LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.L. 18/2020

Pagina 19 di 25

487 provvedimenti

Pignoramento fiscale tardivo: conseguenze sul vincolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio cruciale in materia di pignoramento fiscale tardivo. Se il terzo pignorato non paga le somme dovute entro il termine di 60 giorni previsto dall'art. 72 bis d.P.R. 602/1973, il pignoramento perde automaticamente la sua efficacia. Di conseguenza, un pagamento effettuato oltre tale scadenza non estingue il debito verso il creditore originario. La Corte ha anche chiarito che le sospensioni dei termini per l'emergenza COVID-19 non erano applicabili in questo specifico contesto, rendendo il versamento dell'Amministrazione finanziaria intempestivo e inefficace.
Continua »
Inammissibilità appello parte civile: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22709/2024, ha confermato l'inammissibilità dell'appello della parte civile relativo a un caso di tentata truffa. La decisione si fonda sulla constatazione che il reato si era già estinto per prescrizione prima della sentenza di primo grado, rendendo l'impugnazione priva di interesse. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo il corretto calcolo dei periodi di sospensione della prescrizione, e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Amministratore di fatto: la Cassazione chiarisce i_criteri
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta. La decisione chiarisce i criteri per identificare la figura dell'amministratore di fatto, distinguendola dal mero interesse del socio alla gestione aziendale. Viene inoltre annullata la posizione di un coimputato per un vizio di notifica del rinvio d'udienza, avvenuto durante l'emergenza Covid-19, al solo difensore d'ufficio.
Continua »
Indennizzi Covid-19: no al cumulo per agricoli
La Cassazione ha negato a una lavoratrice agricola il cumulo degli indennizzi Covid-19 specifici per il suo settore con quelli previsti per gli altri lavoratori stagionali, affermando che il legislatore ha creato due regimi di tutela distinti e non sovrapponibili.
Continua »
Equa riparazione: quando scatta il termine di 6 mesi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14620/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul termine per richiedere l'equa riparazione per l'irragionevole durata di un processo. Il termine di sei mesi non decorre dalla semplice pubblicazione della sentenza che definisce il giudizio, ma dal momento in cui tale sentenza diventa definitiva e inappellabile. Nel caso specifico, la Corte ha chiarito che bisogna aggiungere i 60 giorni per un eventuale ricorso in Cassazione prima di far partire il conteggio dei sei mesi per la domanda di equa riparazione, accogliendo così il ricorso di un'associazione.
Continua »
Termine decadenza equa riparazione: calcolo corretto
La Corte di Cassazione ha chiarito le modalità di calcolo del termine di decadenza per la richiesta di equa riparazione per irragionevole durata del processo. Un cittadino aveva richiesto un indennizzo, ma il Ministero della Giustizia ne eccepiva la tardività. La Corte d'Appello aveva dato ragione al cittadino, sommando erroneamente la sospensione COVID e quella feriale. La Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero, stabilendo che il calcolo corretto delle sospensioni rendeva la domanda tardiva. Di conseguenza, il decreto è stato cassato senza rinvio, negando il diritto all'indennizzo.
Continua »
Riserva di ricorso: inammissibile se non notificata
Una lavoratrice ha impugnato in Cassazione due sentenze d'appello, una non definitiva e una definitiva, relative a differenze retributive e a un licenziamento. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, soffermandosi su un vizio procedurale cruciale: la riserva di ricorso contro la sentenza non definitiva era stata solo depositata telematicamente, ma non notificata alla controparte, rendendola inefficace. Sebbene l'impugnazione immediata fosse risultata tempestiva, i motivi di ricorso sono stati comunque rigettati per difetti di specificità e autosufficienza.
Continua »
Inammissibilità del ricorso: le regole processuali
Una società sub-conduttrice di un immobile ha visto il suo ricorso respinto a causa di gravi errori procedurali. L'ordinanza analizza l'inammissibilità del ricorso quando la parte modifica la domanda in corso di causa e non rispetta il principio di autosufficienza. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, sottolineando l'importanza del rigore formale negli atti processuali e applicando il principio della "doppia conforme".
Continua »
Domanda riconvenzionale opposizione: termini perentori
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13151/2024, chiarisce i termini per la proposizione della domanda riconvenzionale nell'ambito di un'opposizione agli atti esecutivi. Il caso riguardava una complessa vicenda esecutiva per la demolizione di opere su un tetto condominiale, dichiarata infungibile. La Corte ha stabilito che, sebbene la domanda riconvenzionale sia ammissibile in astratto, essa deve essere proposta nel termine perentorio di venti giorni previsto dall'art. 617 c.p.c., a pena di inammissibilità. La presentazione tardiva, avvenuta solo nella fase di merito del giudizio, è stata considerata un errore procedurale fatale.
Continua »
Notifica ordinanza ingiunzione: quando è valida?
Un lavoratore ha impugnato una cartella di pagamento relativa a una sanzione amministrativa, eccependo la prescrizione e vizi di notifica. Il Tribunale di Brescia ha respinto il ricorso, stabilendo che la precedente e corretta notifica dell'ordinanza ingiunzione, non opposta nei termini, aveva validamente interrotto la prescrizione. La sentenza sottolinea come le contestazioni generiche sulla notifica siano inefficaci e come la mancata impugnazione tempestiva dell'atto originario renda definitive le sanzioni.
Continua »
Prescrizione reato e Covid: calcolo della sospensione
Un imprenditore, condannato per truffa, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato la prescrizione del reato, annullando la condanna penale a causa di un errore nel calcolo del periodo di sospensione legato all'emergenza Covid-19. Tuttavia, ha rinviato il caso a un giudice civile per una nuova valutazione del risarcimento danni, censurando la motivazione della corte d'appello in merito alla mancata ammissione di prove testimoniali decisive.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: no al furto in casa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica in questo caso, poiché la violazione della sfera intima della vittima e la lesione della fiducia prevalgono sul modesto valore economico del furto. È stata inoltre respinta l'eccezione di prescrizione, confermando il corretto calcolo dei termini da parte dei giudici di merito.
Continua »
Mancanza sottoscrizione sentenza: quando è valida?
Una società immobiliare ha contestato una sentenza per la mancanza della sottoscrizione del giudice estensore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la mancanza sottoscrizione sentenza non ne causa la nullità se l'impedimento del giudice (in questo caso, l'emergenza pandemica) è menzionato, anche tramite un riferimento normativo impreciso. La firma del solo presidente è stata ritenuta sufficiente a garantire la validità dell'atto.
Continua »
Mancanza sottoscrizione sentenza: nullità o inesistenza?
Una società immobiliare ha impugnato una sentenza sostenendone l'inesistenza per la mancanza della sottoscrizione del giudice estensore. La Corte di Cassazione ha rigettato l'istanza, chiarendo che l'assenza di una delle due firme in una decisione collegiale causa una nullità sanabile, non l'inesistenza del provvedimento. Inoltre, ha ritenuto che l'impedimento del giudice, dovuto al contesto della pandemia Covid-19, giustificasse la firma del solo presidente, come previsto dall'art. 132 c.p.c., rendendo irrilevante l'erronea citazione di una norma non più in vigore.
Continua »
Firma mancante sentenza: la Cassazione chiarisce
Una società ha impugnato una decisione sostenendo la sua inesistenza a causa della firma mancante del giudice estensore, giustificata da un decreto di emergenza ormai scaduto. La Corte di Cassazione ha rigettato l'istanza, sia per motivi procedurali sia nel merito. Ha chiarito che l'erroneo riferimento normativo non inficiava la validità della sentenza, poiché l'impedimento reale (la pandemia) era oggettivo e riconoscibile, legittimando così la sottoscrizione del solo presidente come previsto dal codice di procedura civile.
Continua »
Ricorso per cassazione: inammissibilità e fumus delicti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza di sequestro probatorio per reati venatori. La sentenza chiarisce i requisiti di ammissibilità del ricorso per cassazione, sottolineando che i motivi devono essere specifici, non generici e non possono essere proposti per la prima volta in sede di legittimità. Viene inoltre ribadito che la valutazione del fumus commissi delicti non richiede la prova dell'elemento soggettivo del reato.
Continua »
Atti interruttivi e prescrizione: la Cassazione decide
Un lavoratore richiedeva il risarcimento del danno per una tardiva riassunzione. La Corte d'Appello aveva dichiarato parte della richiesta prescritta. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il giudice di merito ha errato nel non considerare gli atti interruttivi, come le diffide inviate dal lavoratore, che avrebbero potuto interrompere il decorso della prescrizione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che tenga conto di tali documenti decisivi.
Continua »
Manleva assicurativa: prova dell’attivazione polizza
La Corte d'Appello ha riformato una sentenza di primo grado, stabilendo che la prova dell'attivazione di una polizza assicurativa per la perdita del lavoro può essere fornita anche tramite presunzioni e prove circostanziali. Nel caso specifico, la stretta sequenza temporale tra il licenziamento, la richiesta di moduli all'assicurazione e l'invio di una lettera raccomandata è stata ritenuta sufficiente per provare la denuncia del sinistro, ordinando la manleva assicurativa a favore dei mutuatari e invertendo l'onere della prova a carico della compagnia.
Continua »
Contratto di appalto: prevale l’accordo tra le parti
Una società di costruzioni ha impugnato una sentenza che le negava un pagamento, sostenendo la nullità del contratto di appalto perché difforme dalle regole di un finanziamento pubblico. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, affermando che il contratto firmato tra le parti ha forza di legge e prevale, non essendo stata dimostrata alcuna causa di nullità. L'impresa ha quindi diritto solo al compenso pattuito e non all'intero importo del contributo pubblico.
Continua »
Giudicato progressivo: quando la prescrizione si ferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la declaratoria di prescrizione per alcuni reati. La Corte ha applicato il principio del giudicato progressivo, secondo cui le parti di una sentenza non oggetto di impugnazione diventano definitive e non possono più essere messe in discussione, nemmeno per la sopravvenuta prescrizione.
Continua »