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D.L. 119/2018 — Anno 2024

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139 provvedimenti

Altri anni per D.L. 119/2018

Deduzione costi carburante: sì con fattura per autotrasporto
L'Amministrazione Finanziaria ha negato la deduzione dei costi carburante a una società di trasporti per la mancata compilazione delle apposite schede. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando che per gli autotrasportatori per conto terzi, a partire dal 2006, vige un'esenzione dall'obbligo delle schede. Pertanto, la prova dell'acquisto e la conseguente deducibilità del costo possono essere fornite anche tramite fatture, come avvenuto nel caso specifico relativo all'anno d'imposta 2010.
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Estinzione giudizio tributario: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante la deducibilità di oneri finanziari. La decisione è seguita all'adesione delle parti, l'Agenzia delle Entrate e una società contribuente, alla definizione agevolata della controversia. L'ordinanza stabilisce che tale adesione comporta la cessazione della materia del contendere, con le spese processuali che restano a carico di chi le ha anticipate, senza necessità di una pronuncia nel merito.
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Litisconsorzio necessario: il ricorso a tutti i soci
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a una società di persone e ai suoi soci, omettendo però di notificare il ricorso a uno di essi. La Corte di Cassazione, applicando il principio del litisconsorzio necessario tributario, ha rilevato un difetto di contraddittorio. Ha quindi ordinato di integrare il giudizio notificando l'atto al socio mancante, poiché la controversia fiscale contro le società di persone è inscindibile e deve coinvolgere tutti i soggetti interessati.
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Definizione agevolata: estingue il giudizio tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio tributario in cui un contribuente aveva aderito a una definizione agevolata. Il caso verteva su una cartella di pagamento per IRPEF, ma l'adesione del contribuente alla sanatoria fiscale ha portato alla cessazione della materia del contendere, rendendo superflua la decisione nel merito del ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate.
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Prescrizione crediti fiscali: la regola decennale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3359/2024, ha affrontato un caso di prescrizione crediti fiscali. Ha dichiarato cessata la materia del contendere per una cartella annullata per legge e ha rigettato il resto del ricorso. La Corte ha confermato che per tributi erariali come IRPEF, IVA e ILOR si applica la prescrizione ordinaria decennale e non quella quinquennale. Inoltre, ha chiarito che una querela di falso in sede penale non è sufficiente, da sola, a invalidare la notifica di un atto nel processo tributario se non viene proposta anche in sede civile.
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Termine breve impugnazione: quando scatta il ricorso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento. Il motivo è la tardività, poiché la precedente proposizione di un'istanza di revocazione avverso la stessa sentenza aveva fatto scattare il termine breve di impugnazione di 60 giorni, non rispettato per il successivo ricorso per cassazione.
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Appello Sentenza Giudice di Pace: i limiti spiegati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2626/2024, interviene sui limiti di ammissibilità dell'appello sentenza giudice di pace in materia di opposizione a cartelle esattoriali. Il caso riguarda un cittadino che, dopo aver visto il suo appello dichiarato inammissibile dal Tribunale per presunta aspecificità, ottiene ragione in Cassazione. La Corte chiarisce che il giudice d'appello deve saper estrapolare i motivi validi, anche se non perfettamente formulati, quando si contestano vizi procedurali. La sentenza impugnata è stata cassata e le spese legali integralmente compensate.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contenzioso tributario riguardante l'errata applicazione dell'aliquota IVA, giunto dinanzi alla Corte di Cassazione, si è concluso con una declaratoria di estinzione. La società contribuente ha infatti aderito alla definizione agevolata delle controversie pendenti, pagando l'intero importo dovuto. La Corte, preso atto del perfezionamento della procedura, ha dichiarato cessata la materia del contendere e, di conseguenza, estinto il processo, con spese compensate tra le parti.
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Definizione agevolata: estinzione lite tributaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo tributario relativo a un'imposta di successione. I contribuenti, durante il giudizio, avevano aderito alla definizione agevolata della lite. La Corte ha chiarito che il pagamento effettuato anche da uno solo dei coobbligati è sufficiente per estinguere l'intera pretesa fiscale, determinando la fine del contenzioso per tutti i soggetti coinvolti.
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Stralcio debiti: la Cassazione e la fine del giudizio
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per TARSU di importo inferiore a 1.000 euro. Durante il processo in Cassazione, è intervenuta una legge che ha previsto lo stralcio debiti di importo simile per il periodo di riferimento. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, poiché la pretesa fiscale era stata annullata per legge.
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Accertamento misto: la Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1860/2024, interviene su un caso di accertamento fiscale a carico di una società e dei suoi soci. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato maggiori redditi basandosi su diverse anomalie, inclusi dati derivanti dagli studi di settore. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto, ritenendo violato l'obbligo di contraddittorio preventivo. La Suprema Corte ha ribaltato tale decisione, qualificando l'operato del Fisco come un 'accertamento misto', dove gli studi di settore sono solo uno dei tanti elementi probatori. In tale contesto, non si applicano le regole procedurali specifiche degli accertamenti standardizzati, ma quelle generali sul contraddittorio, che non prevedono un obbligo generalizzato per gli accertamenti 'a tavolino'. La Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato la causa per un nuovo esame.
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Prescrizione crediti erariali: 10 anni, non 5
Un contribuente si oppone a intimazioni di pagamento sostenendo la prescrizione quinquennale dei crediti erariali. La Cassazione chiarisce che la prescrizione dei crediti erariali come Irpef e Iva è decennale, non quinquennale, in quanto non sono prestazioni periodiche. La Corte accoglie il ricorso dell'Agenzia di Riscossione, annullando la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato il termine breve.
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Scudo fiscale: prova contro l’accertamento sintetico
Un contribuente ha impugnato un accertamento sintetico, sostenendo di avere adeguate risorse finanziarie grazie a uno scudo fiscale perfezionato anni prima. Le commissioni tributarie di merito gli hanno dato ragione. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la mera esistenza di fondi non basta a giustificare le spese, ma occorre provarne l'effettivo utilizzo. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per verificare se la lite sia stata definita con una procedura di definizione agevolata, di cui manca la documentazione in atti.
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Estinzione del giudizio: la pace fiscale in Cassazione
Una società holding impugna un avviso di accertamento per responsabilità solidale sui debiti di una società cancellata. In Cassazione, aderisce alla definizione agevolata (c.d. pace fiscale). La Corte, preso atto del perfezionamento della procedura, dichiara l'estinzione del giudizio, chiudendo la lite per intervenuta sanatoria senza decidere nel merito della controversia.
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Raddoppiamento dei termini: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di accertamenti fiscali scaturiti da indagini su capitali all'estero. La sentenza ha confermato la legittimità del raddoppiamento dei termini per l'accertamento, chiarendo che è sufficiente la sussistenza di fatti che impongono l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'effettiva presentazione della stessa. La Corte ha inoltre stabilito che, ai fini delle presunzioni legali, il transito di fondi in un paese a fiscalità privilegiata non "black list" è irrilevante se la destinazione finale è un paradiso fiscale. Infine, ha ribadito che l'errata applicazione del regime di "reverse charge" da parte di una società esterovestita non esclude l'obbligo di versamento dell'IVA in Italia e l'applicazione delle relative sanzioni.
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Estinzione Giudizio Tributario: Il Caso della Pace Fiscale
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente a una procedura di definizione agevolata. Il caso, originato da un avviso di accertamento per maggiori imposte Irap e Iva, si è concluso prima di una decisione nel merito, poiché la società ha saldato il dovuto secondo la normativa sulla "pace fiscale" e nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del processo entro i termini, portando alla fine della lite.
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Estinzione Giudizio Tributario: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 429/2024, ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente a una definizione agevolata. Il caso, originato da un avviso di accertamento IRPEF, si è concluso non per una decisione nel merito, ma perché, dopo la richiesta di sanatoria e il pagamento delle somme, nessuna delle parti ha presentato istanza di prosecuzione entro il termine previsto dalla legge. Ciò ha comportato l'automatica estinzione del giudizio tributario, rendendo superflua ogni altra valutazione processuale.
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Estinzione del giudizio: il caso del condono fiscale
Una società elettronica, accusata di operazioni inesistenti, ha impugnato avvisi di accertamento per Ires, Iva e Irap. Durante il ricorso in Cassazione, l'azienda ha aderito a un condono fiscale previsto dalla legge. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura di condono e dell'adesione dell'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, senza entrare nel merito della controversia.
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Interposizione fittizia: la Cassazione decide sul Fisco
La Corte di Cassazione ha stabilito che la creazione di una società controllata estera priva di autonomia, usata per dirottare utili e beneficiare di una tassazione agevolata, costituisce interposizione fittizia e non abuso del diritto. Di conseguenza, non è necessario il contraddittorio preventivo. La Corte ha anche affermato il potere del Fisco di valutare la congruità dei costi per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori.
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Notifica cartella esattoriale: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato un'iscrizione ipotecaria, sostenendo la mancata e invalida notifica della cartella esattoriale e la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, confermando la validità della notifica effettuata tramite posta raccomandata a un familiare convivente. Ha inoltre ribadito che per i principali tributi erariali si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una nuova valutazione.
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