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D.L. 119/2018 — Anno 2024

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139 provvedimenti

Altri anni per D.L. 119/2018

Definizione agevolata: inammissibile il ricorso
Una contribuente, durante un ricorso in Cassazione relativo a un avviso di intimazione per IRPEF, ha aderito alla definizione agevolata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, poiché la controversia era stata risolta tramite la procedura di condono, rendendo inutile una pronuncia nel merito.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia dopo la rottamazione
Un contribuente impugnava un'intimazione di pagamento basata su numerose cartelle esattoriali. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha aderito a una definizione agevolata dei debiti e ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando integralmente le spese legali tra le parti. La decisione sottolinea come l'adesione a sanatorie fiscali possa chiudere definitivamente il contenzioso pendente.
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Definizione agevolata: come estingue il giudizio
Una società impugnava una cartella di pagamento per imposte non versate. Dopo un lungo iter giudiziario giunto fino alla Corte di Cassazione, la controversia si è conclusa prima di una decisione nel merito. La società ha aderito a una definizione agevolata, pagando quanto dovuto secondo la procedura speciale. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'efficacia di questo strumento per chiudere le liti fiscali pendenti.
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Cessazione materia del contendere: lite estinta
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in un caso tributario. Una società, originariamente contestata per questioni IVA e per il raddoppio dei termini di accertamento, ha aderito a una procedura di definizione agevolata durante il processo. Avendo completato i pagamenti previsti, il presupposto della lite è venuto meno. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute e che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Un contribuente riceve una cartella di pagamento per IRPEF. Il contenzioso nasce dal calcolo di acconti sospesi a seguito di un sisma, che avevano generato un credito d'imposta. Mentre il caso giunge in Cassazione, il contribuente aderisce alla definizione agevolata. La Corte, preso atto dell'adesione e del pagamento, dichiara estinto il giudizio senza entrare nel merito della questione originaria, evidenziando l'efficacia risolutiva di tale strumento.
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Estinzione del giudizio tributario: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario tra l'Amministrazione Finanziaria e una società fallita a seguito dell'adesione di quest'ultima alla definizione agevolata delle liti pendenti. La controversia, relativa a un credito IVA, si è conclusa non con una decisione nel merito, ma per via procedurale, poiché la contribuente ha presentato domanda, pagato il dovuto e nessuna delle parti ha richiesto la trattazione entro i termini di legge. Questo conferma l'efficacia degli strumenti di 'pace fiscale' nel chiudere definitivamente le controversie pendenti.
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Definizione Agevolata: Estinzione del Giudizio
Una società impugnava una cartella di pagamento per IRES e IRAP relativa al 2008. Dopo un lungo iter giudiziario, la controversia è giunta in Cassazione. Tuttavia, il processo è stato dichiarato estinto perché la società contribuente ha aderito con successo alla definizione agevolata delle liti pendenti, una procedura che ha permesso di chiudere il contenzioso senza una decisione nel merito.
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Estinzione giudizio tributario: il caso di definizione
Una società agricola e i suoi soci, dopo aver ricevuto avvisi di accertamento per gli anni 2006 e 2007, hanno visto il loro caso arrivare in Cassazione. Durante il processo, hanno aderito con successo alle procedure di definizione agevolata delle liti pendenti per l'annualità 2007, mentre la questione del 2006 era già divenuta definitiva. La Corte di Cassazione, preso atto della cessazione della materia del contendere per tutte le questioni, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
Una società di produzione dolciaria ha ottenuto l'estinzione del processo tributario in Cassazione grazie all'adesione alla definizione agevolata. L'Ordinanza 7705/2024 chiarisce che, in assenza di un'istanza di trattazione entro i termini di legge, il perfezionamento della sanatoria comporta la fine del contenzioso. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il giudizio, con spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Sequestro preventivo impeditivo: la pace fiscale lo annulla?
Una società, coinvolta in un caso di corruzione per un contenzioso tributario, ottiene l'annullamento con rinvio della decisione che manteneva un sequestro preventivo impeditivo. La Cassazione ha stabilito che l'estinzione del debito tributario tramite 'pace fiscale' richiede una nuova valutazione dei presupposti della misura cautelare, poiché il 'profitto' del reato potrebbe non essere più configurabile.
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Cartella esattoriale concordato: legittima la notifica
Una società in liquidazione, ammessa a concordato preventivo, ha impugnato due cartelle esattoriali notificatele dopo l'omologa del piano. I giudici di merito avevano dichiarato illegittime le cartelle, ritenendole un'azione non consentita durante la procedura. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, ha ribaltato la decisione. Ha chiarito che la notifica di una cartella esattoriale durante un concordato non è un'azione esecutiva vietata, ma un atto necessario per formalizzare il credito tributario e consentire al Fisco di insinuarsi nella procedura concorsuale. La cartella, quindi, è legittima e la sua utilità va valutata all'interno del concordato stesso.
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Errore di Fatto: Quando non si può chiedere la revoca
Un contribuente ha richiesto la revoca di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto per la mancata valutazione di una memoria e per l'errata condanna alle spese. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo la distinzione tra errore di fatto, che è una svista percettiva, ed errore di diritto, che è un errore di giudizio. Poiché le questioni sollevate implicavano valutazioni giuridiche e non mere sviste, la richiesta di revocazione è stata dichiarata inammissibile.
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Definizione agevolata: estinzione lite coobbligato
Un contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione per imposta di registro relativo a una sentenza di primo grado, successivamente annullata in appello a seguito di una transazione. Durante il giudizio in Cassazione, un coobbligato ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La Corte Suprema ha dichiarato estinto l'intero processo, affermando che il perfezionamento della definizione agevolata da parte di un coobbligato giova anche agli altri, risolvendo così la controversia per tutti i soggetti coinvolti.
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Decesso difensore Cassazione: rinvio per diritto difesa
A seguito della morte del legale di una società poco prima dell'udienza, la Corte di Cassazione ha concesso un rinvio. La Corte ha chiarito che, sebbene il decesso del difensore in Cassazione non interrompa automaticamente il processo, è necessario un rinvio per tutelare l'effettività del diritto di difesa e consentire al nuovo avvocato di prepararsi adeguatamente.
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Esportatore abituale: diligenza del fornitore
Una società si è vista negare il regime di sospensione IVA per vendite a clienti che non erano qualificabili come esportatore abituale. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità della società fornitrice, sottolineando il suo dovere di diligenza nel verificare lo status dei clienti, anche a fronte di modifiche normative. Secondo la Corte, il fornitore non può limitarsi a ricevere una dichiarazione d'intento se esistono elementi che facciano sospettare irregolarità, ma deve adottare tutte le ragionevoli misure di controllo.
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Prescrizione crediti fiscali: 10 anni, non 5
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6639/2024, ha chiarito importanti principi in materia di prescrizione crediti fiscali. In un caso riguardante un'intimazione di pagamento, la Corte ha stabilito che, una volta notificata e non impugnata la cartella di pagamento, il credito erariale (come l'IRPEF) si prescrive nel termine ordinario di dieci anni, non in quello più breve di cinque. Inoltre, ha ribadito che la decadenza del potere impositivo è un'eccezione che deve essere sollevata dal contribuente sin dal primo grado di giudizio, non potendo essere rilevata d'ufficio dal giudice.
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Estinzione del giudizio: la prima rata non basta
Una società aveva aderito alla definizione agevolata di un debito tributario, pagando la prima rata. La Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato l'estinzione del giudizio in corso. L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'estinzione del giudizio è subordinata al pagamento integrale di tutte le somme dovute e non al solo versamento della prima rata. Fino al saldo finale, il processo è solo sospeso.
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Definizione agevolata liti: estinzione processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario riguardante un avviso di accertamento. La decisione è scaturita dalla richiesta di definizione agevolata liti presentata dal contribuente. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione del caso entro il termine previsto dalla legge, il procedimento si è automaticamente estinto, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Sospensione termini processuali: cumulo e COVID-19
Una società del settore automobilistico si è vista dichiarare inammissibile un appello per tardività. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio chiave sulla sospensione termini processuali: la sospensione di nove mesi per le liti tributarie (D.L. 119/2018) si cumula con quella successiva disposta per l'emergenza COVID-19. Di conseguenza, l'appello notificato l'8 maggio 2020 è stato ritenuto tempestivo e la causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Definizione agevolata: no se il debito è definitivo
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per un debito tributario divenuto definitivo a causa della mancata riassunzione di un precedente giudizio. Invocava l'applicazione della definizione agevolata, sostenendo che avrebbe dovuto sospendere la procedura. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la definizione agevolata è inapplicabile ai debiti fiscali ormai certi e non più oggetto di controversia. L'intimazione di pagamento è un atto di riscossione, non un nuovo atto impositivo idoneo alla definizione.
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