LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.Lgs. 472/1997 — Anno 2025

Pagina 13 di 19

376 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 472/1997

Abuso personalità giuridica: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2284/2025, ha cassato la decisione di merito che escludeva l'abuso della personalità giuridica solo perché la società era effettivamente operativa. Secondo la Corte, l'abuso può configurarsi anche in un momento successivo alla costituzione, qualora un'operazione specifica sia posta in essere con il solo scopo di conseguire un indebito vantaggio fiscale, senza valide ragioni economiche. Il caso riguardava la vendita di un immobile seguita dalla cessione delle quote societarie, un meccanismo che secondo l'Amministrazione Finanziaria mirava a eludere la tassazione sulla plusvalenza immobiliare.
Continua »
Visto di conformità infedele: l’ufficio competente
Un professionista ha impugnato una cartella di pagamento per visto di conformità infedele. La Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo la competenza esclusiva della direzione regionale basata sul domicilio fiscale del professionista e non del contribuente, rendendo nullo l'atto emesso dall'ufficio provinciale.
Continua »
Visto di conformità infedele: la competenza decide
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa a carico di un professionista per un visto di conformità infedele. La decisione si fonda su un vizio di procedura: l'atto è stato emesso da un ufficio territorialmente incompetente. Secondo la Corte, la competenza spetta alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista e non a quella del contribuente assistito. Questo errore procedurale ha reso l'atto illegittimo, portando al suo annullamento a prescindere dal merito della violazione.
Continua »
Visto infedele: l’ufficio competente a sanzionare
Un professionista che aveva apposto un visto infedele su una dichiarazione dei redditi è stato sanzionato dall'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che la competenza esclusiva per irrogare la sanzione spetta alla direzione regionale del domicilio fiscale del professionista, non a quella del contribuente. Un atto emesso da un ufficio incompetente è illegittimo.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2643/2025, ha stabilito che la norma sul raddoppio termini accertamento per capitali detenuti in paradisi fiscali ha natura procedurale e, pertanto, si applica retroattivamente. È stato accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un contribuente per l'omessa dichiarazione di capitali in Svizzera, annullando la decisione di merito che aveva ritenuto illegittimo l'atto sanzionatorio perché notificato oltre i termini ordinari.
Continua »
Visto di conformità infedele: Ufficio Competente
Un professionista ha contestato una cartella di pagamento ricevuta per un visto di conformità infedele. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che la competenza a sanzionare non è dell'ufficio del domicilio del contribuente, ma di quello del professionista che ha commesso la violazione. Questa regola sulla competenza territoriale è inderogabile e la sua violazione rende l'atto nullo.
Continua »
Esenzione daziaria aeronautica: certificato richiesto
Una società importava materiali per uso aeronautico, richiedendo un'esenzione dai dazi. La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere l'esenzione daziaria aeronautica, l'importatore deve presentare un certificato di aeronavigabilità specifico per la merce o, in alternativa, una dichiarazione del venditore che contenga gli elementi identificativi di tale certificato, creando un collegamento diretto con un singolo aeromobile. Un certificato generico di approvazione dell'impresa non è stato ritenuto sufficiente. La sentenza del giudice di secondo grado, favorevole all'azienda, è stata annullata con rinvio.
Continua »
Sospensione daziaria: certificato di aeronavigabilità
La Corte di Cassazione ha stabilito che per beneficiare della sospensione daziaria sull'importazione di componenti aeronautici non è sufficiente presentare un certificato generale di approvazione della produzione aziendale. È invece necessario un documento, come il certificato di aeronavigabilità o una dichiarazione sostitutiva equivalente, che colleghi in modo inequivocabile le merci importate a uno specifico aeromobile civile. La mera inerzia pregressa dell'Agenzia delle Dogane non genera un legittimo affidamento per l'operatore.
Continua »
Ravvedimento operoso: quando è valido per sanare?
Un contribuente ha utilizzato crediti d'imposta inesistenti in compensazione. Successivamente, ha tentato un ravvedimento operoso versando solo l'imposta principale, omettendo interessi e sanzioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che un pagamento parziale non perfeziona il ravvedimento, lasciando inalterato il debito tributario e le sanzioni originarie. La decisione del giudice di merito, che aveva ritenuto estinto il debito, è stata annullata con rinvio.
Continua »
Indeducibilità costi da reato: la Cassazione decide
Una società del settore automobilistico è stata oggetto di accertamento fiscale per la deduzione di costi legati a presunte attività di riciclaggio e per ricavi non dichiarati. La Corte di Cassazione, con la sentenza 2951/2025, ha definito il principio di indeducibilità costi da reato, stabilendo che un costo è indeducibile solo se direttamente collegato a un reato intenzionale per il quale il pubblico ministero ha avviato un'azione penale. La Corte ha annullato la decisione di merito per non aver verificato tale presupposto e ha rinviato il caso per un nuovo giudizio, ordinando anche l'applicazione delle leggi sanzionatorie più favorevoli nel frattempo sopravvenute (principio del favor rei).
Continua »
Valutazione aree edificabili: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha impugnato avvisi di accertamento ICI emessi da un'amministrazione comunale, contestando la valutazione delle aree edificabili. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3236/2025, ha confermato la legittimità del metodo di stima utilizzato dal Comune, ma ha cassato la sentenza di secondo grado nella parte relativa alle sanzioni. La Corte ha stabilito che il giudice tributario non può rigettare la contestazione delle sanzioni senza fornire una specifica e adeguata motivazione, annullando la decisione su questo punto e rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Valore in dogana: quando le royalties si includono
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate per l'uso di un marchio devono essere incluse nel valore in dogana dei beni importati se il licenziante esercita un controllo significativo, anche indiretto, sulla produzione. Secondo la Corte, il pagamento di tali corrispettivi diventa una "condizione di vendita" implicita, rendendoli parte della base imponibile, anche in assenza di un legame diretto tra chi detiene il marchio e il produttore estero. La sentenza di merito è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione basata su questi principi.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione annulla
Una società agricola si è vista riqualificare il proprio reddito da agricolo a reddito d'impresa, con conseguenti avvisi di accertamento. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di merito per omessa motivazione su punti decisivi, come il raddoppio termini accertamento e la legittimità di un nuovo avviso emesso in autotutela. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Agevolazioni fiscali ambientali: l’onere della prova
Una società si è vista negare le agevolazioni fiscali ambientali per un impianto fotovoltaico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che spetta al contribuente dimostrare che l'investimento ha una finalità primariamente ambientale e non meramente speculativa, come la vendita di energia. Il ricorso è stato respinto poiché la società non ha fornito prove sufficienti a sostegno della sua richiesta.
Continua »
Agevolazione prima casa: no abolitio criminis
La Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica dei criteri per definire un immobile di lusso non cancella le sanzioni per chi ha reso una dichiarazione mendace per ottenere l'agevolazione prima casa in base alla vecchia normativa. Il fulcro dell'illecito è la falsità della dichiarazione al momento in cui è stata resa, non il parametro normativo che è stato violato. Di conseguenza, non si configura un'abolitio criminis e le sanzioni restano valide.
Continua »
Agevolazioni prima casa: decadenza e termini chiari
Una contribuente aveva venduto la sua prima casa entro 5 anni e ne aveva riacquistata un'altra entro un anno, senza però trasferirvi la residenza. L'Agenzia delle Entrate ha revocato le agevolazioni prima casa, ma l'avviso è stato notificato oltre il termine di decadenza. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che il termine triennale per l'accertamento fiscale decorre dalla scadenza dell'anno concesso al contribuente per riacquistare l'immobile e trasferirvi la residenza.
Continua »
Esportazioni e IVA: documenti doganali e sanzioni
La Corte di Cassazione analizza un caso di accertamento IVA su esportazioni. Viene stabilito che un errore materiale nei documenti doganali non è sanzionabile se le fatture allegate sono corrette e permettono di rettificare l'errore. Tuttavia, per gli acconti su merci da esportare, la non imponibilità IVA è subordinata alla prova effettiva dell'uscita dei beni dal territorio UE, prova che spetta all'esportatore fornire.
Continua »
Nullità sentenza tributaria: la Cassazione ordina rinvio
Una società contesta un accertamento fiscale basato su metodo induttivo. In Cassazione, lamenta diversi vizi, tra cui la nullità della sentenza tributaria per irregolarità nella composizione del collegio giudicante e nel verbale d'udienza. La Corte Suprema, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione sul merito e disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire i fascicoli dei gradi precedenti e verificare la fondatezza di tali vizi procedurali, ritenuti prioritari.
Continua »
Notifica al portiere: quando è nulla senza avviso
Una società farmaceutica ha impugnato una cartella di pagamento, sostenendo che la notifica al portiere dell'atto originario fosse invalida per la mancata spedizione della raccomandata informativa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'omissione di tale avviso causa la nullità della notificazione, annullando di conseguenza la pretesa fiscale.
Continua »
Omessa presentazione merce dogana: sanzione severa
Una società di logistica non presenta la merce al controllo doganale prima di spedirla all'estero. La Cassazione stabilisce che l'omessa presentazione merce dogana è una violazione sostanziale che lede la funzione di controllo, giustificando la sanzione più grave prevista dall'art. 305 TULD, anche se la merce ha poi lasciato l'UE.
Continua »