L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la nullità del processo d'appello per omessa notifica personale del rinvio d'udienza dovuto all'emergenza Covid-19. La comunicazione era stata infatti inviata tramite PEC solo al suo avvocato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che, durante l'emergenza pandemica, la notifica al difensore di fiducia tramite posta elettronica certificata è pienamente valida ed efficace anche per l'assistito. Questa modalità eccezionale, prevista dal decreto legge n. 18/2020, si basa sul solido rapporto fiduciario tra cliente e legale, idoneo a garantire l'effettiva conoscenza dell'atto. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna dell'imputato per tentata rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale, ponendo a suo carico anche le spese del giudizio.
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