale dell'intermediario, stabilendo che l'unico ufficio legittimato ad agire è la Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista 'trasgressore', e non quello del contribuente. Questo vizio procedurale ha reso gli atti impositivi nulli, assorbendo ogni altra questione di merito.
Continua »
Visto di conformità infedele: competenza regionale
Un Responsabile dell'Assistenza Fiscale (RAF) ha impugnato una cartella di pagamento per un visto di conformità infedele, contestando la competenza dell'ufficio emittente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la sanzione deve essere irrogata dalla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate, in base al domicilio fiscale del professionista, e non dalla Direzione Provinciale. L'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato quindi annullato.
Continua »
Subconcessione demaniale e IMU: chi paga il conto?
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità per il pagamento dell'IMU su beni demaniali. Un concessionario di uno stabilimento balneare, che aveva concesso in affitto un ramo d'azienda, si è visto recapitare un avviso di accertamento IMU. Sostenendo che il debitore fosse l'affittuario, in quanto sub-concessionario, ha impugnato l'atto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, evidenziando la netta distinzione tra un semplice affitto d'azienda e una vera e propria subconcessione demaniale. Quest'ultima, per essere tale e trasferire la soggettività passiva del tributo, richiede un atto formale che coinvolga anche l'ente concedente e non può essere desunta implicitamente dalla sola autorizzazione all'affitto.
Continua »
Competenza visto infedele: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) per un visto di conformità infedele. Il motivo della decisione risiede nell'incompetenza dell'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate che ha emesso l'atto. La Corte ha ribadito un principio consolidato: la competenza a irrogare tali sanzioni spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo in cui ha domicilio fiscale il professionista o il CAF che ha commesso la violazione.
Continua »
Motivazione per relationem: Cassazione annulla sentenza
Una società di ingegneria ha impugnato un avviso di accertamento fiscale relativo a deduzioni e agevolazioni per un impianto. Dopo due sentenze sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione d'appello. La Corte ha ritenuto la sentenza viziata da una motivazione per relationem meramente apparente, in quanto il giudice si era limitato a richiamare la decisione di primo grado e gli atti della controparte senza un'autonoma e critica valutazione, violando così l'obbligo di motivazione. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Sollecito di pagamento TARI: la motivazione è valida
Un contribuente ha impugnato un sollecito di pagamento per la TARI, lamentando la mancata notifica degli atti presupposti e un difetto di motivazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un sollecito di pagamento, qualora si configuri come atto di mera liquidazione basato sulla dichiarazione originaria del contribuente e su tariffe pubbliche, è sufficientemente motivato. Non è necessario, in tal caso, allegare o notificare preventivamente gli avvisi di pagamento, poiché il contribuente possiede già tutti gli elementi per comprendere la pretesa fiscale.
Continua »