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D.Lgs. 446/1997 — Anno 2023

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272 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 446/1997

Regime fiscale società sportive: la Cassazione chiarisce
Una società sportiva dilettantistica, costituita in forma di società di capitali, ha richiesto il rimborso dell'IRAP, sostenendo di dover essere tassata come un ente non commerciale. La Corte di Cassazione ha respinto tale interpretazione, stabilendo che il regime fiscale per le società sportive di capitali, anche se non profit, segue le regole ordinarie previste per gli enti commerciali ai fini IRAP. La Corte ha chiarito che le agevolazioni fiscali specifiche non si estendono alle regole generali di determinazione dell'imposta.
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Autonoma organizzazione IRAP: il ruolo dei terzi
Un professionista ha richiesto il rimborso dell'IRAP, sostenendo di non avere un'autonoma organizzazione nonostante si avvalesse di collaboratori esterni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'utilizzo non occasionale di collaboratori terzi, il cui apporto incide significativamente sull'attività, costituisce il presupposto impositivo dell'IRAP. L'onere di provare l'assenza di tale organizzazione spetta al contribuente che richiede il rimborso.
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Rimborso IRAP: quando scatta il termine per la richiesta?
Un ente locale ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata in eccesso per la mancata deduzione di costi per dipendenti disabili. La controversia riguarda il momento da cui far partire il termine di 48 mesi per la richiesta: dalla data dei singoli acconti o da quella del saldo finale? La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul punto, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione più approfondita, senza risolvere la questione nel merito.
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Valore venale aree edificabili: la prova spetta a te
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 13096/2023, chiarisce la tassazione delle aree edificabili soggette a vincoli urbanistici. La sentenza stabilisce che tali vincoli non eliminano la natura edificabile del suolo, ma ne riducono il valore venale. Tuttavia, l'onere di provare l'effettiva diminuzione del valore e la sua entità spetta interamente al contribuente. Il ricorso di una società contro un avviso di accertamento ICI è stato respinto poiché non ha fornito prove sufficienti a contrastare la valutazione del Comune, basata su una delibera generale considerata adeguatamente motivata.
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Rimborso IRAP: sì al socio senza poteri decisionali
Un consulente, socio di minoranza di una grande società di servizi, ha ottenuto il via libera dalla Corte di Cassazione per il rimborso IRAP. La Corte ha stabilito che l'utilizzo di una struttura organizzativa altrui non comporta il pagamento dell'imposta se il professionista non ha un potere decisionale autonomo su di essa, requisito fondamentale per l'assoggettamento a IRAP.
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Interposizione di persona: la prova del possesso
In un caso di presunta elusione fiscale tramite interposizione di persona in una compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale. Non è sufficiente per l'Agenzia delle Entrate dimostrare l'esistenza di uno schema societario volto a spostare un reddito (una plusvalenza) su un soggetto con perdite fiscali pregresse. È necessario che l'amministrazione finanziaria provi, anche tramite presunzioni, che il contribuente originario sia l'effettivo possessore del reddito generato. La sentenza impugnata è stata cassata perché i giudici di merito non avevano accertato questo elemento cruciale, ovvero la disponibilità del profitto in capo alla società cedente.
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Onere della prova frode fiscale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4608/2023, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in caso di frode fiscale basata su operazioni soggettivamente inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria deve fornire indizi gravi, precisi e concordanti sulla frode; una volta fatto, spetta al contribuente dimostrare di aver agito con la massima diligenza e in buona fede. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente ignorato gli elementi presuntivi offerti dal Fisco, valorizzando invece la mera regolarità formale dei documenti, ritenuta insufficiente in contesti di frode.
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Terreni edificabili ICI: la cava è area tassabile?
Una società operante nel settore estrattivo ha impugnato un avviso di accertamento ICI, sostenendo che i propri terreni destinati a cava non fossero classificabili come aree edificabili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per la tassazione dei terreni edificabili ICI, è determinante la qualificazione urbanistica prevista dal Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune. Se il PRG classifica un'area per uso industriale o estrattivo, questa è considerata edificabile e l'imposta si calcola sul suo valore venale, indipendentemente dall'uso specifico e temporaneo come cava.
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ICI aree edificabili: la tassazione delle cave
Una società contesta un avviso di accertamento ICI per un terreno destinato a cava. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2284/2023, chiarisce tre punti cruciali. Primo, rigetta l'eccezione di giudicato esterno, poiché una precedente sentenza basata su un vizio di motivazione non vincola sul merito della pretesa tributaria. Secondo, conferma che un'area destinata a cava rientra tra le ICI aree edificabili data la sua potenzialità edificatoria, ma precisa che il suo valore venale deve essere determinato considerando tutte le delibere comunali pertinenti, anche quelle successive, che operano come presunzioni semplici. Terzo, accoglie il ricorso sul cumulo giuridico delle sanzioni, stabilendo che per violazioni identiche e ripetute su più annualità si applica un'unica sanzione aumentata, non la somma delle singole sanzioni.
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IMU aree estrattive: la guida della Cassazione
Una società che gestisce un'area estrattiva ha contestato un avviso di accertamento IMU per gli anni 2012-2014. La Corte di Cassazione ha chiarito due punti fondamentali: primo, un'area destinata a cava è considerata 'edificabile' ai fini IMU e il suo valore può essere contestato dal contribuente usando come prova anche delibere della giunta comunale successive a quelle del consiglio; secondo, in caso di mancato pagamento per più annualità, si applica il 'cumulo giuridico', ovvero una sanzione unica aumentata e non la somma delle singole sanzioni annuali.
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Esenzione ICI Terreni: la qualifica IAP è decisiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune, stabilendo che un terreno, sebbene qualificato come edificabile dal piano urbanistico, deve essere considerato agricolo ai fini ICI se posseduto e coltivato da un Imprenditore Agricolo Professionale (IAP). La Corte ha chiarito che l'iscrizione nell'albo regionale degli IAP è il requisito sufficiente per l'esenzione ICI terreni, superando la necessità di iscrizione nei vecchi elenchi comunali.
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Terreno edificabile uso agricolo: quando non si paga l’ICI
Un comune ha richiesto il pagamento dell'ICI su un terreno classificato come edificabile, ma di fatto utilizzato per scopi agricoli da un imprenditore del settore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del comune, stabilendo che un terreno edificabile ad uso agricolo beneficia di un regime fiscale agevolato se il proprietario è un Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) e coltiva effettivamente il fondo. La Corte ha chiarito che l'uso concreto e la qualifica professionale prevalgono sulla classificazione urbanistica ai fini fiscali.
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