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D.L. 18/2020

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487 provvedimenti

Impossibilità sopravvenuta: no rimborso per voucher
Un'azienda ha chiesto il rimborso per voucher ZTL inutilizzati a causa del lockdown da Covid-19, invocando l'impossibilità sopravvenuta. Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta, stabilendo che l'impossibilità era solo temporanea e la proroga della validità dei voucher ha preservato lo scopo del contratto, escludendo così il diritto alla restituzione della somma pagata.
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Deficit informativo: inammissibile il concordato
Una società di costruzioni ha visto respingere il proprio ricorso contro la dichiarazione di fallimento. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano ritenuto inammissibile la domanda di concordato preventivo a causa di un grave deficit informativo riguardo a un'importante posizione debitoria. La Suprema Corte ha stabilito che, essendo la decisione fondata su più ragioni autonome, il fallimento del motivo di ricorso relativo al deficit informativo era sufficiente a rendere inammissibile l'intera impugnazione.
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Procura rilasciata all’estero: quando è nulla?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a causa della nullità della procura rilasciata all'estero. La Corte ha stabilito che un avvocato italiano non può autenticare una firma apposta fuori dal territorio nazionale e ha chiarito i requisiti per la validità delle procure telematiche, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Notifica rinvio udienza: se omessa è rimessione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa notifica del rinvio udienza all'imputato, comunicata unicamente al difensore d'ufficio, costituisce una causa di forza maggiore. Tale omissione impedisce all'imputato di avere conoscenza del processo e lede il suo diritto di difesa. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello che negava la restituzione nel termine per impugnare, affermando il diritto dell'imputato a un nuovo giudizio d'appello.
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Sospensione prescrizione Covid: il debito non scade
Un debitore si è opposto a un'intimazione di pagamento, sostenendo che il debito fosse prescritto. Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta, chiarendo che la sospensione prescrizione Covid ha esteso il termine di cinque anni di ulteriori 18 mesi, rendendo l'azione di riscossione pienamente legittima.
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Errore formale contributi: quando l’avviso è nullo
Una società ha impugnato due avvisi di addebito emessi da un ente previdenziale per presunti contributi e sanzioni non versati. Il Tribunale di Roma ha annullato gli avvisi, ritenendoli carenti di motivazione e poco chiari. Nonostante la società avesse commesso un errore formale contributi nelle procedure di richiesta dei benefici, il giudice ha stabilito che la mancanza di prova di un'inadempienza sostanziale da parte dell'ente rendeva illegittime le sanzioni, confermando il diritto della società allo sgravio.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e indizi
Una società è stata accusata di aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti e di aver nascosto una plusvalenza. La corte tributaria regionale si è pronunciata a favore della società, ma l'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, affermando che i giudici di merito avevano valutato erroneamente le prove. In particolare, non avevano considerato l'insieme degli elementi presuntivi (indizi) e si erano basati su fattori irrilevanti e su altre sentenze non definitive. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Proroga termine lodo: quando è valida l’eccezione?
Una società committente ha impugnato un lodo arbitrale sostenendo che fosse stato emesso oltre i termini. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la proroga del termine del lodo arbitrale, se prevista dalla legge (ex lege) per atti istruttori, scatta automaticamente. L'eccezione di decadenza per superamento del termine deve essere sollevata prima che si verifichi l'evento che causa tale proroga automatica, altrimenti risulta tardiva e inefficace.
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Sospensione termini processuali: appello salvo
Una società cooperativa si vede dichiarare inammissibile un appello per tardività. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, chiarendo il corretto calcolo della sospensione termini processuali introdotta dalla normativa emergenziale COVID-19. Il caso viene rinviato al Tribunale per una decisione nel merito.
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Proroga termini custodia cautelare: la Cassazione decide
Una persona, detenuta per un grave reato, ha impugnato la decisione di estendere la sospensione dei termini di custodia cautelare. L'estensione era dovuta alla concessione di più tempo alla Corte d'Appello per depositare le motivazioni della sentenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la proroga termini custodia cautelare è legittima a condizione che il giudice emetta un nuovo e specifico provvedimento di sospensione per il periodo aggiuntivo. Questa procedura garantisce il controllo giurisdizionale e il rispetto dei diritti della difesa.
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Inammissibilità del ricorso: la prova dei pagamenti
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di una società contro un avvocato per compensi professionali. La Corte conferma la decisione d'appello, respingendo la richiesta di riesame sulla prova dei pagamenti a causa della regola della 'doppia conforme' e della mancata individuazione di un fatto decisivo omesso.
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Termini impugnazione fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia fallimentare perché notificato oltre i termini di legge. La questione centrale riguarda il calcolo dei termini di impugnazione del fallimento, tenendo conto del periodo di sospensione processuale introdotto per l'emergenza COVID-19. Nonostante la sospensione, il ricorso è risultato tardivo, rendendo assorbente questo vizio procedurale rispetto a ogni altra questione di merito relativa alla proposta di concordato preventivo.
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Durata ragionevole processo: i criteri di calcolo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni cittadini che chiedevano un maggior indennizzo per l'eccessiva durata di una causa civile. La Corte ha stabilito che i termini di legge (3 anni per il primo grado) sono solo indicativi e il giudice può considerarne di più lunghi in casi complessi. Inoltre, i ritardi causati dalle parti o da sospensioni legali, come quella per il Covid-19, non sono indennizzabili. La sentenza chiarisce i criteri di calcolo per stabilire la durata ragionevole del processo.
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Inammissibilità ricorso: la manifesta infondatezza
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato che lamentava la mancata valutazione di una memoria difensiva. La Corte ha ritenuto i motivi sulla prescrizione manifestamente infondati, chiarendo che lo sciopero dell'avvocato sospende i termini anche in caso di assenza dei testimoni e che l'omesso esame di un motivo palesemente infondato non vizia la sentenza.
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Demansionamento: quando il ricorso è inammissibile
Una dirigente pubblica, dopo la revoca del suo incarico di Segretario Generale e l'assegnazione a nuove mansioni, ha citato in giudizio l'ente per demansionamento. Le corti di merito hanno negato il demansionamento ma le hanno riconosciuto la retribuzione di risultato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso principale della dirigente inammissibile, poiché mirava a un riesame del merito della vicenda e non a denunciare vizi di legittimità. Di conseguenza, il ricorso incidentale dell'ente è stato dichiarato inefficace.
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Sospensione feriale termini: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici di continuità assistenziale che chiedevano un compenso maggiore per le attività ambulatoriali. La decisione non è entrata nel merito della richiesta, ma si è basata su un vizio procedurale: il ricorso è stato presentato oltre il termine di 60 giorni. La Corte ha chiarito che alle cause trattate con il rito del lavoro non si applica la sospensione feriale termini, principio che ha reso tardiva l'impugnazione e ha determinato l'esito del giudizio.
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Termine decadenza gravi difetti: la Cassazione chiarisce
Un condominio ha citato in giudizio l'impresa costruttrice per gravi difetti all'immobile. La costruttrice ha eccepito la tardività della denuncia. La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine decadenza gravi difetti non decorre dalla prima manifestazione del vizio, ma dal momento in cui il committente acquisisce piena e sicura conoscenza della sua gravità e delle sue cause, conoscenza che spesso si ottiene solo dopo una perizia tecnica. La Corte ha inoltre confermato che l'appaltatore principale risponde direttamente verso il committente, anche se i difetti sono imputabili a un subappaltatore.
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Assegno non trasferibile: diligenza e responsabilità
Una società assicuratrice cita in giudizio un intermediario per aver pagato un assegno non trasferibile a soggetti non legittimati. La Corte d'Appello, riformando parzialmente la sentenza di primo grado, afferma la responsabilità dell'intermediario per non aver agito con la dovuta diligenza, avendo ignorato palesi anomalie nei documenti di identità. Tuttavia, riconosce un concorso di colpa del 20% a carico della società mittente per aver scelto un metodo di spedizione non sicuro come la posta ordinaria.
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Sospensione prescrizione COVID: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la sospensione prescrizione COVID, introdotta dalla legislazione emergenziale, deve essere applicata ai termini per la riscossione dei crediti da parte dell'Agenzia delle Entrate. In un caso riguardante l'insinuazione al passivo di una società fallita, la Suprema Corte ha annullato la decisione di un tribunale che aveva dichiarato prescritti i crediti senza considerare il periodo di sospensione. Il principio è rilevabile d'ufficio e sposta in avanti la scadenza dei termini.
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Procedimento disciplinare: quando si considera concluso?
Una dipendente pubblica ha ricevuto una sanzione disciplinare. Ha presentato ricorso sostenendo che il procedimento disciplinare fosse stato concluso oltre il termine di 120 giorni, a causa di un'approvazione amministrativa tardiva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il procedimento si conclude con l'adozione della sanzione stessa, non con i successivi passaggi burocratici.
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