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D.L. 119/2018 — Anno 2025

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156 provvedimenti

Altri anni per D.L. 119/2018

Responsabilità amministratori associazioni: la Cassazione
Un'associazione sportiva dilettantistica, ritenuta dall'Agenzia delle Entrate un ente commerciale di fatto, è stata oggetto di un accertamento fiscale. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto nei confronti degli amministratori, ritenendo non provata la loro attività negoziale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio chiave sulla responsabilità degli amministratori di associazioni: per i debiti tributari, che sorgono "ex lege", la responsabilità solidale deriva direttamente dal ruolo di gestione e direzione ricoperto, senza la necessità di provare atti specifici. La sentenza chiarisce quindi che la carica di presidente o consigliere, implicando la direzione dell'ente, fonda la responsabilità personale e solidale per le obbligazioni fiscali.
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Definizione agevolata liti: la Cassazione chiude il caso
Un'impresa aveva ricevuto una cartella di pagamento dopo aver presentato una dichiarazione integrativa per usufruire di un beneficio fiscale su impianti fotovoltaici. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, l'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuto accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, senza pronunciarsi nel merito delle questioni sollevate.
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Prezzo massimo di cessione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della domanda di affrancazione dal vincolo del prezzo massimo di cessione su un immobile di edilizia convenzionata. La Corte stabilisce che, in pendenza di una causa per la restituzione della somma pagata in eccesso dall'acquirente, la richiesta di affrancazione da parte del venditore non rende il giudizio improcedibile, ma ne determina la sospensione. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente dichiarato l'improseguibilità dell'azione, e rinvia la causa per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Sospensione processo tributario: la guida completa
La Corte di Cassazione chiarisce la gestione del processo tributario a carico di un socio quando è pendente un accertamento sulla società a ristretta base. L'ordinanza stabilisce che una sentenza di primo grado non definitiva a favore della società non giustifica l'annullamento automatico dell'atto impositivo verso il socio. Il giudice deve valutare la sospensione del processo tributario in attesa della definizione del giudizio principale. Poiché la sentenza favorevole alla società era stata nel frattempo riformata, la Corte ha cassato la decisione e rinviato per un nuovo esame.
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Accertamento studi di settore: onere della prova
La Corte di Cassazione interviene su un caso di accertamento da studi di settore, chiarendo l'onere probatorio a carico dell'Amministrazione Finanziaria. La vicenda riguarda un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA emesso nei confronti di una società, poi fallita, per l'anno d'imposta 2005. L'Agenzia delle Entrate contestava un'operatività antieconomica basata sui dati degli studi di settore. La Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso dell'Agenzia, ha stabilito che l'ufficio aveva correttamente assolto al proprio onere probatorio indicando gli elementi di anomalia e antieconomicità. Ha quindi cassato la sentenza d'appello, che aveva erroneamente addossato un ulteriore onere probatorio all'Amministrazione, e ha rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado per un nuovo esame.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contenzioso tributario tra l'Amministrazione Finanziaria e una società con i suoi soci giunge in Cassazione. Durante il processo, i contribuenti aderiscono alla definizione agevolata. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio, superando anche un errore materiale nella domanda di una socia, ritenuto riconoscibile e ininfluente. La decisione conferma l'efficacia della definizione agevolata come strumento per chiudere le liti fiscali.
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Annullamento ex lege: debiti fiscali cancellati
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per un debito ICI inferiore a 800 euro. Durante il processo in Cassazione, è intervenuta una nuova normativa che ha disposto l'annullamento ex lege per i debiti di modesto importo. La Corte Suprema ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, stabilendo che la cancellazione del debito per legge estingue automaticamente il processo, senza necessità di attendere atti formali dall'agente della riscossione.
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Contraddittorio processuale: la Cassazione riesamina
Una società si è vista negare un rimborso fiscale dalla corte d'appello per motivi procedurali non discussi tra le parti. La società ha fatto ricorso in Cassazione per violazione del contraddittorio processuale. La Suprema Corte, riconoscendo l'importanza della questione per l'uniformità del diritto, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a una pubblica udienza e richiedendo una relazione all'Ufficio del Massimario per approfondire se il contraddittorio debba essere garantito anche su questioni puramente procedurali sollevate d'ufficio dal giudice.
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Fondo patrimoniale: Ipoteca per debiti fiscali
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema dell'iscrizione di ipoteca da parte dell'Agenzia delle Entrate su beni inclusi in un fondo patrimoniale. La Corte ha stabilito che l'ipoteca è legittima a meno che il debitore non riesca a provare che il debito tributario sia stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia e, inoltre, che l'ente creditore fosse a conoscenza di tale estraneità. Viene così ribaltata la decisione di merito che aveva presunto la natura extra-familiare dei debiti derivanti da attività d'impresa, riaffermando che l'onere della prova grava interamente sul contribuente.
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Credito di regresso: quando si ammette al passivo?
Una società, coobbligata per un debito tributario di un'altra società poi fallita, ha chiesto di ammettere al passivo il proprio potenziale credito di regresso. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che il diritto di regresso sorge solo con il pagamento integrale del debito. Fino a quel momento, il credito è inesistente e non può essere ammesso al passivo, neppure con riserva, in quanto non costituisce un credito condizionato.
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Sottoscrizione avviso di accertamento: firma valida
La Cassazione chiarisce la validità della sottoscrizione avviso di accertamento. Se a firmare è il funzionario nominato 'capo dell'ufficio', non serve una delega specifica. L'atto di nomina è prova sufficiente della sua legittimazione. La Corte ha accolto sia il ricorso del contribuente sui termini processuali, sia quello dell'Agenzia sulla validità della firma, cassando la sentenza precedente e rinviando alla Corte di giustizia tributaria.
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Errore di fatto: quando la Cassazione non revoca
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. L'ordinanza chiarisce che una valutazione errata delle tesi difensive o degli atti di causa costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto idoneo a giustificare la revisione della sentenza.
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Definizione agevolata: non si estende al coobbligato
La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata di una lite tributaria richiesta da un ente pubblico, in qualità di sostituto d'imposta, non si estende automaticamente ai contribuenti sostituiti (coobbligati) se questi non presentano una propria, distinta domanda. Il caso riguardava una plusvalenza non dichiarata da privati a seguito di un accordo transattivo con un ente locale. La Corte ha chiarito che l'accesso al beneficio richiede un'espressa manifestazione di volontà, cassando la sentenza che aveva dichiarato estinto il giudizio per i privati.
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Definizione agevolata: non estesa al coobbligato
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che la definizione agevolata di una controversia tributaria, richiesta dal sostituto d'imposta (un Comune), non estende i suoi effetti al contribuente sostituito se quest'ultimo non presenta una propria, autonoma domanda. Secondo la Corte, la procedura richiede un'istanza individuale per ciascuna controversia, non potendo il beneficio derivare automaticamente dall'iniziativa di un altro soggetto, anche se considerato coobbligato.
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Definizione agevolata: non si estende al coobbligato
Un Ente Locale, in qualità di sostituto d'imposta, aderisce a una definizione agevolata per omessa ritenuta d'acconto. La Corte di Cassazione stabilisce che tale adesione non estende i suoi effetti al contribuente sostituito (considerato coobbligato), se quest'ultimo non ha presentato una propria, autonoma domanda di definizione. La presentazione di una distinta istanza è un requisito necessario e non superabile dal solo vincolo di coobbligazione.
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Legitimatio ad causam: i limiti nel giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi del legale rappresentante di un'associazione sportiva, stabilendo un principio chiave sulla legitimatio ad causam. La Corte ha chiarito che tale questione non può essere sollevata per la prima volta nel giudizio di rinvio se poteva essere dedotta nel precedente giudizio di Cassazione. La decisione sottolinea l'effetto preclusivo della prima sentenza di Cassazione, che cristallizza le questioni procedurali, impedendo la loro successiva discussione. Gli altri motivi, relativi alla perdita di agevolazioni fiscali, sono stati giudicati inammissibili in quanto miravano a un riesame del merito.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente ha aderito alla definizione agevolata di una lite fiscale pendente in Cassazione. L'Agenzia delle Entrate ha quindi richiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, stabilendo che le spese legali restano a carico di ciascuna parte che le ha anticipate, poiché il costo del contenzioso è assorbito dalla procedura di definizione agevolata. Inoltre, la Corte ha chiarito che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. La Corte ha stabilito che, in questi casi, il perfezionamento della procedura con il pagamento del dovuto comporta la cessazione della materia del contendere e le spese di lite restano a carico delle parti che le hanno anticipate, senza obbligo di versare il doppio contributo unificato.
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Definizione Agevolata: Sì per la cartella esattoriale
Una società, ritenuta responsabile per i debiti fiscali dell'azienda da cui aveva acquistato un ramo d'impresa, ha impugnato una cartella esattoriale. Durante il processo, ha chiesto di aderire alla definizione agevolata, ma l'Agenzia delle Entrate ha negato la richiesta. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che una controversia su una cartella esattoriale è ammissibile alla definizione agevolata quando essa rappresenta il primo atto con cui la pretesa fiscale viene comunicata al contribuente, estinguendo così il giudizio.
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Definizione agevolata cartella: la Cassazione decide
Una società, ritenuta responsabile per i debiti fiscali di un'azienda cedente nonostante un certificato fiscale negativo, ha impugnato la relativa cartella esattoriale. Durante il giudizio, la sua richiesta di definizione agevolata della cartella è stata respinta. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che quando la cartella, emessa a seguito di controlli automatizzati, è il primo atto con cui si comunica la pretesa fiscale, essa ha natura "impo-esattiva" e la lite può essere oggetto di definizione agevolata. Di conseguenza, il giudizio principale è stato dichiarato estinto.
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