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D.Lgs. 472/1997 — Anno 2026

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388 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 472/1997

Prescrizione cartelle esattoriali: le prove necessarie
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria sulla prescrizione cartelle esattoriali in un contenzioso ereditario. Il caso evidenzia come le incertezze sulle date di notifica originarie impediscano di stabilire se i debiti fiscali siano estinti, rendendo necessaria l'acquisizione dei fascicoli di merito per verificare l'impatto delle sospensioni legate all'emergenza sanitaria.
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Amministratore di fatto sanzioni: chi è responsabile?
La Corte di Cassazione conferma che l'amministratore di fatto sanzioni risponde personalmente degli illeciti tributari se la società è una cartiera creata come schermo. Nonostante la regola generale attribuisca le sanzioni alla persona giuridica, la natura fittizia dell'ente sposta la responsabilità sul gestore materiale.
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Società di comodo: detrazione IVA e limiti fiscali
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società in liquidazione qualificata come società di comodo per non aver raggiunto i ricavi minimi previsti dalla legge. Sebbene la Corte abbia confermato la natura non operativa per le imposte dirette a causa della mancanza di prove su impedimenti oggettivi, ha accolto il ricorso riguardante il credito IVA. Secondo i giudici, il diritto alla detrazione IVA non può essere negato automaticamente sulla base della disciplina nazionale se esiste un'attività economica effettiva conforme ai principi dell'Unione Europea.
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Amministratore di fatto sanzioni: chi paga i debiti?
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità personale di un amministratore di fatto per sanzioni tributarie derivanti da una frode IVA. La decisione evidenzia che, in presenza di società create artificiosamente per scopi illeciti, lo scudo della personalità giuridica non protegge l'autore materiale delle violazioni.
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Responsabilità solidale presidente associazione: guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità solidale presidente associazione per debiti fiscali non richiede il rispetto del termine di 60 giorni se l'ispezione non ha riguardato direttamente il soggetto. Inoltre, chi ricopre la carica risponde delle sanzioni per omessa dichiarazione anche senza ingerenza nella gestione.
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Responsabilità solidale tributaria dei rappresentanti
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale tributaria di un ex rappresentante di associazioni sportive. L'ente impositore aveva contestato un'operazione di interposizione fittizia in cui le associazioni venivano usate per pagare personale che lavorava effettivamente per una società terza. La Corte ha stabilito che il rappresentante risponde dei debiti fiscali sorti per legge, indipendentemente dalla firma di specifici contratti, a causa dei suoi doveri di gestione e dichiarazione fiscale.
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Sanzioni tributarie amministratore di fatto: la guida
La Corte di Cassazione ha chiarito che le sanzioni tributarie amministratore di fatto relative a violazioni commesse nell'interesse di una società di capitali ricadono esclusivamente sull'ente. Il caso riguardava contestazioni per omessa tenuta della contabilità in una società esterovestita. I giudici hanno stabilito che, in presenza di una società reale e non puramente fittizia, l'amministratore non risponde personalmente delle sanzioni pecuniarie, in virtù del principio di esclusività del debito sanzionatorio in capo alla persona giuridica.
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Sanzioni tributarie concorso: consulenti e società
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di sanzioni irrogate a un consulente per presunto concorso in violazioni fiscali di una società cliente. Il caso chiarisce che le sanzioni tributarie concorso richiedono prove solide e che la definizione della pendenza da parte del contribuente principale tramite accertamento con adesione può precludere la sanzione per i terzi.
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Sanzioni tributarie: quando l’aumento è illegittimo
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti all'applicazione delle sanzioni tributarie aggravate. In un caso di frode IVA tramite operazioni inesistenti, la Corte ha confermato la responsabilità della società, ma ha annullato l'aumento del 40% per recidiva, poiché mancavano precedenti violazioni accertate in modo definitivo.
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Detraibilità interessi mutuo: novità per l’abitazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detraibilità interessi mutuo spetta anche per l'acquisto del solo diritto di abitazione, equiparandolo alla proprietà. Inoltre, il contribuente non è responsabile in solido se il sostituto d'imposta non versa le ritenute d'acconto già effettuate.
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Cessione verbale di azienda: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria riguardante una presunta cessione verbale di azienda. I giudici hanno riscontrato una motivazione apparente da parte della Corte d'appello e un'omessa pronuncia sulla reale estensione della responsabilità solidale del cessionario per i debiti fiscali pregressi.
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Annullamento sanzioni tributarie e giudicato esterno
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento sanzioni tributarie irrogate al legale rappresentante di un'associazione. La decisione si fonda sul giudicato esterno: l'atto impositivo principale, presupposto delle sanzioni, era già stato annullato con una precedente sentenza definitiva. Essendo venuto meno il debito d'imposta a monte, decade automaticamente anche l'atto sanzionatorio dipendente.
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Ricognizione di debito: imposta fissa, non proporzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la ricognizione di debito, essendo una dichiarazione di scienza senza autonomo contenuto patrimoniale, è soggetta a imposta di registro in misura fissa e non proporzionale. La sentenza risolve un contrasto giurisprudenziale, specificando che l'atto non crea una nuova obbligazione ma conferma quella esistente. La Corte ha accolto il ricorso di una società contro l'Agenzia delle Entrate, annullando la pretesa di un'imposta proporzionale su un decreto ingiuntivo contenente un riconoscimento di debito.
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Società di comodo: Cassazione e la Direttiva IVA
Una società operante nel settore del riciclo è stata classificata come 'società di comodo' dall'Agenzia delle Entrate per mancanza di ricavi, nonostante avesse sostenuto costi significativi per avviare l'attività. La causa dell'inattività era il ritardo del Comune nel rilasciare la necessaria concessione edilizia. La Corte di Cassazione, richiamando una sentenza della Corte di Giustizia Europea, ha annullato l'accertamento. Ha stabilito che la qualifica di società di comodo non può basarsi su una mera presunzione legata ai ricavi, specialmente in presenza di oggettive cause di forza maggiore. La normativa italiana è stata ritenuta in contrasto con il principio di neutralità dell'IVA sancito dal diritto europeo.
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Giudicato esterno: limiti in materia fiscale e royalties
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1634/2026, ha chiarito i limiti del giudicato esterno in materia tributaria. Il caso riguardava una società italiana che applicava una ritenuta ridotta sui canoni (royalties) versati a una consociata tedesca. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato l'operazione, sostenendo che il beneficiario effettivo fosse la casa madre statunitense, con conseguente applicazione di un'aliquota superiore. La società ha invocato una precedente sentenza favorevole relativa a un'altra annualità. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la qualifica di beneficiario effettivo è un elemento di fatto che deve essere accertato per ogni singolo periodo d'imposta, pertanto il giudicato esterno non si estende automaticamente a situazioni suscettibili di variazione nel tempo.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero, confermando l'assoggettamento all'imposta unica scommesse anche per gli operatori privi di concessione che raccolgono gioco in Italia. La Corte ha escluso violazioni del diritto UE, ribadendo che la tassazione si applica a chiunque operi sul territorio nazionale, basandosi sul principio di territorialità e sulla solidarietà passiva tra il bookmaker e i centri di trasmissione dati. La decisione sottolinea come la normativa non sia discriminatoria e sia giustificata da motivi di interesse generale.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
In un caso di visto di conformità infedele, la Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza per l'iscrizione a ruolo delle somme dovute dal professionista responsabile non è dell'ufficio locale del contribuente, ma della direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale del professionista stesso. La Corte ha sottolineato la natura anche punitiva della responsabilità, giustificando l'applicazione di questa regola di competenza speciale.
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Eccezioni assorbite: obbligo di riproposizione in appello
Una società contribuente si è vista annullare in appello una sentenza favorevole di primo grado. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che il giudice d'appello ha l'obbligo di esaminare tutte le eccezioni assorbite in primo grado, a condizione che la parte le abbia specificamente riproposte. Nel caso di specie, la Commissione Tributaria Regionale aveva ignorato le doglianze della società sulla carenza di motivazione dell'atto fiscale, violando le norme procedurali. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1409/2026, ha analizzato il caso di una socia di una S.p.A. a ristretta base azionaria a cui erano stati imputati utili extracontabili. La Corte ha confermato la legittimità della presunzione distribuzione utili, specificando che per superarla non è sufficiente dimostrare una mera conflittualità interna, ma occorre provare una totale estraneità alla gestione societaria. Ha tuttavia accolto il motivo relativo alle sanzioni, disponendo l'applicazione della normativa più favorevole sopravvenuta (ius superveniens).
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Accertamento sintetico: quando la motivazione regge
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un accertamento sintetico basato su ingenti incrementi patrimoniali. La Corte ha chiarito che una critica generica al metodo di valutazione del Fisco non è sufficiente per denunciare una 'motivazione apparente' da parte del giudice di merito, il quale aveva correttamente ritenuto legittimo l'operato dell'Amministrazione Finanziaria in assenza di prove contrarie fornite dalla contribuente.
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