La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico illecito di rifiuti nei confronti di diversi imprenditori del settore tessile. L'accusa riguardava un sistema organizzato in cui una società, pur autorizzata al recupero, ometteva le fasi essenziali di selezione e igienizzazione dei capi usati, rivendendoli come materie prime secondarie a ditte complici. La Suprema Corte ha stabilito che la condotta è abusiva non solo in assenza di titoli, ma anche quando si violano le prescrizioni fondamentali dell'autorizzazione, integrando pienamente il reato di traffico illecito di rifiuti.
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