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D.L. 18/2020

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487 provvedimenti

Certificato di idoneità statica e prescrizione reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di utilizzo di un immobile senza collaudo statico. La Corte ha stabilito che la presentazione di un certificato di idoneità statica, equipollente al collaudo secondo la legge regionale, determina la cessazione della permanenza del reato, facendo così decorrere il termine di prescrizione. Nel caso specifico, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, poiché il termine era maturato prima della sentenza di condanna.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato la nullità di un contratto preliminare. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso è stato presentato oltre i termini di legge, configurandosi come un ricorso tardivo. La Corte chiarisce che la successiva ordinanza di correzione della sentenza impugnata non riapre i termini per l'impugnazione sulle parti non oggetto della correzione stessa.
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Tassazione plusvalenze esproprio: conta la sostanza
Un contribuente ha ceduto un terreno per la costruzione di un'opera pubblica, ritenendo la plusvalenza non tassabile perché l'area era classificata come agricola. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che per la tassazione plusvalenze esproprio conta la destinazione d'uso effettiva del bene e non la sua classificazione formale nel piano regolatore generale. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato quindi accolto.
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Prelazione agraria: quando si è coltivatore diretto?
Una coppia di coniugi si vede negare il diritto di prelazione agraria su un fondo confinante. La Corte d'Appello di Ancona conferma la decisione, stabilendo che la loro attività agricola, finalizzata unicamente all'autoconsumo per l'allevamento di pochi animali, non soddisfa i requisiti di stabilità, continuità e finalità economica necessari per la qualifica di 'coltivatore diretto'. La sentenza sottolinea che la coltivazione deve essere l'attività principale e non meramente strumentale all'allevamento.
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Notifica telematica nulla: sanatoria per costituzione
Un'amministrazione pubblica ha impugnato una decisione in materia di lavoro. La Corte d'Appello ha dichiarato l'appello inammissibile per un vizio nella notifica. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che una notifica telematica nulla, ma non inesistente, viene sanata se la controparte si costituisce in giudizio, rendendo l'appello procedibile. Il caso è stato rinviato per una decisione nel merito.
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Responsabilità proprietario veicolo e colpa presunta
Un proprietario di un veicolo ha ricevuto una multa come corresponsabile per un'infrazione commessa dal conducente. L'uomo ha fatto ricorso sostenendo di non sapere che la patente del conducente fosse sospesa. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del proprietario del veicolo, chiarendo che per evitare la sanzione, il proprietario deve dimostrare che il veicolo è stato utilizzato contro la sua volontà, e non è sufficiente la semplice ignoranza. La Corte ha solo parzialmente accolto il ricorso, riducendo l'importo delle spese legali liquidate in precedenza.
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Fattura commerciale: prova piena del contratto tra imprese
Una società di riciclaggio ha contestato il mancato pagamento per servizi di selezione di materiale, la cui esistenza era supportata da una fattura commerciale. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che una fattura commerciale, se accettata e registrata nelle scritture contabili del debitore senza contestazioni, costituisce piena prova dell'esistenza del contratto tra imprenditori. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Onere della prova: a chi spetta provare la notifica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27760/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di opposizione a ordinanza ingiunzione. Se la Pubblica Amministrazione eccepisce la tardività del ricorso del cittadino, spetta alla stessa P.A. fornire la prova della data di notifica dell'atto, producendo la cartolina di ritorno. La Corte ha ribaltato la decisione del Tribunale che aveva erroneamente posto tale onere della prova a carico del cittadino, applicando il principio di vicinanza della prova.
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Ricorso inammissibile: motivi di appello infondati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati, condannati per associazione per delinquere e reati fiscali. I motivi, incentrati sulla presunta illegittimità di un atto compiuto da un giudice ricusato e sull'intervenuta prescrizione, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La sentenza chiarisce i limiti dell'attività del giudice in pendenza di ricusazione e i criteri per determinare la cessazione della permanenza nel reato associativo, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Licenziamento disciplinare: quando il dolo è generico
La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento disciplinare di un dipendente di una società di servizi finanziari per aver violato ripetutamente le procedure interne. La Corte ha stabilito che la reiterazione consapevole delle violazioni, come l'omissione dell'uso di codici di sicurezza, integra il 'dolo generico', sufficiente a rompere il vincolo fiduciario e a giustificare il licenziamento per giusta causa, anche in assenza di un provato intento di arrecare un danno economico specifico all'azienda.
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Start up innovativa e fallimento: la scadenza dei 5 anni
La Corte di Cassazione ha stabilito che una start up innovativa perde automaticamente il beneficio della non fallibilità allo scadere del quinto anno dalla sua costituzione. Questo termine è sostanziale e non viene esteso né dal periodo di 60 giorni concesso per la cancellazione amministrativa dal registro speciale, né dalle sospensioni dei termini legate al Covid-19. La perdita del beneficio è immediata, indipendentemente dalla data di effettiva cancellazione.
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Onere della prova: Cassazione su subappalto e IVA
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società in un contenzioso tributario relativo alla detrazione IVA e a una rettifica IRAP. La decisione si fonda sul mancato assolvimento dell'onere della prova da parte della società, che non ha fornito i documenti necessari a dimostrare che i rapporti con altre imprese fossero di mandato senza rappresentanza anziché di subappalto. La Corte ha ribadito l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso per cassazione.
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Ricorso improcedibile: l’onere di deposito sentenza
Una società di costruzioni ha impugnato una condanna al risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile perché la società non ha depositato la copia notificata della sentenza d'appello, un adempimento formale obbligatorio. L'ordinanza sottolinea come questo onere sia cruciale per verificare la tempestività dell'impugnazione, confermando inoltre che il ricorso era stato presentato tardivamente.
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Prescrizione del reato: Cassazione e risarcimento
Un conducente di autotreno è stato condannato per lesioni colpose a seguito di un incidente stradale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione. Tuttavia, ha giudicato inammissibile il ricorso per gli aspetti civili, confermando l'obbligo dell'imputato di risarcire il danno alla vittima. La decisione si fonda sulla validità della testimonianza della persona offesa, corroborata da un altro testimone, ritenuta sufficiente a provare la responsabilità civile nonostante la prescrizione del reato.
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Indennità Covid-19: quando spetta all’artigiano
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità Covid-19 per le perdite commerciali spetta anche agli artigiani iscritti alla gestione previdenziale nel marzo 2020, purché l'iscrizione sia avvenuta prima dell'entrata in vigore della legge istitutiva (17 marzo 2020). La Corte ha respinto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il requisito è l'iscrizione al momento dell'entrata in vigore della norma, non l'iscrizione dal primo giorno del mese.
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Indennità lavoratori stagionali: conta l’attività?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità lavoratori stagionali per il Covid-19 spetta in base all'effettiva attività lavorativa svolta nel settore turistico, e non secondo la classificazione previdenziale formale del datore di lavoro. In questo caso, un cuoco dipendente di un'impresa di pulizie, ma operante in un hotel, ha ottenuto il sussidio. La Corte ha sottolineato la natura assistenziale della misura, finalizzata a proteggere il reddito del lavoratore, facendo prevalere la sostanza sulla forma.
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Gestione Separata avvocati: ricorso INPS inammissibile
Un avvocato, con redditi inferiori alla soglia per l'iscrizione alla cassa professionale, era stato esonerato dall'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dai giudici di merito. L'Ente Previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile perché notificato oltre il termine perentorio di legge. La Corte ha preliminarmente dichiarato l'inesistenza di una precedente ordinanza viziata da un grave errore materiale.
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Istanze istruttorie: quando si considerano abbandonate?
Un soggetto chiedeva il riconoscimento della proprietà di un fondo per usucapione. La Corte d'Appello rigettava la domanda, ritenendo le istanze istruttorie del richiedente abbandonate perché non reiterate nelle conclusioni. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la rinuncia alle istanze istruttorie non può essere presunta dalla semplice omissione, ma deve emergere da una volontà inequivocabile della parte, che il giudice di merito ha il dovere di accertare. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Sospensione prescrizione COVID: calcolo e legalità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per intervenuta prescrizione, correggendo l'errato calcolo del periodo di sospensione dei termini effettuato dalla Corte d'Appello. Il caso verteva sulla corretta applicazione della normativa emergenziale, e la Suprema Corte ha stabilito che la sospensione prescrizione COVID non è automatica, ma legata a rinvii di udienze effettivamente calendarizzate. Facendo leva anche su una pronuncia della Corte Costituzionale, ha ricalcolato i termini, dichiarato estinto il reato e annullato la condanna senza rinvio.
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Ricorso cautelare licenziamento: salva la decadenza
Un lavoratore impugnava il licenziamento. Dopo il fallimento del tentativo di conciliazione, depositava un ricorso cautelare licenziamento entro il termine di 60 giorni. I giudici di merito ritenevano tardiva l'azione, sostenendo fosse necessario depositare il ricorso ordinario. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che il deposito del ricorso cautelare è un atto idoneo a impedire la decadenza, in linea con i principi espressi dalla Corte Costituzionale per garantire una tutela rapida ed efficace al lavoratore.
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